Caso ovatta, torna finalmente il sereno al San Leonardo. All'interno dei reparti dell'ospedale di Castellammare, infatti, la quantità di cotone idrofilo - risorsa quanto mai preziosa per il trattamento di medicazioni e ferite - sembra essere finalmente stata ripristinata a livelli accettabili. Appena due giorni fa erano stati invece i sindacati del personale sanitario a segnalare una situazione di emergenza che durava ormai da mesi, a seguito di un ritardo nella gara d'appalto con i fornitori. Una situazione da terzo mondo, ovviamente mal digerita dai rappresentanti di categoria.
Dopo le lamentele comunicate anche a mezzo stampa, la situazione si è normalizzata nel giro di appena 18 ore: «Da un lato siamo soddisfatti - ammette il segretario territoriale di Fsi Raffaele Amodio -, usare al posto dell'ovatta garze sterili e altri presidi medici molto più costosi come cotone di Germania era inopportuno, ma rimaniamo sconcertati e allibiti da quanto successo. Dopo tre mesi di attesa per un atto deliberativo di primaria importanza, è servita una lamentela ben pubblicizzata per sbloccare la situazione».
Del resto, come appare superfluo sottolineare, la presenza del materiale di lavoro nelle opportune quantità è utile tanto ai dipendenti quanto ai pazienti, i primi a pagare il prezzo di eventuali carenze di questo tipo. «Ora finalmente è stato riportata l'ovatta all'interno dell'ospedale stabiese - conclude Amodio -. Dobbiamo dire grazie alla direzione strategica, che si è mossa in maniera celere dopo la segnalazione. Si tratta di una denuncia banale e pretestuosa, ma evidentemente tanto basta per mettere a nudo il deficit strutturale e organizzativo del dipartimento farmaceutico dell'Asl Napoli 3 Sud».
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