Non solo l'emergenza legata al 'buchi' del personale e le lamentele sul rimborso dei buoni pasto. All'ospedale San Leonardo di Castellammare a mancare sarebbero anche i più basilari strumenti di lavoro. L'ultima segnalazione arriva dal sindacato Fsi Usae, che ha denunciato nei reparti la carenza cronica dell'ovatta: una mancanza che, seppur banale, sta creando non pochi problemi ai camici bianchi stabiesi.
Da circa tre mesi, infatti, nei reparti di urgenza e di emergenza del comprensorio di competenza dell'Asl Napoli 3 Sud, l'ovatta viene consegnata in quantità minima. Gli stessi rappresentanti di categoria hanno appurato che l'Abs (Acquisizione Beni e Servizi) non ha ancora ottemperato alla gara d'appalto con i fornitori. «La farmacia territoriale dell'azienda sanitaria locale chiede cotone idrofilo in prestito alle ditte in quantità minime in attesa dell'appalto - ha specificato il segretario territoriale Antonio Cascone -. In pronto soccorso e in rianimazione, si lavora senza ovatta, o peggio ancora le garze sterile, dieci volte più costose».
Dopo le numerose lamentele fatte pervenire ai caposala, il personale si sta arrendendo a quella che appare come una situazione da terzo mondo per alcune delle strutture ospedaliere più frequentate della Campania. «Non sarà un farmaco salvavita, ma la problematica è comunque di rilevanza primaria - conclude Cascone -. Come sigla sindacale Fsi siamo vicini ai lavoratori, si tratta di elementi fondamentali sia per il paziente che per il lavoratore che lo assiste».
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