Il progetto del “Cantiere Unico SAD 2”, destinato a riunire in un unico modello organizzativo la gestione dei servizi di igiene urbana di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, finisce al centro delle osservazioni delle organizzazioni sindacali.
A intervenire sono le segreterie provinciali di Fiadel, UIL Trasporti e FP CGIL, che precisano innanzitutto di non mettere in discussione la scelta della gestione unitaria dei servizi, prevista nell'ambito del processo di organizzazione delineato dalla normativa regionale e delle competenze dell'Ente d'Ambito.
Le perplessità riguardano invece il Piano Industriale elaborato dall'EDA Napoli 3 e, in particolare, la quantificazione delle economie di scala che il progetto dovrebbe produrre.
Un unico modello per due Comuni
Il “Cantiere Unico” prevede una gestione integrata dei servizi di igiene urbana nei due territori, con la condivisione di personale, mezzi e risorse.
Il Piano individua complessivamente 204 lavoratori e 96 automezzi, che dovrebbero essere utilizzati in maniera flessibile tra Castellammare di Stabia e Torre Annunziata.
Secondo i sindacati, una gestione sovracomunale realmente integrata può rappresentare un'opportunità per migliorare l'utilizzo delle risorse, aumentare la flessibilità organizzativa e produrre economie di scala.
Il punto, però, è dimostrare concretamente come questi vantaggi possano essere raggiunti.
“Il risparmio di 623mila euro deve essere verificabile”
Nella relazione istruttoria dell'ATO Napoli 3 viene indicata un'economia di scala pari a 623.896,29 euro all'anno rispetto all'ipotesi di due appalti comunali separati. La cifra, secondo il documento, arriverebbe a circa 4,99 milioni di euro nell'arco degli otto anni di durata dell'affidamento.
È proprio su questo punto che si concentrano le osservazioni delle organizzazioni sindacali.
Secondo Fiadel, UIL Trasporti e FP CGIL, il Piano Industriale pubblicato non consentirebbe infatti di ricostruire nel dettaglio il percorso tecnico ed economico che porta alla cifra indicata nella relazione.
I sindacati sottolineano che non viene fornito, a loro giudizio, un confronto analitico sufficientemente dettagliato tra i costi delle due gestioni separate e quelli previsti dal modello unitario, né sarebbero esplicitati in modo adeguato tutti i criteri utilizzati per determinare il fabbisogno di personale e automezzi.
I dubbi sulla condivisione di lavoratori e mezzi
Un altro interrogativo riguarda il funzionamento concreto del Cantiere Unico.
La relazione dell'ATO Napoli 3 prevede che le 204 unità operative costituiscano un unico organico di ambito e che i 96 automezzi vengano gestiti come un unico parco, consentendo di spostare squadre e mezzi tra i due Comuni nei momenti di maggiore necessità.
Per le organizzazioni sindacali, tuttavia, sarebbe necessario un modello operativo più dettagliato che dimostri come questa condivisione possa essere realizzata concretamente, garantendo contemporaneamente tutti i servizi previsti nei due territori.
La questione riguarda quindi non soltanto la quantità complessiva di personale e mezzi, ma anche la loro effettiva distribuzione durante i diversi turni e nelle differenti attività.
Nel mirino anche i 240mila euro di risparmio a Torre Annunziata
Un'ulteriore richiesta di chiarimento riguarda i 240mila euro annui di risparmio associati alla riorganizzazione dei turni a Torre Annunziata.
Il Piano dell'ATO Napoli 3 indica infatti che la sostituzione del precedente sistema a doppio turno, caratterizzato anche da lavoro notturno e straordinari, con un turno pomeridiano ordinario condiviso nell'ambito del Cantiere Unico produrrebbe un'economia stimata proprio in circa 240mila euro l'anno.
Anche in questo caso, i sindacati chiedono che siano messi a disposizione i dettagli dei calcoli alla base della stima.
“Non contestiamo la gestione unitaria”
La posizione delle tre organizzazioni sindacali viene quindi presentata come una richiesta di trasparenza e non come una bocciatura del modello organizzativo.
“Non contestiamo l'obiettivo della gestione unitaria”, è il senso dell'intervento di Fiadel, UIL Trasporti e FP CGIL, secondo cui il problema riguarda piuttosto il modo in cui le economie attribuite al Cantiere Unico vengono quantificate e presentate.
L'obiettivo, spiegano i sindacati, è evitare che un risparmio venga considerato un dato certo senza che siano chiaramente verificabili i passaggi tecnici ed economici attraverso i quali dovrebbe essere ottenuto.
La richiesta all'EDA Napoli 3
Per questo motivo le organizzazioni sindacali chiedono all'EDA Napoli 3 di rendere disponibili i criteri di dimensionamento, i parametri tecnici utilizzati, i prospetti analitici dei costi e il dettaglio del calcolo dei 623.896,29 euro di economia annua.
La richiesta è quella di mettere a confronto, con dati omogenei e verificabili, lo scenario delle due gestioni separate con quello previsto dal Cantiere Unico.
Una richiesta che assume particolare rilievo anche alla luce della relazione istruttoria, che definisce l'economia di scala come un risparmio “reale, concreto, misurabile” e indica in quasi 5 milioni di euro il beneficio cumulato nell'intero periodo contrattuale.
Chiesto anche un incontro prima delle modifiche organizzative
Fiadel, UIL Trasporti e FP CGIL chiedono inoltre un incontro specifico con le organizzazioni sindacali prima dell'attuazione delle modifiche organizzative.
Sul tavolo ci sarebbero infatti diversi aspetti che incidono direttamente sull'organizzazione del lavoro: dalla fungibilità del personale alla condivisione degli organici, fino all'articolazione dei turni e alla gestione delle risorse nei due Comuni.
La richiesta è dunque quella di aprire un confronto prima che il nuovo modello diventi operativo.
Il nodo dei risparmi
Il confronto sul SAD 2 si concentra così su uno dei punti qualificanti del Piano Industriale: la capacità del Cantiere Unico di produrre effettivamente le economie di scala indicate dall'EDA Napoli 3.
Da una parte, il Piano sostiene che la gestione integrata di personale, automezzi, strutture e servizi consenta di eliminare duplicazioni e ottimizzare le risorse, quantificando il beneficio in 623.896,29 euro all'anno.
Dall'altra, i sindacati chiedono che quelle cifre siano accompagnate da dati e prospetti sufficientemente dettagliati da permettere a lavoratori, amministrazioni e cittadini di verificarne la sostenibilità.
Il “Cantiere Unico”, dunque, non viene messo in discussione nella sua impostazione generale. La richiesta delle organizzazioni sindacali è che i risparmi annunciati siano dimostrati attraverso numeri trasparenti, criteri chiari e un modello operativo concretamente verificabile.
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