Politica & Lavoro
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Castellammare - 'Rimettere la città al centro': l'appello per salvare progetti e risorse

Una proposta di Democratici e Progressisti  ad un confronto dopo il nuovo scioglimento del Comune: dalla sanità alle Terme, dal porto a Fincantieri, fino a mobilità, quartieri e Monte Faito. “Serve una forte convergenza per evitare di perdere nei prossimi mesi finanziamenti e opportunità decisive”.

tempo di lettura: 22 min
26/08/2026 10:12:01
Castellammare - 'Rimettere la città al centro': l'appello per salvare progetti e risorse

Dopo il nuovo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia per infiltrazioni della criminalità organizzata, si apre una nuova fase di riflessione sul futuro della città e sulle scelte amministrative da compiere nei prossimi mesi. Al centro della discussione ci sono non soltanto le vicende politiche che hanno portato al commissariamento, ma soprattutto il rischio che progetti, finanziamenti e procedure già avviate possano subire ulteriori ritardi o, in alcuni casi, andare perduti.

È questo il punto di partenza della lunga lettera che pubblichiamo integralmente di seguito, intitolata “La sfida di Castellammare: rimettere la città al centro”. Nel documento vengono ripercorsi gli ultimi anni della vita amministrativa stabiese e vengono avanzate proposte per affrontare quella che gli autori definiscono una fase di emergenza, chiedendo una maggiore convergenza tra forze politiche, istituzioni e realtà del territorio.

La lettera passa in rassegna numerosi dossier ancora aperti: Porto, Fincantieri e waterfront, sanità e nuovo ospedale, Antiche Terme e sorgenti, patrimonio archeologico e culturale, Savorito e Cmi, Monte Faito e mobilità. L'obiettivo dichiarato è sollecitare un confronto già nell'attuale fase commissariale, senza attendere le prossime elezioni amministrative.

Tra le proposte contenute nel documento c'è anche quella di un “Accordo per Castellammare”, da costruire insieme a Regione Campania, Città Metropolitana e agli altri soggetti coinvolti, con l'obiettivo di coordinare progetti e risorse e individuare alcune priorità strategiche per la città.

La lettera contiene inoltre valutazioni e contestazioni di carattere politico e amministrativo che vengono attribuite integralmente ai suoi autori. Stabia Channel la pubblica di seguito nella sua versione integrale, lasciando ai lettori la possibilità di conoscere direttamente contenuti, argomentazioni e proposte avanzate. Il documento sottolinea, in particolare, l'urgenza di intervenire sulle scadenze già in corso, poiché alcune procedure e alcuni finanziamenti, secondo quanto riportato nella lettera, non attenderebbero la fine del commissariamento né il ritorno alle urne.


 

LA SFIDA DI CASTELLAMMARE: RIMETTERE LA CITTA’ AL CENTRO

È IMPORTANTE REALIZZARE ORA UNA FORTE CONVERGENZA PER EVITARE CHE NEI PROSSIMI MESI SI PERDANO PROGETTI E RISORSE ESSENZIALI PER IL FUTURO

Dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale del 28 febbraio 2022 per infiltrazioni camorristiche, che ha aperto una pagina amara per la storia della nostra città, abbiamo provato insieme ad altre persone a tenere viva l’attenzione sui problemi della città, pubblicando sullo “Scaffale” sia il lavoro svolto dal 2005 al 2010, che proposte, temi e urgenze sottoposte all’attenzione della Commissione Straordinaria, della Regione, del Governo e di altri soggetti. Istituzioni e realtà   da cui dipendevano e ancora dipendono scelte e decisioni che avranno ricadute su Castellammare.

Allora scrivemmo che nonostante scelte e distrazioni che hanno penalizzato Castellammare - basta guardare al caso del Porto Antico -   c’erano, a vario titolo, finanziamenti per 500 milioni di euro legati a interventi previsti nel Pnrr e nel Cis e in altre sedi (Nuovo Ospedale, Fincantieri e Porto Antico, linea ferroviaria, Antiche Terme, Villa Gabola, Savorito, Centro Antico). Alla fine del 2023 raccogliemmo nel quaderno di appunti “Castellammare la sfida possibile “suggerimenti per costruire in vista del voto dell’8 e 9 giugno 2024 un percorso programmatico con scelte chiare e coalizioni che non si trasformassero in indistinti e incontrollati carrozzoni elettorali, auspicando che si delineasse la convergenza di forze e competenze presenti nella nostra comunità, per dar vita a una COALIZIONE PER IL RISCATTO DELLA CITTA’.

È avvenuto altro, per le scelte operate in modo consapevole. Tanto da presentare il campo largo stabiese come modello regionale a cui ispirarsi. Vincere a tutti i costi, senza una condivisione di un programma e arruolando di tutto, con un numero di liste eccessivo, apre le porte a scenari segnati da litigiosità, instabilità, a una fatica enorme per tenere la coalizione compatta: a Castellammare ha prodotto anche quattro scioglimenti per crisi politica e a due per infiltrazioni della criminalità organizzata. Nella primavera del 2028, quando si concluderà il mandato degli attuali Commissari, su 24 anni per 8 la città sarà stata gestita dai commissari.

 Il secondo scioglimento per infiltrazioni camorristiche è dunque un nuovo colpo pesante che Castellammare subisce. Nessuna polemica nessuna ricerca delle responsabilità, delle dinamiche sorte nella maggioranza e dentro lo stesso Pd, che per alcuni, sbagliando, avrebbero generato tale esito, può oscurare questo fatto gravissimo. Abbiamo letto la relazione, pubblicata insieme al decreto del Presidente della Repubblica del 16 luglio, che chiarisce che si tratta di un atto che ha ricevuto l’approvazione unanime il 5 maggio del Comitato dell’ordine pubblico, Procure della Repubblica comprese.

Il quadro che emerge, i passaggi fatti, dunque, non possono essere sottovalutati, chiamano in causa il modo di funzionare della macchina comunale, di programmare risorse e servizi, di muoversi con trasparenza, e anche il modo in cui - in primo luogo il Sindaco e la politica tutta -   abbiamo ignorato la necessità di operare una rottura con metodi e scelte che avevano determinato lo scioglimento precedente. A fronte di questi aspetti è giusto comunque evitare giudizi sommari e lasciare che siano altre sedi ad accertare eventuali responsabilità.

Ed è giusto che chi viene chiamato in causa esponga le proprie ragioni e le faccia valere in tutte le sedi possibili, che si discuta anche di come cambiare l’attuale legge, di come i Comuni insieme a sanzioni severe abbiano bisogno anche di collaborazione e di supporto. Conosciamo l’amarezza di scelte contorte strane, compiute a volte dalle Commissioni di accesso, anche quando si dettano solo prescrizioni, che poi all’esame della magistratura finiscono per essere platealmente smentite; ma siamo convinti da sempre che l’attivazione della legge è a garanzia della trasparenza. Il numero dei Comuni sciolti è alto: alcuni Comuni è capitato anche cinque volte. Questa è diventata una emergenza seria che conferma l’esistenza di un rapporto malato tra politica e criminalità.

Bisognerebbe assumere sul serio questo tema, discuterne apertamente e comprendere che il dato va oltre le elezioni comunali, la raccolta dei voti con queste modalità si manifesta in ogni appuntamento elettorale. Tanti Comuni, Castellammare di Stabia compresa, sono diventati città-serbatoi di voti da tenere sotto controllo con comitati elettorali e liste civiche finte e una gestione della cosa pubblica inaccettabile e clientelare. Città come la nostra  , per loro storia e la loro forza, non hanno bisogno di protettori, ma di un rapporto leale ,  corretto con le Istituzioni  non  condizionato dallo scambio di voti. Castellammare non deve isolarsi, deve  stabilire una collaborazione con  gli eletti ,ma  è anche una realtà che deve pretendere rispetto.

È un tema su cui il Pd e lo stesso campo largo, noi tutti dovremmo riflettere seriamente, se davvero vogliamo rincontrare le tante e i tanti che si sono allontanati dalla politica.

La relazione sullo scioglimento, comunque, fa emergere - a prescindere dagli altri aspetti - l’esistenza di un disordine amministrativo che ha reso più debole e più permeabile la capacità dell’ente di far fronte a spinte e ingerenze esterne, anche della stessa criminalità. Sulla correttezza del Sindaco uscente e della giunta non abbiamo assolutamente da sempre mai avuto nessun dubbio: sconcerta però il fatto che siano crollati anche tutti i livelli di controllo e di verifica degli atti in testa alla segretaria, ai dirigenti, al nucleo di valutazione ai revisori. È francamente una brutta immagine.

Sul piano politico come lista Democratici e Progressisti, insieme al consigliere comunale Maurizio Apuzzo, non siamo rimasti a guardare, abbiamo segnalato con lealtà prima della campagna elettorale e in questi due anni problemi e scelte che richiedevano approfondimenti, come si può verificare dagli atti che troverete sullo Scaffale (scaffalestabia.it) sui quali andavano coinvolti il Consiglio Comunale, le parti sociali e la città.

Ci sono poi temi, procedure, progetti su cui è calato il silenzio ed è mancata anche la pur minima informazione allo stesso consiglio comunale. Ci riferiamo a Casa del Fascio, Salesiani, Montil, Nuovo Ospedale, linea Ferrovie dello Stato, Marina di Stabia, Puc, Ppr, Monte Faito, Acetosella, Sorgenti, Antiche Terme, Fincantieri.

Noi pensavamo che fosse giusto che il Consiglio discutesse anche delle scelte e del lavoro di due anni ereditato dalla commissione straordinaria. Restiamo convinti - ci riferiamo esclusivamente al piano amministrativo - che alcune soluzioni   adottate in quel periodo hanno prodotto ricadute negative per la città, aspetto che la relazione attuale dei commissari non prende   in considerazione. Ci riferiamo alla riqualificazione del Savorito dove abbiamo perso 15 mln e al progetto delle Antiche Terme, 12 mln di euro finanziati nel 2022: qui la gara è stata indetta solo in questi giorni. La vicenda delle Antiche Terme è inaccettabile: dopo quattro anni si appalta, nonostante la proroga di un anno, solo un lotto, sperando che si riesca a firmare il contratto entro il 31 dicembre altrimenti corriamo il rischio di perdere il finanziamento. Il secondo lotto allo stato, comunque, non ha copertura finanziaria! Vogliamo parlare dell’acquisto del “pezzo” dello stabilimento dell’Acetosella del quale il Comune non era proprietario? Lo abbiamo comprato all’asta per 700 mila euro senza avere in testa un progetto.

Ragionamento a parte meriterebbero anche il Centro antico: qui, si è scelto di impegnare diversamente i 7 milioni rispetto al progetto approvato nel Cis, il Puc ancora bloccato, la revoca da parte del governo di 35 mln assegnati per Fincantieri e Porto per responsabilità dell’Autorità Portuale e l’insipienza del Comune.

La vicenda poi dell’appalto dei rifiuti, che vale quasi 60 milioni in 5 anni si è perso nel porto delle nebbie. Nonostante sia un settore ampiamente citato nella relazione che portò allo scioglimento del 2022 si è proceduto nel 2023 con gara all’assegnazione anche in presenza di un solo partecipante. Ebbene ricordare che sul tema dei rifiuti ci fu nel 2021 in Consiglio Comunale una denuncia seria del consigliere Tonino Scala inviata anche alla Procura, una dettagliata comunicazione resa sempre nell’aula consiliare dall’assessore Giampaolo Scafarto, e in epoca recente una relazione della commissione speciale istituita dal Consiglio sciolto. Nei fatti, a partire dall’obbligo di aprire la sede operativa a Castellammare e dalle percentuali di raccolta differenziata, siamo lontani da quanto previsto nel contratto di appalto.

Dunque, su queste e su altre questioni - far decollare il programma Prius e il relativo finanziamento di 13 milioni assegnato dalla Regione – si deve produrre uno sforzo adesso, non tra due anni. Chi non ha presente queste urgenze non ha chiaro il quadro della complessità amministrativa in cui la città è scivolata. Ci sono scadenze, procedure da rispettare, scelte da correggere che non aspetteranno le elezioni del 2028, che giustificano che si chieda in modo unitario un confronto con la Commissione straordinaria, chiamata a gestire per lunghi mesi il Comune.

Per fronteggiare la situazione di emergenza nella quale siamo precipitati e per evitare alla vigilia del voto ma solo nel 2028 di inventarci i soliti meravigliosi programmi pieni di buone intenzioni, potrebbe essere utile  lavorare anche  (come  si fece , grazie anche alla spinta dei lavoratori, quando riuscimmo a strappare il contratto d’Area insieme a Torre Annunziata) alla definizione di un ACCORDO PER CASTELLAMMARE, con la Regione Campania, la  Città  Metropolitana di Napoli e gli altri soggetti coinvolti con al centro priorità che ci portiamo dietro da tempo a cui dare una soluzione. Questa strada che può andare sotto il nome di “Accordo per…” può essere utilizzata per aiutare altri Comuni in situazioni analoghe a ripartire dopo la chiusura del commissariamento per mafia.

Si tratta di dare un segnale forte adottando anche misure straordinarie, pensiamo alla presenza sul nostro territorio di Sviluppo Campania con la collaborazione di Invitalia, a cui affidare la gestione e il coordinamento di questa complicato passaggio. 

Alcuni possibili punti, legati a progetti e a finanziamenti in essere, da inserire nell’ACCORDO potrebbero essere: PORTI, CANTIERE E WATERFRONT - SANITÀ E TERME - BENI CULTURALI E ARCHEOLOGICI – QUARTIERI – MONTE FAITO - MOBILITÀ.

 

  • PORTI, CANTIERE E WATERFRONT

Rappresentano punti di forza per valorizzare e far decollare aree dove si concentrano attività e iniziative di grande valore e dalle potenzialità di crescita ancora inesplorate, come dimostra la stessa la presenza dei mega yacht, della nautica, dell’indotto che vi ruota attorno, e la nascita del polo nautico nell’ex area della MEB

  • Il Parco del Mare. Come rendiamo concreto questo obiettivo? La Regione Campania ha annunciato un investimento di oltre 400 mln per il Sarno, fatto enorme e positivo. Come rientriamo in questo programma, con quali proposte, con quali ricadute sulla nostra costa? Castellammare ha subito in modo pesante l’inquinamento del Sarno, oggi ha diritto a un’attenzione particolare per organizzare intorno alla Villa Comunale, al mare ritrovato, alle spiagge libere, alle ex aree industriali, funzioni nuove e nuovi spazi per il tempo libero, lo sport, servizi per il turismo e le attività commerciali, per i parcheggi. In mancanza di un piano, senza organizzare servizi e controlli, per l’enorme numero di persone stabiesi e non che si riversano sulle spiagge libere, quell’area rischia di alimentare la sensazione di una città fuori controllo e aprire varchi per attività gestite dalla camorra.
  • Porto Antico e Fincantieri. Serve, dopo aver perso 35 mln e non aver ricevuto niente dei 450 mln stanziati solo per Napoli e Salerno, che si definisca un progetto serio per rilanciare le attività esistenti, per liberare spazi e per realizzare il ribaltamento a mare del Cantiere navale. Siamo rimasti l’unica realtà del gruppo a non aver subito processi di ammodernamento. Porto Antico senza i Silos (da demolire) e Fincantieri con il bacino aprirebbero, insieme alle Antiche Terme, alla Caserma Cristallini da riqualificare e alla Colonia Ferrovieri di cui oggi si parla per il rischio crollo dopo aver lasciato accordi con il demanio per anni nei cassetti, una nuova e ricca prospettiva per il nostro Centro Antico e per l’intera città.

È una sfida enorme quella di Fincantieri, come ci ricorda il Sindacato, esistono accordi disattesi da anni, riunioni che si rincorrono senza concludere niente. Servono invece un progetto, procedure e il forte l’apporto finanziario, si valuta oltre 500 mln, del Governo, della Regione, di Fincantieri, dell’Autorità Portuale. In questi venti anni di presenza nell’Autorità Portuale assieme a Napoli e Salerno, Castellammare ha contribuito con quasi 20 milioni di canoni, ricevendo ben poco anche per la semplice manutenzione ordinaria.

  • Marina di Stabia – Corso De Gasperi. Su questa importate iniziativa, il secondo porto della città, è necessario fare un punto serio, anche in relazione all’ingresso di possibili e importanti soci di rilievo internazionale. Noi non possiamo essere spettatori immobili, le ricadute pubbliche che dipendono dalla realizzazione delle opere a terra in termini di occupazione, di spazi per la città, di strutture ricettive e commerciali, di parcheggi, sono fondamentali per innescare un ciclo positivo non solo su tutta l’area di corso De Gasperi.

Della stessa strana conferenza di servizio aperta dalla Zes da oltre due anni, si è persa traccia, e sono stati disattesi gli stessi indirizzi votati dal consiglio comunale a fine 2024, tra questi anche la richiesta che venga restituita alla città la spiaggia (oltre 12 mila mq) destinati per la realizzazione della scuola di vela, mai fatta.  Occorre seguire con attenzione questa iniziativa, che ha richiesto negli anni scorsi l’impiego di ingenti risorse pubbliche, per assicurarci, pur con i necessari aggiornamenti, che il progetto, il programma rispettino gli impegni assunti. Il Puc in questo senso, le scelte contenute nel PPR e il rapporto con la stessa ASI, diventano passaggi ineliminabili per concordare un piano con i proprietari delle aree dismesse. Altrimenti - svanita l’illusione del Piano casa -si rischia di procedere, come sta in parte sta avvenendo, con piccoli aggiustamenti, dove ognuno cerca di infilare quante più cose è possibile nei volumi esistenti, a discapito di una valorizzazione di spazi che potrebbero dare nuove possibilità per allungare e valorizzare il fronte a mare, per creare sviluppo e lavoro.

 

  • TERME e SANITÀ

Si tratta di settori e vicende delicate che hanno con i loro problemi evidenziato il momento difficile che la città ha attraversato e che ancora attraversa. I cambiamenti intervenuti nella sanità a livello nazionale alla fine degli anni 90 hanno inciso sul fatturato di tutte le aziende termali e sulla nostra realtà in particolare dove l’attività privata era quasi inesistente. Bisognerebbe trovare l’occasione, per ciò che ha rappresentato e può ancora rappresentare il termalismo e la ricchezza delle nostre sorgenti per la città, per esaminare a fondo ciò che accaduto. Siamo stati capaci di spendere quasi 15 milioni per ristrutturare le Antiche Terme, Villa Ersilia e per realizzare il nuovo reparto di fangoterapia, tre opere completate senza che un solo cliente vi abbia mai messo piede prima che fosse   distrutto e vandalizzato tutto.

Con la chiusura e il fallimento avvenuto da oltre dieci anni delle Nuove Terme, stavamo imboccando la strada della vendita a pezzi (campi da tennis, area roulottes, parcheggi, pallone), sarebbe accaduto la stessa cosa per lo stabilimento e le altre parti, se non fosse intervenuta la Regione che ha consentito di evitare la svendita e che il patrimonio rimanesse in mano pubblica. Il Comune nell’accordo raggiuto in cambio dei crediti che vantava, ha ricevuta la piena proprietà del Parco dei Cigni, di Villa Ersilia e del Centro Congressi. La chiusura delle Nuove Terme, la devastazione di tutto ha rappresentato una pagina amara, come ancora oggi si avverte dai commenti di tanti cittadini. Senza passare la spugna su quanto è avvenuto, l’investimento però per il nuovo presidio sanitario potrebbe innescare un processo di valorizzazione di tutti gli spazi, una fase di rilancio con scelte serie, ragionando sui cambiamenti che hanno investito il settore, che aprano a una collaborazione tra le attività sanitarie e termali, con quelle legate al benessere e alla riabilitazione.

  • Nuovo Ospedale prevede un investimento che si aggira sui 200 mln. Sappiamo poco sui tempi di realizzazione e dei problemi sorti che ne hanno rallentato la effettiva partenza, oltre la demolizione dell’albergo. È possibile fare un punto con la Regione? Con i problemi e le condizioni del San Leonardo, sorti non certo per problemi del personale, ma perché sono state fatte scelte politiche che hanno portato allo svuotamento e al trasferimento di funzioni in altre realtà, è urgente capire che direzione prendere. La certezza del Nuovo Ospedale aprirebbe anche la strada alla riorganizzazione   del patrimonio esistente, a partire dall’attuale ospedale al viale Europa per realizzare nuovi servizi e una migliore assistenza. 
  • Parco dei Cigni, Villa Ersilia e Centro Congressi: non si hanno notizie di come si pensa di intervenire. Oggi il parco e queste strutture versano in condizioni indecenti, in piccola parte ha contribuito a che il cantiere installato dall’EAV per realizzare il nuovo inutile e costosissimo tunnel tra via Nocera e Castellammare centro. Sono comunque un polo decisivo che si presta, a prescindere dall’ipotesi avanzata, a diversi utilizzi che possono contribuire al rilancio della città. Si può aprire un ragionamento con la Regione per definire un percorso comune? Dobbiamo arrestare la situazione di degrado   esistente oggi.
  • Antiche Terme: abbiamo già descritto in precedenza l’assurda situazione che è stata creata. Quattro anni di gestione confusa, con costi di progettazione lievitati, senza definire un chiaro indirizzo sulle attività termali da svolgere, senza coinvolgere e consultate esperti del settore. Resta comunque da chiarire, se abbiamo ottenuto l’autorizzazione dalla struttura del Cis per realizzare solo un lotto, rispetto al programma approvato:” Riqualificazione e funzionalizzazione del complesso Antiche Terme ed annesso Parco delle Acque”. Si parla di un secondo lotto di cui allo stato mancherebbero una proposta concreta e finanziamenti.
  • Sorgenti idrotermali. Senza questa risorsa straordinaria che la città possiede, qualsiasi ragionamento sul rilancio del termalismo non avrebbe senso. Abbiamo agito con leggerezza per proteggere e salvaguardare le nostre sorgenti. Negli ultimi cinque-sei anni, inoltre, non siamo riusciti a definire un piano, dopo aver dato due o tre incarichi per studiare lo stato delle sorgenti, a capire quali interventi occorresse fare. Nei mesi scorsi, non avendo risposto alla Regione che ci diffidava a presentare una proposta entro il prossimo ottobre per l’utilizzo delle fonti Vanacore pena la revoca della concessione, per difenderci abbiano dato un incarico di 120 mila euro più oneri a uno Studio legale. Quindi, incarichi tanti, proposte concrete nessuna. È urgente pertanto approntare un piano per la tutela, valorizzazione, e utilizzo di questa enorme ricchezza, anche con l’apporto del Parco dei Monti Lattari.
  • BENI CULTURALI e ARCHEOLOGICI
  • Reggia e Scavi. Anche in questo caso è necessario arrivare a un chiarimento per porre le basi di un rilancio e di un pieno utilizzo della Reggia che il Comune ha affidato in gran parte al Parco archeologico di Pompei. Se il Museo archeologico di Stabia gestito dal ministero della Cultura è aperto e, comunque, ha bisogno di essere ulteriormente inserito in itinerari di visita, oltre che meglio collegato con la città attraverso un sistema di traporto pubblico dedicato, il Comune da parte sua non riesce a mantenere aperto il Museo civico, che tra l’altro andrebbe anche ripensato. L’intero edificio evidenzia per la parte comunale problemi di manutenzione, restando aperta la questione di via Gratelle da riaprire e l’intera tutela e valorizzazione del patrimonio dei Boschi di Quisisana. Abbiamo la necessità di rinnovare impegni precisi per valorizzare e integrare l’area archeologica di Varano, andando finalmente alla nascita del Parco archeologico di Stabiae includendo Villa San Marco, Villa Arianna e la Grotta di San Biagio e scavando Villa del Pastore (sulla quale è in corso un importante lavoro della Procura di Torre Annunziata per eliminare gli abusi edilizi). Un parco da integrare con l’offerta museale e con le altre realtà che fanno capo al Parco archeologico di Pompei. In questo quadro la Scuola di restauro finanziata dal Cipe alla Reggia di Quisisana è ancora un obiettivo perseguibile?
  • QUARTIERI
  • Savorito e Cmi. Con l’appalto in corso si dovrebbero realizzare solo 96 dei 189 alloggi per poter abbattere i vecchi prefabbricati del terremoto. Completare Savorito e intervenire sul quartiere dei Cmi sono obiettivi possibili se ci organizziamo per utilizzare il bando che mette a disposizione oltre 200 milioni di euro a livello regionale per l’edilizia. Andrebbe esplorata, inoltre, anche la praticabilità di un progetto per avviare la rigenerazione dei beni pubblici e del demanio di cui la città dispone. Un progetto da sviluppare con la partecipazione e il sostegno della Cassa Deposito Prestiti, come già avvenuto in altre realtà per creare nuovi alloggi e nuovi servizi.
  • FAITO
  • Faito e il dissesto. Il grave incidente della Funivia ha determinato un forte calo delle presenze e dato un colpo ad attività legate al turismo in forte crescita. Il permanere della chiusura della strada, fatto davvero inaccettabile, sottolinea ancora di più la gravità delle lentezze e dei ritardi che si sono manifestati, anche per gli stessi interventi legati al dissesto. Serve chiarezza sui tempi per realizzare il nuovo impianto della Funivia, un piano preciso per gli interventi che occorre fare, scelte per rilanciare e ampliare le funzioni del Parco, anche alla tutela del   bacino idrominerale. Realizzare finalmente il Parco dei Mont Lattari e delle Acque offrirebbe a tutto il territorio un riferimento di grande utilità.
  • MOBILITA’
  • Sistema dei trasporti. Serve fare un punto e definire una proposta altrimenti di volta in volta saltiamo dall’ascensore della stazione Circum centrale, opera che sarebbe stata sbloccata, alla linea Gragnano-Castellammare, e intanto abbiamo stazioni chiuse a partire da quella delle Antiche Terme, fittata per 300 euro al mese. Nulla sappiamo su come si pensa di intervenire sul tratto ferroviario strategico di Castellammare -Torre e come riprendere l’ampliamento dell’attuale parcheggio della ferrovia, mentre la Regione e la Fondazione Fs rilanciano i treni storici tagliando ancora una volta fuori Castellammare da un’offerta turistica rilevante.

 

Castellammare di Stabia il 25 agosto 2026                                      Democratici e Progressisti

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