Sessanta milioni di euro per l’attuale appalto e, già all’orizzonte, una nuova gara che potrebbe valere circa 131 milioni per otto anni. È su queste cifre che i Democratici e Progressisti riaccendono il riflettore sul servizio di raccolta dei rifiuti a Castellammare di Stabia e chiedono che la città non arrivi impreparata a una scelta destinata a condizionare il settore per quasi un decennio. Il gruppo politico parte dalle criticità dell’attuale servizio, affidato nel 2023 durante la gestione della Commissione straordinaria. «La raccolta dei rifiuti e la pulizia della città rappresentano da sempre uno dei principali indicatori della qualità della vita e dell’efficienza dell’amministrazione pubblica», sottolineano i Democratici e Progressisti. «Una città pulita, accogliente e curata è anche il segno di un servizio che funziona e che deve essere all’altezza del costo sostenuto dai cittadini». Secondo il gruppo, però, a Castellammare «il servizio continua a presentare criticità evidenti». E a confermarlo, sostengono, sarebbe la stessa documentazione prodotta dal Comune in risposta all’interrogazione presentata dal consigliere Maurizio Apuzzo. Nella nota vengono richiamate le sanzioni elevate dall’amministrazione e alcune inadempienze rispetto agli obblighi previsti dall’appalto, comprese quelle relative alle percentuali di raccolta differenziata e alla realizzazione della sede operativa e legale in città. «Non si tratta, dunque, di una questione nuova né di una polemica di parte», evidenziano i Democratici e Progressisti. Il tema, infatti, è stato più volte affrontato negli ultimi anni in Consiglio comunale, attraverso iniziative dei consiglieri, relazioni degli assessori e il lavoro di due commissioni consiliari istituite proprio per approfondire le problematiche del servizio. Una parte della questione rifiuti, inoltre, era già finita nella relazione della Commissione d’accesso che portò allo scioglimento del Comune nel 2022. «Come Democratici e Progressisti, già nel 2023 e nel 2024 e attraverso diverse note, abbiamo segnalato l’urgenza di affrontare in maniera seria e strutturale la questione», ricordano. Adesso, però, secondo il gruppo la situazione assume un peso ancora maggiore perché sul tavolo c’è la prospettiva della gestione del servizio attraverso il Sub Ambito Distrettuale che comprenderebbe Castellammare e Torre Annunziata. Una partita da circa **131 milioni di euro per otto anni**. Ed è proprio questa prospettiva a spingere i Democratici e Progressisti a chiedere un confronto politico prima che vengano prese decisioni definitive. «È una prospettiva che non può essere affrontata senza un confronto pubblico e politico adeguato», affermano. Nel mirino finisce il piano predisposto dall’Ente d’Ambito, soggetto gestore dell’ATO Napoli 3, che secondo il gruppo presenta «aspetti e modalità di gestione che, a nostro avviso, devono essere approfonditi». Ma soprattutto, aggiungono, «devono essere discussi con la città prima che vengano assunte decisioni destinate a incidere sul servizio per i prossimi otto anni». Il dito viene puntato anche sulle scelte, o sulle mancate scelte, degli anni precedenti. «Non aver aperto questo confronto in passato è stato un errore che Castellammare rischia oggi di pagare a caro prezzo», denunciano i Democratici e Progressisti, paventando «la possibilità di ritrovarsi davanti a nuovi e ancora più gravi disservizi». Nel documento c'è anche un richiamo alla legge regionale 16 del 2016, che ha ridisegnato l'organizzazione della gestione dei rifiuti in Campania e previsto diverse possibilità di organizzazione, compresi modelli di gestione pubblica. «A dieci anni dalla sua approvazione è quindi necessario fare un bilancio», sostengono, «evidenziando i ritardi e le lentezze con cui la Regione ha proceduto, le resistenze che ne hanno rallentato l'attuazione e, soprattutto, il modo in cui questa nuova organizzazione è stata utilizzata anche dalla nostra città». Un passaggio che, per il gruppo, non può essere separato dal tema della legalità. «Il settore dei rifiuti è stato troppo spesso attraversato da interessi illeciti e condizionato dal peso della criminalità», ricordano i Democratici e Progressisti. Da qui la richiesta di «trasparenza, controllo pubblico, competenza e scelte politiche chiare». Il gruppo entra quindi nel merito della ricostruzione contenuta nella nota del Comune firmata dal RUP, dal funzionario amministrativo e dall’assessore competente, ritenendo che proprio quel documento consenta di ricostruire il percorso che ha portato alla costituzione del SAD e alla definizione del modello di gestione. Secondo quanto riportato nel comunicato, già nel 2023, nonostante le sollecitazioni degli uffici, il Comune non avrebbe presentato una propria proposta né avviato un confronto con gli altri Comuni per definire il SAD e individuare il modello più adeguato alla realtà di Castellammare. Una situazione che, secondo i Democratici e Progressisti, si sarebbe ripetuta nel 2024. La nota dell'ATO Napoli 3 del 23 dicembre avrebbe infatti comunicato l'intenzione dell'EDA Napoli 3 di procedere, nel gennaio 2025, all'individuazione di un tecnico incaricato di predisporre la documentazione necessaria per le successive gare nei SAD non ancora costituiti formalmente. E, in assenza di un «diverso e contrario indirizzo politico espresso dalla Commissione straordinaria», da quella comunicazione sarebbe derivata, secondo la ricostruzione del gruppo, la tacita adesione del Comune di Castellammare al modello di gestione determinato dall'EDA. È qui che i Democratici e Progressisti individuano il nodo politico della vicenda. «È proprio questo il punto politico che oggi poniamo all’attenzione della città», affermano. La conclusione è netta e guarda direttamente al futuro del servizio: «Castellammare non può limitarsi a subire decisioni assunte altrove». Da qui la richiesta di riaprire il confronto, coinvolgendo istituzioni, forze politiche e città, prima che la nuova organizzazione del servizio diventi una scelta irreversibile per i prossimi otto anni.
«Dobbiamo essere più cattivi in entrambe le fasi, commessi troppi errori con il Pisa. Potrei cambiare qualcosa, alcuni uomini stanno recuperando. Sul piano personale sarà bello tornare dove sono stato bene»