Dentro o fuori. Una riunione in programma domani a Palazzo Farnese deciderà le sorti del sindaco Antonio Pannullo, alle prese con la prima vera crisi politica della sua gestione. Il primo cittadino dovrà provare a ricomporre la frattura con i cinque dissidenti della maggioranza, ossia i consiglieri di Area Civica e Campania Libera, disposti a far saltare il banco se non sarà attuato l'azzeramento della giunta con conseguente creazione di una cabina di regia politica che sottragga al PD quell'egemonia indigesta ai centristi, che starebbe condizionando ogni decisione assunta dal sindaco.
E così Pannullo sarà costretto a compiere un'altra importante rinuncia in seno al PD per ovviare al trucco messo in atto dal gruppo consiliare dem, che ha presentato il sacrificio del vicesindaco Andrea Di Martino come un'azione di avvicinamento nei confronti di Area Civica, la quale invece non è cascata nel tranello teso dai democratici. Il PD, infatti, punta persino a rafforzare la sua posizione all'interno della squadra di governo, non rinunciando ad alcuna delega e affidando il ruolo di vicesindaco a Pino Rubino, fedelissimo di Mario Casillo. Lo stesso Francesco Balestrieri è ormai in quota dem a tutti gli effetti e la sua posizione potrebbe essere potenziata con la delega alla Polizia Municipale.
Con tre caselle già vuote in seguito alle dimissioni di Giuseppe Iozzino e Annalisa Armeno e al sacrificio di Andrea Di Martino, vacilla anche la posizione di Carla Di Maio, sulla cui permanenza ci sarebbe una divergenza di vedute tra Antonio Alfano e Maria Amodio. «Ma non c'è alcun tipo di conflitto - spiega Maria Amodio, capogruppo di Stabia Libera -. Si tratta di un semplice confronto pacifico, che per noi equivale soltanto ad un momento di crescita». «Sono convinto della bontà del lavoro svolto dall'assessore Di Maio - sottolinea Antonio Alfano - e ritengo normale uno scambio di opinioni in questa fase di verifica di giunta. Nulla è stato comunque deciso e, in ogni caso, posso assicurare che la nostra lista di riferimento ne uscirà ancora più forte e che continueremo ad operare nell'esclusivo interesse della città».
Rompe il silenzio anche Andrea Di Martino, la cui esclusione dalla prossima giunta sarà presto ufficializzata. L'ormai ex vicesindaco ci tiene a sottolineare di non aver intrapreso alcuna iniziativa di rivolta nei confronti del primo cittadino e che il dialogo con i centristi è semplicemente la prosecuzione di un percorso avviato di concerto con Pannullo. «È dal primo giorno di questa avventura che coltivo un dialogo continuo ed incessante con tutti quelli che lo ricercano, nell'interesse della città e del sindaco - spiega Di Martino -. Come più volte abbiamo condiviso con Pannullo nei nostri dialoghi, questa amministrazione ha raccolto inevitabilmente il consenso di una minoranza della città. Tenere insieme le forze della coalizione e allargare il dialogo è un necessario passaggio di democrazia, anche se faticoso. Io continuo a fare solo questo nell'interesse della città e del sindaco. Non rinunciando mai al mio punto di vista. Con caparbietà. E con rispetto degli uomini e delle donne e delle loro idee. Anche quando sono diverse dalle mie».
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