La violenta invettiva dei centristi mette in seria crisi la posizione del sindaco Antonio Pannullo e l'opposizione decide di rompere il silenzio, confermando le rimostranze palesate nelle scorse settimane e chiedendo al primo cittadino di dar conto della situazione in consiglio comunale. «Dopo che per mesi sono circolate notizie sui motivi che erano al centro verifica politica, dopo che abbiamo assistito per giorni e giorni al toto assessore “chi entra e chi esce”, alle dimissioni di due assessori - spiegano i consiglieri Salvatore Vozza, Alessandro Zingone, Gaetano Cimmino, Vincenzo Ungaro, Antonio Cimmino e Tina Somma -. Dopo che ripetutamente il sindaco, nelle sue vari esternazioni, aveva assicurato che tutto procedeva nel migliore dei modi e che era stato dato grande impulso alla soluzione dei principali problemi della città, Pannullo è stato clamorosamente smentito dal comunicato dei consiglieri che fanno riferimento a Campania Libera e ad Area Civica. Una presa di posizione che fa chiarezza sulle ragioni su cui si sono registrate divergenze e punti di vista diversi, sulle responsabilità del PD per la situazione di stallo e di blocco dell’attività amministrativa in cui la città è precipitata. Il sindaco prenda atto che non è nelle condizioni di presentare la nuova giunta perché gli è scoppiata tra le mani la crisi della maggioranza. Il giudizio come gruppi di opposizione sul primo anno della giunta Pannullo, lo abbiamo espresso per tempo, nel comunicato dello scorso 5 settembre, ribadendo la necessità di una rottura con vecchie pratiche e l’urgenza di rimettere al centro dell’azione amministrativa la città con i suoi problemi. Abbiamo avanzato proposte, la disponibilità a sostenere una nuova fase a condizione che il sindaco si presenti in consiglio comunale con proposte concrete. La replica di Pannullo è stata la solita risposta scontata: “va tutto bene”. Non incanta più nessun quest’atteggiamento: per la villa rischiamo un contenzioso, stessa cosa per l'ex Casa del Fascio, Stimmatine e Corso de Gasperi, mentre per la soluzione del problema Terme mancano idee. La sicurezza, il traffico, le politiche sociali, le condizioni dei quartieri sono poi diventate vere e proprie emergenze. La gestione degli appalti di servizi, dalla Soget alla Am Tecnology, oltre a non fornire le prestazioni previste nei contratti firmati per cui i cittadini pagano, sono diventate occasioni per pratiche e assunzioni clientelari operate a Castellammare in altri Comuni, mentre la città è sporca. Adesso è arrivato il momento di fare chiarezza, le difficoltà che vive la città non si cancellano con un post rassicurante su Facebook o con un comunicato, ma aprendo una fase nuova. Il sindaco convochi il consiglio comunale e chiarisca alla città la portata di ciò che sta accadendo. È un suo dovere farlo!».