Mentre il sindaco Gaetano Cimmino esulta dopo l'apertura delle buste con le offerte per il patrimonio termale, i consiglieri comunali di opposizioni sono tutt'altro che tranquilli. Andrea Di Martino e Francesco Nappi hanno già manifestato il proprio dissenso per quelle proposte che non avrebbero nulla a che vedere con il termalismo stabiese. L'occasione per criticare sarà sicuramente il 31 gennaio prossimo quando a Palazzo Farnese si terrà il consiglio comunale monotematico su Sint ma i due hanno già espresso il proprio malcontento. Si preannuncia una seduta quindi infuocata con le opposizioni pronte a far notare alla maggioranza tutte le ombre intorno alla manifestazione d'interesse.
«La grande fanfara messa in moto, nei giorni scorsi, dalla propaganda della amministrazione comunale, alla prova dell'apertura delle buste, ha proposto solo note stonate - spiega Di Martino -. Dalle buste aperte non c'è una sola proposta che riguardi il rilancio del Termalismo. L'unica proposta che dichiara questo obiettivo, chiede giustamente quali sono gli orientamenti della amministrazione. E l'amministrazione su questo ha le idee confuse da un po'. Il resto delle proposte vengono da imprese immobiliari e questo pure desta preoccupazione. E le proposte riguardano solo l'albergo e attività alberghiere, o realizzazioni di strutture per anziani. Il resto sono proposte di acquisizioni di singoli beni del patrimonio. Insomma come avevamo già preannunciato senza idee non si partoriscono cose nuove». «Siamo innanzi ad una confusione che rischia di affossare il processo di liquidazione. Anche la volontaristica affermazione di chiedere aiuto alla Regione non si capisce che fine abbia fatto. Un vero e proprio pasticcio. La proposta delle opposizioni è lì depositata in consiglio. La ribadisco: si individuino i beni da vendere per completare il processo di liquidazione. Si dia mandato ad un advisor di preparare una proposta compiuta per il patrimonio termale che nel frattempo è rientrato, alla fine della liquidazione, interamente nella disponibilità del comune, e si proceda con la ricerca dei partner privati sia per le antiche che per le nuove terme, partendo dall'obiettivo del rilancio del termalismo come priorità e poi verificando anche le altre soluzioni» conclude.
Sulla stessa lunghezza d'onda il leader del Movimento 5 Stelle: «Con l'entusiasmo di un bambino di fronte ad un ovetto di Pasqua questa amministrazione ha "aperto" le proposte, ma la "sorpresa" è stato il classico portachiavi! Dalle nove proposte, di cui alcune fatte da società di consulenza o società di intermediazione immobiliare, non emerge alcuna buona nuova per il futuro della città di Castellammare di Stabia. Qualche proposta di "spezzatino", pure c'è stata, con proposte a dir poco "oscene" rispetto al valore dei beni su cui si è avanzata la proposta che hanno più il sapore di "affare" per chi compra.
Un dato però emerge chiaro, anche dalle proposte presentate, non c'è una chiara visione della Castellammare del futuro da parte di questa amministrazione, cosa che ha generato manifestazioni di interesse vaghe che poco o nulla incidono sullo sviluppo economico ed occupazionale della città». «Il 31 gennaio, in consiglio comunale, sarà necessario che si cominci a lavorare per definire le linee politiche e programmatiche sul futuro della città e dei beni della Sint per dare maggiori garanzie a chi vuole e/o vorrà investire nella città di Castellammare e per ricevere progetti di investimento che abbiano un reale impatto sulla città in termini occupazionali e di sviluppo economico» conlude Nappi.
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