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Castellammare - Multiservizi, bilancio e fusione all'attenzione della Corte dei Conti

La denuncia di Bobbio: "il revisore dei conti Cassaneti è incompatibile.È un mio avversario politico tesserato col Pdl insieme alla moglie Rosa Cuomo".

tempo di lettura: 4 min
17/04/2012 11.56.19
Castellammare - Multiservizi, bilancio e fusione all'attenzione della Corte dei Conti

E' nuovamente guerra tra il sindaco Bobbio ed i revisori dei conti. Questa volta, a far andare su tutte le furie il primo cittadino stabiese è stato il rapporto inviato da Antonio Cassaneti, membro dei revisori, alla Corte dei Conti in cui si denunciano i conti in rosso della Multiservizi e le modalità con cui è avvenuta la fusione con l'ASM.

E così, questa mattina, appresa la notizia, il sindaco Luigi Bobbio ha immediatamente diffuso un comunicato stampa che qui riportiamo:

"Che dire dell'iniziativa dell'ineffabile Cassaneti: che ce l'aspettavamo? Che ci fa piacere? Certo che ci fa piacere - dice Bobbio - : è sufficiente continuare a dargli tutta la corda che gli serve, ben consapevoli che nel suo furore, previsto e preventivato fin da quando è stato eletto, ci metterà molto poco a crearsi da solo dei seri problemi. Mi aspettavo questa ed altre consimili iniziative, le cui avvisaglie sono note da tempo. D'altronde non c'era da attendersi altro da un membro del collegio dei revisori del Comune che non si è fatto scrupolo di accettare l'elezione (molto verosimilmente avvenuta con i voti delle minoranze) pur consapevole della sua sostanziale duplice incompatibilità della quale qualcuno prima o poi dovrà pur tenere conto, una incompatibilità che fin d'ora, peraltro, a mio sommesso avviso, non solo ne scredita qualsiasi iniziativa personale ma credo sarà ben presto oggetto ed elemento di una valutazione meno bonaria in sede molto meno condiscendente dei suoi comportamenti".

 "Il dott. Cassaneti - prosegue il sindaco di Castellammare di Stabia - era fin dall'inizio, a mio giudizio, incompatibile per essere il marito della mia sfortunata avversaria nelle elezioni comunali del 2010, la sig.ra Rosa Cuomo, e genero - quindi - dell'altrettanto sfortunato ormai ex rappresentante cittadino del mio partito. È peraltro incompatibile per essere il fratello di un giudice della sezione napoletana della Corte dei Conti che, a sua volta, anagraficamente ne è la sorella con un - a mio giudizio - valutabile o quantomeno ipotizzabile teorico involontario potere di condizionamento non certo benevolo degli organi giudiziari contabili napoletani. E, guarda caso, è di oggi la notizia che il dott. Cassaneti ha scritto alla Corte dei Conti di Napoli, presumo alla Procura. Il dott. Cassaneti è peraltro l'unico membro del collegio dei revisori dei conti autenticamente di lotta e di governo visto che, mentre da un lato si schiera fieramente, da subito, contro la mia Amministrazione, in perfetta solitudine (con ciò violando anche il codice deontologico della sua categoria professionale rispetto agli altri componenti del collegio dei revisori) dall'altro non si fa scrupolo non solo di essersi tesserato con il mio partito in occasione del tesseramento di fine 2011, unitamente a tutta la santa famiglia (moglie e di lei babbo), ma riesce a portare in famiglia un ulteriore stipendiuccio grazie al buon cuore del nostro presidente provinciale e della Provincia di Napoli che, scaduto l'incarico della sig.ra Cuomo Cassaneti (certamente a suo tempo conferito per meriti speciali) presso l'Ato3, ha ritenuto giustamente opportuno raccoglierla da terra dopo la sua trombatura alle elezioni comunali e offrirle un comodo nido, presumo stipendiato, nella sua segreteria in Provincia. Sia ben chiaro, ritengo di grande umanità e, quindi, da condividere la scelta del presidente Cesaro. Quello che mi fa sogghignare e anche arrabbiare è la improntitudine di una famigliola che arraffa da una parte e dall'altra senza nessun rispetto per la coerenza e le regole. Comunque, dott. Cassaneti continui, non si preoccupi perché ogni sua iniziativa personale e solitaria contro la mia Amministrazione è una ulteriore palatina di terreno che da sé medesimo toglie sotto i suoi stessi piedini", ha aggiunto Bobbio.

"Non so per quanto tempo continuerò a tollerare che un revisore dei conti del Comune politicamente e dichiaratamente avverso a me continui ad avere la sorella in servizio presso il mio giudice contabile naturale che è la Corte dei Conti di Napoli. Se qualcuno non se ne accorge in fretta, sarò costretto a ricordarlo nelle sedi competenti. Quando si vive negli stessi uffici giudiziari, le distinzioni formalistiche e di facciata fra giudici, procure e sezioni lasciano il tempo che trovano, quello che rileva - alla fine - è il pur solo pericolo del clima di ostilità che si può artatamente venire a creare. Fermo restando che mi fido e continuo a fidarmi della nota correttezza, professionalità e imparzialità della Corte dei Conti napoletana", ha concluso il sindaco.

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