L'Am Technology, società responsabile della raccolta rifiuti a Castellammare, finisce nell'occhio del ciclone. Nelle ultime ore è stata infatti depositata presso la Procura di Torre Annunziata una denuncia apparentemente anonima che descrive l'operato dell’azienda come «dannoso per le casse del Comune» e punta il dito contro alcuni dipendenti e sindacalsti della stessa ditta.
Nella segnalazione, fatta pervenire anche all'attenzione del sindaco Cimmino e ad alcuni consiglieri comunali, si descrivono con dovizia di particolari le attività di ognuna delle persone citate nell'esposto - con tanto di nomi, cognomi ed inquadramenti - , ruolo per ruolo. Si parte dai vertici aziendali che, secondo chi ha redatto la denuncia, «non garantiscono il rispetto del capitolato» e «gestiscono il personale con doppi turni e senza garanzie».
Le accuse si fanno però particolarmente pesanti quando si parla di superminimi e somme di denaro che verrebbero elargite dall’azienda in busta paga sotto voci che non sarebbero poi tassate. Si tratta, secondo la denuncia, di somme che vanno dai 500 euro ai 1500 euro a seconda dell’inquadramento dei dipendenti interessati. Tutti ruoli di controllo del lavoro dove quello centrale del sistema sarebbe occupato dalla pratica del «riassetto», ossia della raccolta incontrollata dei rifiuti, indipendente dalla turnazione giornaliera per la differenziazione.
Tali «prelievi non conformi quotidiani disincentivano la raccolta e tutto finisce nell'indifferenziata – si legge nella denuncia - Ogni mattina c'è un operatore addetto al riassetto». Sarebbero inoltre previste delle punizioni per chi non si piega a questa pratica, che vanno dalle lettere di richiamo fino al trasferimento.
Sempre stando a quanto affermato dalla fonte che ha redatto la denuncia, la gestione interna di Am Technology avrebbe portato così ad una serie di carenze collaterali facilmente quantificabili: dal crollo della percentuale della raccolta (48% contro il 75% posto come obiettivo), alla mancata consegna dei kit di compostaggio ai cittadini, passando per videosorveglianza e carrellati mai installati, o addirittura il mancato rispetto degli orari di raccolta e delle scadenze per la pulizia delle caditoie.
Sotto tiro, per non farsi mancare nulla, anche la gestione delle risorse. Dei 154 dipendenti previsti da capitolato, solo 144 sarebbero effettivamente in strada: dito puntato anche sugli 'stagionali', alcuni dei quali sarebbero «non idonei» al reclutamento in quanto chiamati dai comuni limitrofi a Castellammare e al lavoro «da oltre 240 giorni consecutivi».
Un vero e proprio terremoto in cui l'amministrazione stabiese, e soprattutto i pm che stanno analizzando il caso, dovranno essere bravi a destreggiarsi. Sono attese già nelle prossime ore le prime reazioni politiche sulla vicenda.
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