Lavoratori di Terme di Stabia, la Sint potrebbe non presentare ricorso in Cassazione contro la riammissione dei 42 dipendenti licenziati. Nelle scorse ore la Corte d'Appello aveva definito «illegittimo» il licenziamento degli operatori, riconoscendo di fatto 'diritti d'azienda' alla società immobiliare. Il commissario liquidatore Vincenzo Sica ha fatto sapere che bisognerà intavolare un discorso con la politica per chiarire il da farsi.
«Ieri sera ho incontrato alcuni avvocati che mi hanno prospettato possibilità concrete di ricorrere in terzo grado - ha spiegato lo stesso Sica a Stabia Channel -, tuttavia non è ancora stato deciso nulla. Lunedì ho in agenda una riunione con il curatore fallimentare di Terme di Stabia per avere un quadro più completo della situazione, che illustrerò poi al sindaco di Castellammare Gaetano Cimmino». Del resto proprio palazzo Farnese dovrà giocare un ruolo primario nella questione, facendosi eventualmente carico anche di questo nuovo debito.
L'alternativa, tuttavia, esiste. «Organizzeremo anche summit con i legali dei dipendenti - prosegue il liquidatore della Sint -, non escludo la possibilità di trovare un accordo. È un'eventualità che dobbiamo tenere in considerazione in questa fase, anche perché queste 42 persone non possono di certo aspettarsi un lavoro in una società fallita». Se i tentativi di conciliazione non dovessero andare a buon fine, inevitabilmente prenderebbe forma un ulteriore aggravio economico sulle spalle del Comune di Castellammare, e quindi degli stabiesi tutti.
Resta da quantificare l'entità del danno. Da quanto risulta, i lavoratori hanno percepito regolarmente da Terme di Stabia Tfr e ultime tre mensilità. La Sint, ben consapevole della spada di Damocle pendente sul proprio capo, ha già messo da parte un fondo di poco meno di un milione di euro per risolvere la questione. C'è però da capire se basterà.
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