«Che sia lo stesso Sindaco, a tutela di se stesso e dell’Amministrazione Comunale, a formalizzare la richiesta al Prefetto ed al Ministro degli Interni dell’invio della Commissione di Accesso». Parole chiare, forti e decise che scuotono non solo l’amministrazione comunale ed il PD, ma un’intera città, dove l’allarme di Pannullo su una camorra ritornata a farsi sentire sembra essere finito nel dimenticatoio. Nicola Corrado, candidato alla poltrona di segretario cittadino del Partito democratico, espone le sue linee programmatiche alla vigilia del congresso cittadino che domenica eleggerà la nuova guida dem stabiese, poltrona vacante da molto, troppo tempo, in un partito chiamato a governare la città alle amministrative del 2016.
Messo in disparte proprio dalle scelte di Pannullo in fase di formazione della sua squadra di governo, oggi Corrado ritorna in campo, chiamato dai vertici nazionali e regionali del partito, in questa fase delicata per il PD a Castellammare di Stabia.
E come spesso aveva fatto in passato, sul tavolo mette subito tutte le sue carte, i suoi progetti. Pronto a discuterne con la città, con gli iscritti al partito. Lo fa attraverso la condivisione delle linee programmatiche per una “nuova Castellammare di Stabia”.
Gli iscritti al PD e gli elettori. «Nel corso dell'ultima tornata elettorale amministrativa – si legge nel suo documento - che ha visto prevalere al secondo turno la nostra proposta di governo, abbiamo registrato un dato di straordinaria "non partecipazione al voto". Questo è il primo punto su cui vogliamo fermare il nostro pensiero: non ci può essere nessun progetto di cambiamento se parti essenziali delle nostre comunità, molte volte quelle più dinamiche ed attive, continuano a separare il proprio percorso di crescita dal futuro dei nostri territori. Sfiducia, sconforto, rassegnazione sono gli agenti emotivi e psicologici che rischiano di inficiare alla radice l'ultima occasione per la nostra città di essere individuata e percepita come un driver necessario per lo sviluppo e la crescita dell’intera provincia di Napoli».
Lotta alle camorre. La Commissione d’Accesso. «Dobbiamo assumere come priorità e precondizione della nostra azione il contrasto delle diverse camorre sul nostro territorio – precisa Corrado - Le organizzazioni criminali non hanno un’ideologia o una bandiera politica ma sicuramente hanno ed esprimono un consenso politico ed elettorale che indirizzano su singoli candidati molte volte in maniera trasversale non distinguendo tra sinistra o destra. Come e più degli anni novanta la camorra, a Castellammare come a Napoli, prova a riorganizzarsi nel disagio e nel dolore che attraversano interi quartieri popolari, sul terreno dell’economia illegale e legale. Per questo motivo, a partire dall’allarme lanciato dal Sindaco e con riferimento ad alcuni episodi inquietanti, denunciati da alcuni organi di stampa e non smentiti in alcuna sede, riteniamo utile che sia lo stesso Sindaco, a tutela di se stesso e dell’Amministrazione Comunale, a formalizzare la richiesta al Prefetto ed al Ministro degli Interni dell’invio della Commissione di Accesso. Siamo convinti della necessità che l’esperienza di governo guidata dal Sindaco Pannullo debba continuare e debba essere rilanciata, ma questo sforzo può avvenire solo illuminando pienamente le zone grigie che sono state più volte denunciate».
Il PD deve essere entità autonoma rispetto alle istituzioni. «Abbiamo bisogno di un gruppo dirigente che non sia a mezzo servizio - precisa Corrado - , diviso tra l'impegno nelle Istituzioni ed il partito, abbiamo tante energie impegnate nelle istituzioni, dobbiamo investire su altre e diverse energie per rilanciare e rendere credibile l'azione del PD. Dobbiamo superare la presunzione di autosufficienza di un’azione riformatrice agita esclusivamente attraverso la dimensione delle Istituzioni: il Sindaco e il gruppo consiliare non possono esaurire, come è accaduto finora, la necessità di avere un Partito vero, radicato sul territorio, aperto, inclusivo, accogliente, curioso, popolare. Un luogo politico, una comunità di donne e di uomini, di giovani, di lavoratori, in carne ed ossa, con le loro sofferenze, i loro sogni, con la loro dignità. Questa è la sfida che abbiamo davanti e riguarda noi, tutti noi: ricostruire un partito vero nel segno di un radicale cambiamento, ascoltando soprattutto quel profondo disagio sociale che inquieta e spaventa , in particolar modo le nuove generazioni. Da più di un anno abbiamo smesso finanche di esistere: non abbiamo una sede, un gruppo dirigente e paradossalmente abbiamo più di mille iscritti pronti ad alimentare una folle guerra tra mille correnti per il consolidamento di posizioni di consenso e di potere. In questo quadro assai sconsolante si è commesso uno straordinario errore politico: immaginare di trovare nella filiera del consenso fine a se stesso le ragioni identitarie e fondative del PD. Non è così, non può essere così, ed il nostro consenso elettorale lo dimostra ampiamente. Dobbiamo ricostruire il senso di appartenenza ad una grande comunità politica, dobbiamo ritrovare un nostro cuore collettivo e tornare ad essere il partito democratico. Non siamo percepiti più come una forza di trasformazione, di cambiamento, di crescita, di SINISTRA, semplicemente perché abbiamo smesso di esserlo. Occorre una netta separazione e la costruzione di un’autonomia virtuosa del partito rispetto alle Istituzioni. Il partito deve fare il suo percorso con le mani libere, aprendo porte e finestre ai cittadini che chiedono di scegliere e di essere protagonisti. Occorre quindi superare la sclerotizzazione del partito in correnti di potere».
Lo sviluppo della città. Il futuro di Castellammare tra turismo e industria. «Castellammare può essere l’HUB di uno dei più grandi distretti turistici del mondo – è la convinzione di Corrado - dobbiamo candidare la nostra città a diventare la stazione ferroviaria ed il porto di Pompei e Sorrento, rifunzionalizzare l’area nord di corso De Gasperi e le terme del Solaro in chiave turistico ricettiva. Allo stesso tempo dobbiamo immaginare servizi integrati che riguardano la vita quotidiana dei cittadini e dei turisti: trasporti, ciclo integrato delle acque e dei rifiuti, linea di costa e mare, cultura, un piano regolatore degli insediamenti produttivi, infrastrutture tradizionali e tecnologiche, una nuova e dinamica solidarietà sociale, ed infine una strategia di sistema per combattere con tutte le nostre forze le organizzazioni criminali e le economia illegali. Da questo punto di vista il Grande progetto Pompei e le occasioni immaginate per le aree di crisi rappresentano un’occasione straordinaria, forse l’ultima. Dobbiamo fare tutto questo ma il vero rilancio di Castellammare passa anche per il rilancio e la valorizzazione del nostro glorioso cantiere navale: non possiamo arretrare di un millimetro rispetto all'esigenza per il cantiere e per la città di realizzare il bacino di costruzione. È evidente che il ribaltamento a mare senza il bacino di costruzione costituisca un ridimensionamento per il cantiere. Su questo punto l'amministrazione comunale, insieme al governo regionale, deve assumere una posizione molto forte , intrecciando una fitta rete di rapporti con l'Autorità Portuale e il Governo Nazionale. Il Partito democratico deve chiamare a raccolta la città, sprigionare una discussione collettiva capace di appassionare un popolo rispetto alle ragioni di un futuro possibile ed ambizioso. Possiamo ripartire dalle risorse e dall’attenzione messe in campo dai governi nazionali a guida Pd, possiamo ripartire dallo sforzo della nostra esperienza amministrativa regionale, possiamo ripartire dallo sforzo di governo di Pannullo; da qui possiamo ripartire, ma abbiamo, allo stesso tempo, un disperato bisogno di chiamare a raccolta nel partito le migliori energie della cultura, dell' impresa e del mondo del lavoro, e soprattutto giovani, tanti giovani, ed iniziare con loro a costruire la Nuova Castellammare» .
Il Congresso. Corsi e ricorsi storici. Con queste premesse è partito ieri sera alle 19 al Palazzetto del Mare il congresso del Partito Democratico, e proseguirà oggi dalle alle 20. L’ultimo a Castellammare si è svolto nel novembre del 2013, 4 anni fa. Allora uno dei due candidati era proprio l’attuale sindaco Antonio Pannullo, uscito sconfitto dal confronto con Vittorio Cambri. Il medico, amico del sindaco dell’epoca Nicola Cuomo, ebbe la meglio grazie anche ai voti del “gruppo” Iovino, oggi braccio destro proprio di Pannullo che sostengono la candidatura di Andrea Ciccarelli, l’”avversario” di Nicola Corrado. La segreteria di Cambri ebbe vita breve: già nel 2015 il partito fu commissariato con l'arrivo in città del segretario metropolitano Venanzio Carpentieri. Quindi il vuoto per altri due anni. Corsi e ricorsi storici. «Il 16 dicembre possiamo contare tessere senza cuore – conclude Corrado - , pesare elenchi pieni del nulla, oppure possiamo parlare e semmai litigare sul possibile disegno di futuro delle nostre terre e delle nostre comunità. Questo è il congresso che ci interessa , in questo congresso daremo battaglia per “cambiare quello che non va”».
L'ago della bilancia. Gli iscritti al partito oggi sono poco più di mille, e tutti ricorderanno le polemcihe che ad inizio anno si sollevarono intorno al tesseramento del PD quando il caso delle 128 tessere registrate online e pagate con un'unica carta di credito misero Eduardo Melisse sulla graticola. E proprio l'ormai ex presidene del consiglio potrebbe essere l'ago della bilancia nel duello tra Corrado e Ciccarelli. Le "fazioni" in campo, con i relativi pacchetti di schede, sono così composte: Pannullo, Iovino, Elefante e i Nastelli sono per Andrea Ciccarelli; Officina Democratica, i Riformisti, Melisse, Nora Di Nocera, Andrea Di Martino e quelli vicini ad Impegno e Viola sono per Nioola Corrado. Un altro piccolo pacchetto di voti è quello di Sinistra Dem, vicino all'ex sindaco Nicola Cuomo. Difficile dire al momento chi sosterranno, probabilmente nessuna delle due candidature. Come sempre però in politica, a prevalere non saranno le idee ed i programmi, ma la legge della tessera: chi più ne ha vince.Vedremo oggi come andrà a finire questa ennesima battaglia "democratica".
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