«Mi dispiace che per velleità personali si getti fango sul nostro partito». E’ con queste parole che Giuseppe Giordano, segretario cittadino del partito democratico di Castellammare di Stabia, replica alla lettera di dimissioni di Mariella Verdoliva dalla segreteria del locale circolo dem.
Giordano replica punto per punto alle accuse mosse dalla Verdoliva al PD per spiegare la propria decisione. «Sulla questione di non essere intervenuti in maniera forte sulla vicenda legata al processo Olimpo – spiega il segretario dei democratici stabiesi – ricordo che il PD ha prontamente espresso la propria posizione, sia prima che dopo il verdetto di primo grado. Abbiamo condannato il silenzio dell’amministrazione comunale e ci siamo schierati al fianco delle persone oneste di questa città. E proprio per continuare su questa linea, venerdì prossimo terremo un’agorà presso la nostra sede sul tema “legalità e riforma della politica”. Un dibattito ed un confronto che verrà la partecipazione del Senatore Sandro Ruotolo e dell'Europarlamentare Franco Roberti. Quindi, mi sembra ben evidente quale sia e quale sia sempre stata la posizione del nostro partito sul tema della legalità e della lotta alla camorra».
Sul fatto che nel partito e nel direttivo stesso ci siano persone vicine al consigliere Giovanni Nastelli, Giordano anche qui è chiaro. «Il direttivo del partito è stato votato il 04 luglio 2020 dal congresso cittadino – spiega – Da allora non è cambiato, né ci sono stati altri ingressi. Mi stupisce quindi che dopo quasi due anni dalla nomina del direttivo solo ora si facciano delle simili assurde supposizioni. Sul fatto che nel direttivo ci siano persone che intrattengano amicizie con Nastelli posso solo dire che non andiamo certo a verificare le amicizie dei nostri tesserati e dei membri del direttivo. Di sicuro Nastelli non è un iscritto del PD perché se così fosse farebbe parte del nostro gruppo consiliare. Mi dispiace che sia stato tirato in ballo in questa vicenda». «Il nostro modo di fare politica - conclude Giordano – mi sembra chiaro, ben lontano dai triti e ritriti schemi del passato. Il PD è un partito inclusivo, partecipativo, che condivide scelte e posizioni al suo interno. Non esistono più fughe in avanti o posizioni portate avanti da singoli o gruppi ristretti. Se ne facciano una ragione».
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