Si accende il confronto politico in Consiglio comunale, dove il consigliere di minoranza Mario D’Apuzzo punta il dito contro una prassi che definisce ormai “simbolo politico” dell’attuale amministrazione: le conclusioni del sindaco senza possibilità di replica.
Secondo D’Apuzzo, si tratta di una scelta che nel tempo ha assunto un significato ben preciso. “All’inizio mi infastidiva profondamente – ammette – non solo per una questione di metodo, ma anche per ragioni politiche”. Il consigliere critica in particolare l’assenza di contraddittorio, che impedirebbe un confronto reale e favorirebbe una “narrazione autocelebrativa” da parte del primo cittadino.
Col passare delle sedute, però, la sua lettura è cambiata. “Ascoltando sempre le stesse parole e promesse – afferma – ho compreso che questa prassi è diventata uno strumento di verità”. D’Apuzzo cita slogan ricorrenti come “Castellammare sta cambiando”, “la legalità sta tornando” o “le terme riapriranno”, sostenendo che la loro ripetizione, non accompagnata da risultati concreti, finisce per trasformarsi in una prova dell’assenza di cambiamento.
Da qui la sfida lanciata pubblicamente: indicare “un solo, concreto, visibile segnale di miglioramento” in città dopo due anni di amministrazione.
Nel suo intervento, il consigliere elenca una serie di criticità: “una spiaggia in abbandono, una villa comunale senza segni di rinascita, strade in condizioni peggiori di prima, terme ancora chiuse e una zona pedonale mai realizzata”. A ciò si aggiungerebbe, secondo D’Apuzzo, una gestione discontinua dell’igiene urbana, soprattutto nelle periferie.
Il quadro tracciato è quello di una città in difficoltà: “Le attività arrancano, i cittadini non vedono prospettive e Castellammare si impoverisce”, afferma.
Parole dure che culminano in una riflessione destinata a far discutere: “Se questo è il risultato di due anni di governo, viene da chiedersi se l’eventuale prospettiva di uno scioglimento sia davvero peggiore di quanto visto finora”.
A sostegno dell’intervento è arrivato anche il commento dell’ex sindaco Gaetano Cimmino, che ha condiviso le critiche. “Quando manca il contraddittorio, la politica perde il contatto con la vita reale dei cittadini – ha dichiarato –. I fatti parlano più forte degli annunci: lo stato delle Terme, della Villa e la gestione dell’igiene urbana dimostrano che il cambiamento è rimasto solo uno slogan”.
Il dibattito resta aperto, mentre in città cresce il confronto tra maggioranza e opposizione su risultati e prospettive future.
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