«La sinistra a Castellammare è carne e sangue». Massimo D'Alema rivendica l'impronta “rossa” della Stalingrado del Sud e lancia un messaggio agli stabiesi delusi dalla crisi della politica e ormai distanti da un mondo che sembra sempre più lontano dai loro ideali. «A questo popolo proviamo a trasmettere un messaggio - spiega l'ex presidente del consiglio, oggi in campo con Liberi e Uguali - La sinistra è tornata ad essere presente sul territorio e a far rinascere le energie umiliate e sopite nel corso degli ultimi anni». L'ex segretario del PDS si sofferma a lungo sulla questione lavoro, sottolineando le dfficoltà correlate alle recenti riforme che, a suo dire, avrebbero creato perlopiù «lavoro nero, sfruttato e pericoloso», depauperando soprattutto il Mezzogiorno. Inevitabile anche un riferimento alla questione Fincantieri e allo stabilimento stabiese, per il quale la strategia aziendale sembra indirizzata a convertirlo in un cantiere di supporto. «Su queste scelte è determinante l'influenza del potere politico. - sottolinea D'Alema - Fincantieri, d'altra parte, è una grande società pubblica e non fa riferimento ad un imprenditore straniero. La vera questione consiste nel far pesare la priorità Mezzogiorno nelle politiche industriali e avere un Governo che renda il Mezzogiorno un tema centrale della sua azione politica. Questo Governo negli ultimi anni non c'è stato e non potrebbe sicuramente esserci con la destra, all'interno della quale la Lega ha una rilevanza enorme. Questa svolta può avvenire attraverso una forza di sinistra meridionalista, come Liberi e Uguali, che è opportuno abbia un peso importante in Parlamento per condizionare le scelte del Governo». Le recenti denunce del sindaco Antonio Pannullo in merito ai possibili tentativi di infiltrazione della camorra negli appalti che potrebbero coinvolgere Castellammare hanno acquisito una ribalta nazionale, arricchendosi di ulteriori risvolti in occasione dell'audizione del primo cittadino stabiese in Commissione Antimafia. «Se il sindaco ha elementi concreti è giusto che ne parli con i magistrati. - conclude D'Alema - Una denuncia così pesante impone che lo Stato faccia la sua parte e garantisca la legalità, che rappresenta la base per uno sviluppo sano».
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