Si è aperta la campagna elettorale della coalizione Liberi e Uguali nella città di Castellammare. Questa sera, al Palazzetto del Mare di via Bonito, l’ex presidente del consiglio, Massimo D’Alema, ha dato avvio ai comizi per l’appuntamento con il voto del prossimo 4 marzo. Presenti Salvatore Vozza, Tonino Di Martino e Tonino Scala. Tanti i temi trattati durante il suo intervento durante il quale non sono mancati attacchi agli altri esponenti del mondo politico nazionale, compreso il leader del Partito Democratico, Matteo Renzi. Importanti, invece, le parole su Castellammare: «Questa è una città che ha un legame molto forte con la sinistra. A questo popolo bisogna far arrivare il messaggio che noi torniamo ad esserci e che siamo pronti a far rinascere energie che sono state umiliate. O che sono sopite. Vogliamo tornare in mezzo alla gente attraverso la partecipazione di tanti militanti, non chiudiamoci, è ora di uscire da quelle stanze». Sui casi spinosi che caratterizzano la città, come Fincantieri e Terme, D’Alema non ha dubbi: «È un discorso che richiede la presenza forte della politica in favore del Mezzogiorno. Di certo, con la destra, la questione lavoro qui non sarà risolta». Un commento anche sulla minaccia camorristica che aleggia su Castellammare: «Se il sindaco Antonio Pannullo è andato dai magistrati, ha fatto una cosa giusta. Adesso attendiamo che lo Stato faccia la sua parte e non dimentichi nessuno». Quello di D’Alema, comunque, è stato un lungo intervento che ha preso in considerazione alcuni aspetti importanti della politica nazionale: «E’ una campagna elettorale dominata dalla demagogia che l'Italia sta vivendo in questa disgraziata stagione. La scelta di Liberi e Uguali era necessaria, bisognava mettere in campo una forza nuova per proporre al centro della politica le grandi questioni che nessuna forza politica solleva e propone. Si tratta di una campagna all'insegna delle promesse per una legge elettorale dannosa e anticostituzionale che unisce i difetti del maggioritario con coalizioni che sono ammucchiate di potere, contraddittorie tra di loro. Inoltre, ditemi voi se la legge elettorale è democrazia e se c'è rispetto verso gli elettori. La legge sollecita anche lo scontro tra i partiti della stessa coalizione perché si è portati a fregare quelli con cui si allea. E’ il frutto perverso di un accordo tra PD e Berlusconi, ma quest'ultimo è più furbo». Ed ecco l’attacco a Renzi: «Ritengo importante che ci sia almeno una forza politica che difenda il diritto dei cittadini a scegliere i propri rappresentanti. Noi siamo questa forza e ciò conterà in una legislatura in cui non ci sarà governabilità. Su questo si consuma la sconfitta della politica renziana: legge elettorale imposta con voti di fiducia e bocciata dalla Corte Costituzionale. Tutto ciò sarà poi espressione di ingovernabilità. La democrazia non va di pari passo con l'arroganza di chi pensa di dettare le regole del gioco. In questo ha fallito Berlusconi e anche il suo giovane allievo Renzi». Sul tema lavoro D’Alema continua: « Ma di quale lavoro parliamo? Parliamo di quello povero, sfruttato e precario, giovani stagisti che si massacrano di lavoro per 300 euro in cambio della promessa di essere assunti. Lavoratori più deboli con la libertà di licenziamento anche senza giusta causa. Accade così che tre operai muoiano soffocati in una buca per la mancanza dei più elementari diritti alla sicurezza. Un paese diviso tra due mondi: nord ovest e mezzogiorno. Dov'è la politica che riduce queste distanze? Dicono meno tasse per tutti, ma non dicono che la parte più ricca del paese deve dare di più». L’ex premier conclude con un attacco a Berlusconi, alla destra in generale e nuovamente a Renzi: «Di fronte ad una destra che fa proclami alla difesa della razza e vuol riaprire i bordelli, sentire il PD che parla di maggior pericolo a 5 Stelle mi lascia senza fiato. La destra è tornata forte perché il PD ha provato ad adottare le politiche di destra, ma loro sono specialisti. E’ il fallimento di un progetto politico con l'idea del declino di Berlusconi, le cui idee sono state riprese dalla sinistra. Berlusconi è una fake news, è tutto rifatto ed è più pimpante che mai. Quando il capo della destra e il leader dell'ex centrosinistra indicano lo stesso nemico, si vede il disegno politico che li anima: l'idea di mettersi insieme, una sciagura per il paese. Penso che la battaglia di Liberi e Uguali possa mettere in campo idealismo, valori che altri partiti non hanno».
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