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Castellammare - Centrali idriche, non basta il 'palliativo' della Regione: «Pronta la protesta per gennaio»

Si è rivelato essere questo in sintesi il mandato di pagamento concesso dalla Regione Campania agli idrici dell'area tra Napoli e Salerno, compresi quelli del depuratore di Castellammare.

tempo di lettura: 3 min
di Raimondo De Luca
14/12/2018 21:22:54
Castellammare - Centrali idriche, non basta il 'palliativo' della Regione: «Pronta la protesta per gennaio»

Un palliativo di un paio di settimane o poco più, quanto basta per trascorrere un Natale accettabile. Si è rivelato essere questo in sintesi il mandato di pagamento concesso dalla Regione Campania agli idrici dell'area tra Napoli e Salerno, compresi quelli del depuratore di Castellammare.

Nelle ultime ore, presso il centro di sollevamento di Gragnano, alcuni dipendenti hanno addirittura minacciato gesti estremi in cima agli edifici in segno di protesta contro una situazione divenuta ormai insostenibile. Nemmeno i 700mila euro garantiti dopo l'ultimo incontro tra i sindacati e l'assessore regionale Fulvio Bonavitacola hanno migliorato più di tanto la situazione: il denaro - circa 3 mensilità di stipendio - non coprirà comunque dicembre e non garantirà alcuna tredicesima a causa dei debiti delle aziende con le banche. E nemmeno le prospettive non sembrano rosee.

Giovedì sera si è tenuto a Santa Maria Capua Vetere un summit tra titolari e dipendenti della Soteco, società che controlla 5 centri di sollevamento tra cui quello di Gragnano. «C'è stata trasparenza massima da parte dell'azienda - ha spiegato a StabiaChannel.it Antonio Roccolano, sindacalista Fiadel -, la proprietà ha messo sul tavolo tutti gli estratti conto per mostrare anche ai lavoratori come la situazione sia disperata, più che una riunione sindacale è stato un vertice tecnico per capire insieme come uscirne».

Del resto ai capi e ai sottoposti non resta che fare fronte comune per provare a fare comprendere a palazzo Santa Lucia la gravità della situazione attuale: «La Soteco vanta 4,5 milioni di credito dalla Regione che forse non vedrà mai, arriveremo appena al mese prossimo, ma poi servirà una nuova integrazione di bilancio per la quale serviranno mesi, cosa succederà a quel punto?». Domanda quanto mai retorica viste le scene di ordinaria follia già verificatesi a Gragnano in settimana.

«Purtroppo in Regione regna un'incompetenza di base clamorosa - rivela Roccolano -, dopo l'incontro con Bonavitacola si sono impegnati a quantificare i debiti di tutti i centri idrici per formulare in futuro una più opportuna integrazione. Mentre per i depuratori è già stato tutto fatto, per quanto riguarda le acque bianche siamo fermi a zero. Come pretendono poi di stanziare fondi sufficienti se nemmeno studiano le carte? Non si rendono conto del problema a palazzo Santa Lucia - incalza l'esponente Fiadel -, serviamo in tutto un bacino d'utenza di un milione e mezzo di persone e ancora devo vedere strutture come quella di Santa Maria la Foce in cui i lavoratori pagano di tasca loro gli attrezzi...».
Eppure la 'resa dei conti' appare molto vicina: «Appena dopo le feste, saremo punto e a capo - conclude Roccolano -, oltre 300 operatori e 12 centri faranno fronte comune per mobilitarsi, e a rischiare saranno anche gli acquedotti di Napoli. Solo dopo uno sciopero del genere, forse, dalla Regione realizzeranno quanto sta accadendo». La bomba ad orologeria è pronta, non resta che comprendere quali saranno gli effetti della deflagrazione prevista per dopo l'Epifania.

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