Palazzo del Fascio, una storia infinita. Continua incessantemente la causa in tribunale fra il Comune di Castellammare e l'Ati che inizialmente gestiva il cantiere dopo il contenzioso nato a causa delle divergenze sul cantiere. Palazzo Farnese, dopo aver pagato un collaudatore per verificare la staticità della struttura, ora è alla ricerca di un consulente tecnico di parte che dovrà studiare l'intero progetto e difendere il Comune nelle sedi giudiziarie. In particolare dovrà essere in grado di redigere il collaudo tecnico amministrativo, quello tecnico funzionale, quello statico delle strutture, effettuare diverse visite sul cantiere e soprattutto essere in grado di relazionare l'Ente delle condizioni della struttura. Per pagare il professionista, sono stati stanziati circa 3mila euro per circa 20 giorni di lavoro: sarà questo il lasso di tempo per il consulente prima di consegnare la documentazione in Comune. Il bando partirà nelle prossime ore e dopo la conclusione dell'iter burocratico, sarà ufficializzato il nome del selezionato.
Intanto i lavori al cantiere sono ancora fermi e si rischia seriamente di perdere i fondi se il cantiere non dovesse essere consegnato per il 31 dicembre 2019. Probabilità molto concreta considerato che dopo le ultimi analisi della struttura, gli interventi di manutenzione da apportare sono tanti. Alcuni giunti si sono infatti ossidati tanto che gli operai dovranno intervenire nuovamente prima di poter procedere con la restante parte dei lavori (circa il 20% del totale). Un problema non da poco per l'amministrazione comunale di Gaetano Cimmino che è già a lavoro per tentare di risolvere il problema e soprattutto far ripartire il tutto. Il cantiere è ancora oggi sorvegliato dal Comune di Castellammare. In tutti questi anni sono stati spesi in totale 140mila euro per le ditte di sicurezza privata. Un'opera che ormai è capace solo di generare spese per l'Ente mentre la riconsegna è sempre più lontana.
«Non siamo ancora maturi per ambire ad obiettivi prestigiosi, restiamo concentrati sulla salvezza»