Via le bandiere ed i simboli di partito. Il futuro della politica sono le civiche. Ne è consapevole anche Salvatore Vozza, politico navigato ed ex sindaco di Castellammare di Stabia, che ieri mattina ha presieduto all’evento “Un’altra Castellammare è possibile: diamo un futuro alla nostra città” organizzato dall’associazione “Idea Città”. Nonostante abbia a più riprese detto che non si sarebbe mai più proposto per una carica politica nella sua città, Vozza è pronto a scendere nuovamente in pista a patto che “non si metta in piedi un’armata Brancaleone”. Quello di ieri mattina, in pratica, è stato il primo passo per capire se ci sono le condizioni, ma soprattutto le adesioni, per costruire una coalizione di “movimenti civici ed associazioni”. A queste categorie Vozza ha indirizzato il suo breve discorso. “L’unica bandiera – ha detto – deve essere quella della città. Il momento è difficile e, per questo, operare presto e bene”.
La prima “chiamata alle armi” è stato raccolta dai fedelissimi di Vozza: Maurizio Apuzzo e Gianpaolo Valitutti in primis. Ma ci sono state anche presenze a sorpresa come quelle degli ex consiglieri comunali Rodolfo Ostrifate e Salvatore Vitiello. Con l’ex segretario regionale di SEL c’è anche l’area riformista del PD stabiese formata da Tony Pannullo, Roberto Elefante e Andrea Ciccarelli. Con Vozza, infine, potrebbe esserci anche Massimo De Angelis. Assente all’appuntamento l’ex consigliere comune di SEL Giuseppe Giovedi.
Anche se ufficialmente la candidatura non c’è ancora, Vozza ha già annunciato alcuni punti che potrebbero essere parte del suo programma elettorale. La giunta sarà nota prima del voto, “così mettiamo fine ai soliti ricatti”. Ma, soprattutto, “le Terme devono riaprire entro il 2017. Si deve puntare sul centro congressi”. Quindi un accenno sulla coalizione. “Basta con le armate Brancaleone. Una coalizione di 10 liste può anche vincere al primo turno ma poi non riuscirà a governare”.
Ora non resta che attendere l’evolversi degli eventi. L’impressione è che la candidatura di Vozza dipenda dalle scelte che farà il Partito Democratico, primarie comprese.