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Castellammare - Affidi diretti, il dirigente comunale denuncia Iovino e Scala

Terracciano: «La misura però è ormai colma, non intendo ulteriormente tollerare questi vili comportamenti e questi toni e contenuti allusivi, che screditano pubblicamente la mia professionalità».

tempo di lettura: 5 min
23/06/2021 17:47:10
Castellammare - Affidi diretti, il dirigente comunale denuncia Iovino e Scala

«Continuano le infamanti e calunniose insinuazioni nei confronti dell’attività dell’Ufficio da me diretto, che paventano subdoli, poco trasparenti ed inopportuni procedimenti nell’affidamento di lavori, servizi e forniture, laddove si opera nel pieno rispetto delle norme sancite dal Legislatore ed in particolare in materia di Codice dei contratti pubblici di cui al Decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50. E’ oltremodo paradossale l’ideologica e rancorosa arroganza che traspare dalle fuorvianti considerazioni rese dai consiglieri allorquando reputano che il loro “avviso” sia, se non superiore, certamente più opportuno delle norme,  videntemente misconosciute dagli autori delle dichiarazioni diffuse sui social e sulla stampa». A replicare alle accuse mosse ieri dai consiglieri di minoranza Francesco Iovino e Tonino Scala, è stato direttamente Giuseppe Terracciano, Dirigente Settore Lavori Pubblici e Urbanistica. 

Quella degli affidamenti diretti è una battaglia che da anni ormai sta portando avanti soprattutto Iovino, consigliere del Partito Democratico, che vede il marcio un pò ovunque nelle stanze di Palazzo Farnese. Ma questa volta a replicargi non è il sindaco o l'assessore di turno, bensì direttamente il dirigente. «E’ appena il caso di evidenziare - ricorda Terracciano - che negli ultimi anni la volontà del legislatore, nell’intento di
perseguire lo snellimento e l’accelerazione delle procedure, si è sempre più espressa a favore dell’estensione delle maglie dell’art. 36 del codice degli appalti, che disciplina gli affidamenti sotto soglia; ed infatti le soglie di importo, prima contenute entro i 40.000,00 euro, sono state via via ampliate a seguito di una serie di modifiche normative, da ultimo ad opera dell’art. 51 del D.L. 77 del 31 maggio 2021 “Governance del Piano nazionale di rilancio e resilienza e prime misure di rafforzamento delle strutture amministrative e di accelerazione e snellimento delle procedure”, che ha sostituito la lettera a) dell’art. 36 innalzando, fino al 31 dicembre 2023, la soglia per l’affidamento diretto per servizi e forniture a 139.000,00 euro e per i lavori a 150.000,00. Nell’ambito di tali importi è consentito procedere all’affidamento diretto anche senza consultazione di più operatori economici. Ebbene, nonostante sia la stessa legge a consentire il ricorso all’affidamento diretto cosiddetto “puro”, e pur potendosi avvalere della citata norma derogatoria, questo Ufficio, proprio per garantire la massima trasparenza e la concorrenza tra operatori, ha continuato e continua ad applicare il previgente e più restrittivo quadro normativo, individuando attraverso il MEPA (ovvero
la piattaforma TuttoGare) gli operatori economici da invitare a formulare le offerte per l’aggiudicazione del servizio e/o lavoro, e ciò nell’assoluta osservanza della massima trasparenza e del principio di rotazione, anche in attuazione delle misure inserite per l’attività contrattuale nel vigente Piano per la prevenzione della corruzione, nonché delle Linee Guida ANAC n. 4, che qualificano quale “best practice” la consultazione di più operatori anche laddove la legge consente l’affidamento diretto. E tale modus operandi è stato applicato anche per gli affidamenti cui sono state indirizzate le assurde, infondate e gravemente allusive accuse dei consiglieri, dal momento che sia per la manutenzione dei pini in villa comunale (importo €. 7.000,00), sia per la pubblica illuminazione (importo €. 70.000,00), per la quale peraltro si è proceduto in attesa di stipulare convenzione CONSIP, sono stati interpellati 3 operatori economici, individuati sul MEPA nel rispetto del criterio di rotazione. E che dire in merito alla manutenzione degli automezzi comunali, per la quale non è stato fatto ancora nessun affidamento ma solo una prenotazione di spesa!».

Proprio per questo, Terracciano chiede «dove sta la mancanza di trasparenza in una procedura per la quale il legislatore impone l’obbligo di pubblicazione nella sezione “Amministrazione trasparente” del sito istituzionale di tutti i soggetti invitati, dell’aggiudicatario, dell’importo di aggiudicazione? Quale norma sarebbe stata violata?  Come ci si può solo permettere di fare allusive ed insinuanti affermazioni, parlando di “giochini”, salvo poi riconoscere, contraddittoriamente, peraltro, che gli stessi giochini sono previsti dalla norma, di utilizzare termini quali “abominio” al cospetto di procedure svolte addirittura con modalità più stringenti rispetto alla stessa legge, di chiamare in causa il modo di governare, che c’entra come il cavolo a merenda, visto e considerato che le procedure di affidamento sono gestite dagli uffici secondo il ben noto principio di separazione tra attività politica e attività di gestione, di impartire lezioncine sulla trasparenza, quando, a quanto pare, non si conosce neppure il significato e le modalità attraverso le quali si applica nella gestione delle procedure tale principio!».

«Da quasi tre anni, nonostante abbia trovato, al mio arrivo, un ufficio tecnico disastrato, composto da personale che ignorava persino la normativa di settore, che adottava atti a dir poco imbarazzanti e che ho contribuito a ricostruire ex novo, anche grazie alle nuove assunzioni di validi e preparati professionisti selezionati con un concorso basato esclusivamente sul merito, mi trovo a dover subire continui attacchi al mio operato tramite comunicati stampa dai titoli e dai contenuti fuorvianti, che hanno il solo becero scopo di infangare, con la finalità di colpire l’Amministrazione, il lavoro che si sta portando avanti con impegno e abnegazione e sempre nel rispetto delle norme. La misura però è ormai colma, non intendo ulteriormente tollerare questi vili comportamenti e questi toni e contenuti allusivi, che screditano pubblicamente la mia professionalità, e che respingo ai mittenti. Pertanto, non potendo consentire oltremodo a chicchessia di danneggiare la mia immagine, adirò le vie legali a tutela dei miei diritti. Mi sia consentita un’ultima riflessione: è’ davvero sconfortante ed oltremodo avvilente dover constatare che il confronto politico, se a tale può essere ricondotto questo ultimo calunnioso ed infamante articolo di stampa, abbia potuto raggiungere livelli così infimi, però coerenti con un registro linguistico da “bari delle tre carte”» ha concluso Terracciano.

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