Magra consolazione per i 14 dipendenti dell’ex stabilimento di via Brin per l’imbottigliamento dell’acqua Acetosella. Nei giorni scorsi, infatti, l’INPS gli ha riconosciuto 3 stipendi arretrati oltre al trattamento di fine rapporto. Oltre questo, però, sono ben poche le speranze per un loro reingresso nel mondo del lavoro, almeno per quanto riguarda la fallita Stabia d Mare srl che gestiva lo stabilimento.
Un riconoscimento che giunge quattordici mesi dopo che il tribunale dichiarò fallita l’azienda a seguito dell’istanza presentata dagli stessi lavoratori a seguito del mancato accordo con i titolari dell’azienda.
Gli operai avevano presentato un contenzioso da circa 56mila euro, relativo agli arretrati del 2015, ma l'azienda aveva messo in dubbio i calcoli effettuati e aveva proposto un accordo trimestrale per saldare le spettanze. Offerta rigettata dai dipendenti che avevano deciso pertanto di dar seguito alla linea dura. Nell'istanza, erano inclusi soltanto gli arretrati del 2015, ma i lavoratori non hanno ricevuto neppure le ultime quattro mensilità del 2016, a cui si aggiungono tredicesima, quattordicesima e i primi quattro mesi e mezzo non retribuiti nel 2017, caratterizzati dall'inattività totale dello stabilimento.
Ma ora il vero problema è quello di salvare le fonti ed il loro sfruttamento. La Regione Campania, proprietaria delle fonti stesse, ha affidato al comune di Castellammare di Stabia le concessioni per l’imbottigliamento delle fonti Plinio e Acetosella. Per questo, nei mesi scorsi i lavoratori chiesero un incontro al commissario prefettizio allo scopo di accelerare l’iter di predisposizione di un bando di affidamento dell’attività, con l’inserimento della clausola sociale a tutela dei lavoratori. Un incontro mai avvenuto. La patata bollente ora è nelle mani del sindaco Gaetano Cimmino che dovrà presto mettere in campo una soluzione. Il rischio è che scadano i termini fissati dalla Regione e che la stessa si riappropri delle fonti.
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