Non c’è un attimo di sosta, si gioca ogni tre giorni e dopo il roboante successo all’Olimpico, il Napoli è nuovamente di scena in trasferta sul campo della Spal, che riassapora la magia della massima serie dopo ben 49 anni. La squadra di Maurizio Sarri tenterà di allungare una striscia positiva spaventosa di 10 successi di fila, cercando di abbattere le resistenze di Marco Borriello, napoletano e uomo più rappresentativo della compagine guidata da Semplici. L’attaccante in forza alla Spal non ha però un buon feeling quando affronta da avversario la squadra della propria città: in 13 sfide è riuscito ad andare a segno soltanto in un’occasione quando vestiva la maglia del Genoa, per chiudere sul 2-0 il match vinto dai grifoni nel febbraio del 2008. Per analizzare i segreti della Spal, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Francesco Mattioli, collega della testata www.lospallino.com.
La storia della Spal può definirsi come una bellissima favola al lieto fine. Dal fallimento e conseguente ripartenza dalla Serie D nel 2012, l’avvento del patron Colombarini ha portato alla doppia promozione dominando prima in Lega Pro e quindi balzando al vertice della Serie B a 9 giornate dalla fine mantenendo la vetta senza troppi patemi. Quali i segreti di una cavalcata da urlo?
“Credo che il merito sia stato in primis di un gruppo straordinario. Da quando è giunto Semplici sulla panchina della Spal, si è vinto soprattutto sulla base di un armonia collettiva straordinaria piuttosto che esclusivamente su un piano tattico. I ragazzi sono sempre stati carichi e determinati, con Lazzari erto a simbolo della doppia promozione dalla Lega Pro alla Serie A. Ogni singolo calciatore si è sempre sentito titolare, facendosi trovare pronto e motivato anche nel caso in cui fosse partito dalla panchina. Semplici è stato il fattore decisivo. Giunto sulla panchina estense a dicembre 2014, ha ereditato una squadra in difficoltà, e senza nuovi innesti ha trovato la quadra attraverso un sistema di gioco ben definito, facendo scoccare subito quella magia che ha immediatamente contagiato anche il pubblico ferrarese in attrito con l’ex tecnico Brevi”.
Serie A attesa da 49 lunghi anni, con un entusiasmo contagioso in città ed in uno Stadio “Mazza” che incita ininterrottamente la squadra per tutti i 90 minuti. Atmosfera da brividi fin dall’esordio con successo in pieno recupero firmato Rizzo contro l’Udinese.
“Indubbiamente il pubblico ferrarese può aiutare a mettere in cascina qualche punticino in più, se la Spal sarà in grado di trascinare la piazza rendendo il “Mazza” un fortino inespugnabile. Il pari all’esordio esterno contro la Lazio aveva forse lasciato presagire un avvio a marce elevate, ma le squadre di Semplici sono solite necessitare di un po’ di tempo per raggiungere il top della forma. In questo senso può essere visto anche il ko contro il Cagliari, nel mezzo di altre due sconfitte (seppur messe in preventivo) contro Inter e Milan in trasferta. Il tifo spallino può essere senz’altro un’arma fondamentale per raggiungere la salvezza: l’impianto è sempre pieno grazie a tanti tifosi che sono saliti adesso sul carro dei vincitori unendosi allo zoccolo duro sempre fedele fin dai tempi bui della Serie D. Lo stadio è piccolo, ricorda un po’ il Marassi per gli spalti molto vicini al terreno di gioco, ed offre un bel colpo d’occhio con un tifo incessante in grado di spingere i calciatori oltre i propri limiti. Contro il Cagliari, nonostante la sconfitta, i tifosi sono rimasti in Curva a cantare a lungo oltre il Novantesimo con gioia e partecipazione dopo tanti anni di sofferenze nel limbo del calcio”
L’ultima sfida tra Spal e Napoli risale alla prima stagione dell’era De Laurentiis: finì 0-0 con i mister Allegri e Ventura a dividersi la posta in palio. A distanza di anni la storia di entrambe è cambiata in maniera vertiginosa.
“Penso che per la maggior parte dei tifosi spallini sia come un sogno ad occhi aperti veder giocare la propria squadra all’Olimpico o a San Siro contro squadre che han scritto la storia del calcio. Per quanto riguarda il Napoli, credo che sia la squadra che esprime il miglior calcio in Italia ed i tifosi sugli spalti si divertono ammirandone le giocate straordinarie”.
Se il 3-5-2 del mister Semplici non è in discussione, cosa puoi dirci della probabile formazione che scenderà in campo sabato? Rizzo è rientrato tra i convocati a San Siro, c’è speranza di poterlo vedere in campo e come evolve la situazione degli altri 3 big (Meret, Oikonomou e Floccari) in infermeria?
“A difendere i pali ci sarà senz’altro Gomis, perché Meret è ancora indisponibile e tornerà soltanto dopo la sosta per le Nazionali. Vicari è l’inamovibile perno centrale della difesa, sul centro-destra Salamon sta garantendo un altissimo standard di rendimento, mentre sul centro-sinistra credo che tornerà Vaisanen al posto di Felipe. Viviani detterà i tempi davanti alla difesa. Non è un fulmine di guerra, ma sta via via ingranando e in organico non ci sono molte alternative nel ruolo. Mora è apparso un po’ in debito d’ossigeno e potrebbe lasciar spazio a Grassi piuttosto che a Rizzo non ancora al top. Schiattarella sarà l’altro interno di centrocampo, mentre sulle corsie sfrecceranno Lazzari a destra e chi vincerà il ballottaggio tra Mattiello e Costa lungo l’out opposto. L’ex Chievo parte favorito perché il mister ritiene Mattiello ancora troppo timido soprattutto in fase offensiva. In attacco Semplici potrebbe riproporre Antenucci autore di un’ottima prestazione a San Siro, affiancato dall’esperienza di Borriello”.
Un avvio importante con 4 punti nelle prime 2 gare contro Lazio e Udinese, poi un calendario poco agevole ha portato a 3 sconfitte consecutive contro Inter, Cagliari e Milan. Il bicchiere sembra essere inevitabilmente mezzo pieno, ma sei più preoccupato dalle 3 partite di fila senza far gol o dalla gestione di singoli episodi che avrebbero potuto far girare l’inerzia dei match?
“Toglierei da ogni tipo di analisi le due gare disputate a San Siro, perché non trovare la rete in trasferta contro Inter e Milan può essere tranquillamente messo in preventivo. Tuttavia è vero che il meccanismo si sia leggermente inceppato, pur avendo l’attenuante di doversi confrontare con avversari di caratura nettamente superiore. La squadra non gira però come nella scorsa stagione, affidandosi spesso ai lunghi lanci dalle retrovie, dove Vicari è ancora lontano dai suoi standard. Contro il Cagliari direi che gli episodi abbiano sostanzialmente indirizzato la gara nel verso sbagliato: dal palo di Lazzari fino al colpo di reni miracoloso di Cragno su Viviani. In settimana la squadra ha lavorato molto sulle palle inattive, perché rappresentano un’arma in più per provare ad approfittare di eventuali disattenzioni della difesa napoletana. Nella scorsa stagione la Spal ha trovato diverse reti sfruttando tali schemi, senza contare che Viviani e Borriello possono trovare direttamente la porta con semplicità disarmante”.
Sabato arriva al “Mazza” il Napoli di Maurizio Sarri. Da un lato il leader della classifica, con il miglior attacco del campionato e che con 55 conclusioni guida la graduatoria dei tiri verso la porta avversaria. Dall’altra la Spal fanalino di coda con 34 conclusioni totali di cui soltanto 17 diretteverso lo specchio. Che partita ti aspetti, e con quali armi la Spal potrà tentare di frenare l’impeto dei partenopei?
“Considerando la naturale propensione attendista della Spal, mi aspetto il classico autobus parcheggiato davanti all’area di rigore, mantenendo benissimo le distanze tra i reparti ed allo stesso tempo riducendo al minimo gli errori. È ovvio che il trio d’attacco partenopeo spaventa chiunque, ed in modo particolare una difesa che fa della fisicità piuttosto che della velocità il proprio punto di forza. Se i raddoppi non saranno sistematici ed i centrocampisti non rientreranno ad aiutare con sistematicità, i tre difensori estensi si troveranno in difficoltà clamorosa se dovessero affrontare i tre tenori partenopei nell’uno contro uno. Una chiave di lettura potrebbe essere la ricerca della sovrapposizione della mezzala destra, cercando di sfruttare qualche buco che il Napoli potrebbe lasciare sulla propria corsia mancina. Mi aspetto perciò un Napoli a trazione anteriore, ed una Spal chiusa e guardinga ma pronta a ripartire per pungere in ripartenza”.
8 reti subite dalla Spal in 5 gare, di cui 2 eurogol di Perisic e Joao Pedro ma soprattutto ben 4 rigori a sfavore. Semplice imperizia o sintomo di un atteggiamento conservativo con il quale ci si affaccia in una categoria superiore?
“Ogni situazione può essere valutata in maniera soggettiva, però onestamente credo che tutti i 4 rigori fischiati contro siano stati ineccepibili. C’è senz’altro un motivo di fondo che può essere una disattenzione o semplicemente l’inesperienza che ti porta a mettere la gamba quando dovresti semplicemente accompagnare il terminale offensivo rivale. Ad esempio il primo rigore concesso a favore del Milan è nato da un errore in uscita di Mora che si è incredibilmente addormentato con Rodriguez letteralmente abbattuto. Meno netto ma altrettanto evidente l’uscita fallosa di Gomis per la seconda massima punizione”.
Il napoletano Borriello contro il suo Napoli: è lui l’arma in più per una sfida sulla carta impossibile?
“Assolutamente sì, perché è indubbiamente l’elemento più talentuoso in rosa con già tanti anni di Serie A alle proprie spalle. I numeri parlano per lui, e se i compagni riusciranno a servirlo a ridosso dell’area di rigore piuttosto che a 70 metri dalla porta, potrà essere una spina nel fianco delle difesa partenopea. Sia spalle alla porta, che sfruttando i propri centimetri può creare scompiglio su qualche insidioso traversone o palla inattiva. Non va sottovalutato Antenucci, perché i suoi guizzi sanno essere imprevedibili. E poi dico Lazzari, perché sta attraversando uno straordinario momento di forma, e può sfruttare tempi di inserimento perfetti per creare superiorità numerica e servire con i giri giusti i tagli delle punte”.
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