Dopo il brillante successo in trasferta sul campo della Lazio, il calendario propone subito un'altra sfida affascinante per il Napoli di Carlo Ancelotti. Al San Paolo arriva il Milan per un big-match dall'alto contenuto tecnico-tattico, che segna anche l'esordio in campionato per i meneghini dopo il rinvio di Milan-Genoa a causa del terribile crollo del ponte Morandi. La cabala sorride ai partenopei, che sono imbattutti contro i rossoneri da ben 7 gare e vogliono far bottino pieno per consolidarsi come la più accreditata anti-Juve in ottica Scudetto. Per analizzare tutti i segreti deella squadra guidata da Gattuso, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Giovanni D'Avino, giornalista della testata www.spaziomilan.it
L’estate rossonera è stata alquanto turbolenta. Dal rischio di dover rinunciare all’Europa fino al passaggio di proprietà al fondo Elliott. Com’è stato vissuto tale periodo di incertezza, e si può affermare che il Milan è finalmente rientrato in corsa per un podio che manca dalla stagione 2012/13?
“Come stava già succedendo da alcuni anni a questa parte, i tifosi del Milan hanno vissuto l’ennesima estate piuttosto movimentata, anche perché l’ascesa del fondo Elliott è stata rapidissima. Basti pensare che fino a metà luglio c’era una società, mentre nel bel mezzo del mercato è subentrata una nuova proprietà che ha cambiato un po’ tutto a Milanello. Per i tantissimi sostenitori rossoneri è stata una liberazione, visto che già da qualche mese iniziavano a nutrire più di qualche perplessità nei confronti della proprietà cinese. È cambiata totalmente anche la programmazione. A giugno si parlava di un Milan fuori dall’Europa League, a rischio di default economico e costretto a vendere i propri pezzi da novanta per iniziare a muoversi sul mercato. La presenza solida del fondo Elliott ha cambiato le carte in tavola, il TAS ha accolto il ricorso perciò il Milan ha potuto muoversi su più tavoli chiudendo trattative in maniera oculata, sotto la stretta vigilanza dell’Uefa ma puntando ad obiettivi di primissimo livello”.
La conferma di Gattuso in panchina, e poi l’inserimento in società di due figure dal passato glorioso in maglia Milan come Leonardo (direttore sportivo) e Paolo Maldini (direttore sviluppo strategico). Quanto la ricomposizione di un dna rossonero forte potrà rivelarsi importante per ripartire verso obiettivi ambiziosi?
“Credo che sia stata una scelta importante, ma soprattutto dovuta da parte del fondo Elliott perché parliamo di un gruppo americano che non ha alcuna esperienza nel mondo del calcio. Hanno giustamente deciso di mettere ai vertici del Milan persone che ne hanno fatto la storia, dimostrando lungimiranza ed intelligenza. È evidente che, nel corso di un processo di totale rivoluzione, inserire uomini che conoscono già a menadito l’ambiente Milan potrebbe permettere di accorciare i tempi riportando la squadra ai gloriosi fasti di circa un decennio fa. La storia di Leonardo e Maldini parla da sola: anche se l’ex difensore risulta alle prime armi come dirigente, conosce perfettamente il mondo del calcio ed ha esperienza da vendere. La conferma di Gattuso è stata una scelta di continuità rispetto alla scorsa stagione, al netto del rinnovo per altri tre anni firmato in primavera. Ovviamente una nuova società già partita in notevole ritardo, e con l’impellente necessità di costruire un organico forte e competitivo, non poteva permettersi di inserire un altro allenatore con il rischio che una partenza da zero può comportare. Va aggiunto che i risultati conquistati dal tecnico a partire da dicembre fino al termine del campionato sono stati positivi, e la società ha voluto rompere con il passando recente, quando gli esoneri di Inzaghi, Mihajlovic e Montella hanno costretto a resettare tutto senza alcuna garanzia di stabilità. Inutile nascondere il grande amalgama creatosi tra Gattuso, Leonardo e Maldini. Lavorare a stretto contatto con chi ha lasciato una traccia importante nel club è più facile, e la costante presenza durante gli allenamenti rivela la grande voglia di costruire un futuro importante”.
Nonostante un mercato partito inevitabilmente in ritardo, sono stati chiusi diversi acquisti importanti. La fisicità di Bakayoko a centrocampo, i guizzi di Samu Castillejo e la velocità di Laxalt sulla corsia mancina. Quindi il doppio affare con la Juventus con il ritorno di un top-player davanti come Higuain, e l’acquisto di Caldara a formare con Romagnoli la coppia di centrali più promettente dell’intera Serie A. Che voto daresti al mercato, e manca forse soltanto un vice-Biglia per una linea mediana che sembra diventata più fisica che tecnica?
“Al Milan do un voto che oscilla tra 7 e 7,5 soprattutto perché la rosa rispetto alla scorsa stagione è sensibilmente migliorata. I rossoneri avevano palesato la falla più evidente nel ruolo di centravanti, visto che soltanto uno tra i tre uomini a disposizione di Gattuso era riuscito a raggiungere la doppia cifra. E si trattava a sorpresa di Patrick Cutrone, di gran lunga il meno pubblicizzato rispetto ad Andrè Silva e Kalinic. Assicurarsi le prestazioni di uno tra migliori centravanti al mondo come Gonzalo Higuain è stato un colpo eccellente. Poi c’è stato un autentico capolavoro di Leonardo. Il Milan si è visto costretto a cedere Bonucci per le continue pressioni del calciatore già proiettato verso altri lidi, ma il direttore sportivo rossonero è riuscito a ribaltare una situazione di svantaggio, trasformandola in un’operazione vantaggiosa portando a casa un giovane di talento e prospettiva come Mattia Caldara. Bakayoko, Castillejo e Laxalt sono calciatori assolutamente funzionali al progetto, con caratteristiche espressamente richieste da Gattuso. Non a caso lo scorso anno è stato più volte evidenziato quanto mancasse un sostituto di Suso e Kessie, con Castillejo e Bakayoko pronti a colmare fin da subito tale lacuna. Laxalt è giunto per puntellare la corsia sinistra anche i virtù dei problemi cardiaci di Strinic, ed è un altro elemento che può dare un contributo importante. È mancata la ciliegina sulla torta, che poteva essere Milinkovic-Savic, ma tutto sommato il mercato resta di primissimo livello. Per quanto riguarda il mancato acquisto di un rincalzo di qualità a centrocampo, credo vada considerata anche la permanenza in rosa di Montolivo, Josè Mauri e Bertolacci, impedendo di fatto ulteriori operazioni in entrata nella zona nevralgica del campo”.
3 grandi ex in campo. Reina appena giunto in scadenza di contratto, ed Higuain atteso dalla solita pioggia di fischi e insulti per un tradimento che non sarà mai dimenticato. Dall’altra parte Carlo Ancelotti, che al Milan ha praticamente vinto tutto prima da calciatore e poi da allenatore. Come hai visto il suo esordio all’Olimpico contro la Lazio e sotto quali aspetti potrà dare la propria impronta per rendere il Napoli ancora più competitivo?
“Devo dire che il Napoli ha ottenuto sul campo della Lazio una vittoria molto più importante di quanto possa sembrare. È risaputo quanto le prime partire di campionato siano sempre un’incognita, a maggior ragione considerando un pre-campionato dal quale gli azzurri non arrivavano benissimo, avendo mostrato qualche incertezza di troppo soprattutto contro Liverpool e Wolfsburg. Affrontare subito i biancocelesti di Simone Inzaghi all’esordio, e con un nuovo allenatore in panchina non era impresa affatto semplice, ma il Napoli è uscito rinfrancato dal blitz all’Olimpico mettendo in cascina 3 punti fondamentali anche per mettere a tacere qualche polemica di troppo. Non si è visto il gioco spumeggiante a cui Sarri aveva abituato la piazza partenopea, dal momento che Ancelotti propone uno stile di gioco leggermente diverso, pur avendo mantenuto ossatura e modulo che il gruppo conosce ormai a memoria. Mi aspetto una partita complicatissima come da diversi anni a questa parte, visto che il Milan non espugna il San Paolo da ben 7 anni. Correva la stagione 2010/11 ed i rossoneri si imposero grazie agli acuti di Robinho ed Ibrahimovic. Sulla carta il Napoli parte favorito, e sarà un banco di prova importante per il nuovo Milan trascinato dalla personalità di Higuain”.
Quale la probabile formazione anti-Napoli e quali sono i ballottaggi ancora da sciogliere? Resta il nodo relativo alla sostituzione di Calhanoglu appiedato dal giudice sportivo, e qualche dubbio in difesa.
"La questione relativa alla squalifica di Calhanoglu è tra i motivi per i quali Gattuso non ha gradito il rinvio della gara contro il Genoa, al netto della tragedia avvenuta sul ponte Morandi. Al di là della voglia di vedere la propria squadra all’opera in un match con 3 punti in palio, l’annullamento della prima partita di campionato fa sì che l’ex Bayer Leverkusen non abbia scontato il turno di stop contro i grifoni, e sarà costretto a guardare dalla tribuna il match di sabato sera al San Paolo. Una defezione non di poco conto, se si considera l’impatto di Calhanoglu negli schemi tattici del mister rossonero già a partire dall’intero girone di ritorno dello scorso campionato. Per quelle che sono le indiscrezioni da noi raccolte, l’unico vero dubbio riguarda proprio quello dell’esterno sinistro. Il sostituto naturale sarebbe Borini, ma il classe ’91 non ha convinto quando è stato chiamato in causa nell’ultima amichevole contro il Real Madrid e valida per il Trofeo Bernabeu. Ad oggi la soluzione più accreditata riguarda l’avanzamento di Bonaventura nel tridente offensivo, con la fisicità di Bakayoko dal primo minuto ad occupare la posizione di mezzala sinistra. L’ex Monaco e Chelsea sta lavorando duro in allenamento, ed ha stupito per la prorompente forza atletica e fisica nonostante sia arrivato da pochissimo. Per quanto riguarda gli altri 10/11, la formazione è grossomodo già fatta. In porta ci sarà Donnarumma, perché è assolutamente lui il portiere titolare del Milan, mentre Reina dovrebbe accumulare minuti soprattutto tra Europa League e Coppa Italia. In difesa ci sarà Calabria a destra, piccolo ballottaggio tra Caldara e Musacchio, con quest’ultimo favorito poiché l’ex Atalanta viene da diverse stagione disputate muovendosi in una difesa a 3, e deve ancora assimilare spazi e tempi di una linea a 4, oltre a migliorare l’intesa con tutti gli altri compagni di reparto. Musacchio farà quindi coppia con Romagnoli, mentre sulla sinistra ci sarà Rodriguez, punto fermo per Gattuso data la sua capacità di svolgere le due fasi con efficacia, indispensabile avendo di fronte un cliente per nulla facile come Callejon. A centrocampo Biglia davanti alla difesa con Kessie e Bakayoko mezzali, mentre la linea offensiva vedrà Higuain al centro dell’attacco supportato da Suso e Bonaventura sulle corsie esterne".
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