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Verso Napoli-Cremonese: il caporedattore di Cuore Grigiorosso Andrea Ferrari: «I pericoli arriveranno dalle corsie esterne»

«A Napoli serve l'impresa. Il ritorno di Maleh è fondamentale, ma basta errori nei primi 15 minuti»

tempo di lettura: 9 min
di Giovanni Minieri
23/04/2026 22:35:30
Verso Napoli-Cremonese: il caporedattore di Cuore Grigiorosso Andrea Ferrari: «I pericoli arriveranno dalle corsie esterne»

Napoli contro Cremonese. A prima vista, potrebbe sembrare il classico scontro tra Davide e Golia, un duello impari tra chi corre per la gloria più alta e chi lotta con le unghie e con i denti per difendere la categoria. Ma il calcio, quello vero, ci ha insegnato che quando si accendono i riflettori del venerdì sera, i pronostici restano negli spogliatoi e a parlare è solo il campo.

Mentre il 'Maradona' inizia a vibrare, trasformandosi in quel catino di passione che tutto il mondo invidia, c'è un popolo intero, quello grigiorosso, che guarda a questa sfida con la fierezza di chi non ha nulla da perdere e tutto da sognare. È una partita che profuma di sacrificio e di quel batticuore tipico di chi varca i cancelli di un tempio del calcio con il petto in fuori.

Per analizzare ogni sfumatura di questo match, per capire come la squadra di Cremona si stia preparando a vivere questa notte magica e quali siano le sensazioni che filtrano dall’ambiente, abbiamo oggi una guida d’eccezione. Un giornalista che vive questi colori con dedizione quotidiana e che conosce ogni battito di questa piazza: è con noi il caporedattore di CuoreGrigioRosso.com, Andrea Ferrari.


Un avvio di stagione importante sembrava essere il preludio ad una stagione tranquilla. Poi dalla gara di Torino (sponda granata) in poi, qualcosa si è improvvisamente inceppato nei meccanismi della Cremonese. Tu che vivi le dinamiche della squadra grigiorossa quotidianamente, che spiegazione ti sei dato?


"Guarda, le cause possono essere molteplici. Sicuramente Nicola ha pagato colpe non solo sue, ma a un certo punto il cambio in panchina è diventato inevitabile. Quando inanelli una serie di sconfitte consecutive — l’ultima, pesantissima, in casa contro la Fiorentina — l’esonero è quasi una scelta obbligata. D'altronde, lo sappiamo: nel calcio cambiare l'allenatore è la mossa più veloce per provare a scuotere l'ambiente.

Speri sempre nella 'scossa', che il gruppo si riprenda e ritrovi la forza per un finale di stagione dignitoso. Tuttavia, il fatto che finora Giampaolo non abbia inciso in modo determinante ci dà una risposta chiara: il problema non era tanto 'nel manico', nella guida tecnica, quanto nell'anima del gruppo.

A un certo punto la squadra si è letteralmente sfaldata. Lo vedevi dall'atteggiamento: scendeva in campo quasi senza crederci, totalmente scollata. È questo vuoto mentale che ha portato ai risultati negativi. Con l'arrivo di Giampaolo, a parte la buona vittoria di Parma all’esordio, sono riemersi gli stessi limiti contro Bologna e Cagliari, dove si è giocato un solo tempo su due.

Domenica contro il Torino si è visto qualcosa di più e la vittoria sarebbe stata meritata, ma la verità è che ci si aspettava un cambio di marcia molto prima. Soprattutto negli scontri diretti: perderne così tanti ha condannato la Cremonese a scivolare sempre più in fondo alla classifica."

Cosa è cambiato nella gestione Giampaolo? I numeri dicono vittoria all’esordio, e poi 1 punto nelle successive 3 gare. Il cambio modulo ha dato a tuo parere maggiore equilibrio, e quali elementi della squadra ne hanno maggiormente beneficiato?

"Il cambiamento più evidente portato da Giampaolo è senza dubbio il passaggio dal 3-5-2 al 4-4-2. Nonostante la rosa sia stata costruita per la difesa a tre, la solidità difensiva è migliorata visibilmente. Il ritorno di Baschirotto, in coppia con Luperto, garantisce una qualità che poche squadre in lotta per la salvezza possono vantare; non a caso sono sempre tra i migliori in campo.

Ma il vero switch è nell'atteggiamento. Se con Nicola il gioco era latitante e ci si limitava a difendere sperando nel massimo risultato, oggi vediamo una Cremonese proattiva. Giampaolo è stato chiaro: non vuole subire la partita, vuole giocarla. Lo dicono i dati sul possesso palla contro Cagliari, Torino e Parma: finalmente sfruttiamo la qualità tecnica di questa rosa che, a mio avviso, se focalizzata sull'obiettivo, è superiore anche a quella del Lecce.

Venerdì sera una sfida sulla carta impossibile contro il Napoli che lotta per il secondo posto, pur essendo reduce dalla peggior partita stagionale settimana scorsa contro la Lazio. Cosa temi di più della squadra di Antonio Conte, e quali saranno a tuo parere i duelli più interessanti?

"Beh, guardando i valori assoluti è innegabile: il Napoli parte favorito, il divario tecnico è evidente. Se devo indicare cosa mi preoccupa di più, dico senza dubbio le corsie esterne. Sono onesto, ho un po’ di timore perché ultimamente né Pezzella né Terracciano hanno convinto pienamente; stanno facendo fatica e temo i duelli individuali che si verranno a creare contro gli esterni del Napoli.

Poi, sai che ho un debole per Alisson Santos. Non si sa ancora se partirà titolare o se subentrerà a gara in corso, ma l’idea di un duello tra lui e uno dei terzini della Cremonese mi preoccupa: la differenza di qualità è netta.

Proprio sulla fascia destra grigiorossa, quella di Terracciano, Giampaolo sta ancora cercando le misure. C’è un ballottaggio a tre tra Floriani Mussolini, Zerbin e Barbieri per una sola maglia. È difficile capire chi sceglierà, anche perché ognuno di loro ha pregi e difetti, ma soprattutto perché stanno attraversando tutti un momento di appannamento. È proprio lì, sulla sinistra del Napoli, che i ragazzi di Conte potrebbero sfondare.

In sintesi: se al centro la coppia Baschirotto-Luperto mi dà ampie garanzie ed è una bella certezza, è sulle fasce che quest'anno stiamo soffrendo di più."

Che tipo di partita di aspetti? Il ds Giacchetta, in un’intervista recente, ha rivelato che non disdegnerebbe un pullman a due piani davanti alla porta di Audero pur di portare a casa almeno un punto. Prevedi un’impostazione simile, o la necessità di far punti in questa fase del campionato potrebbe far sbottonare maggiormente la squadra di Giampaolo?


Per quanto riguarda la sfida contro il Napoli, non credo vedremo il 'bus davanti alla porta' ipotizzato dal DS. A cinque giornate dalla fine non puoi più fare calcoli o guardare al blasone dell'avversario: servono punti ovunque. Un atteggiamento troppo prudente oggi sarebbe un rischio che non possiamo permetterci, soprattutto considerando che il nostro calendario è molto più complesso di quello del Lecce.

Il rischio concreto è trovarsi tra due giornate con un distacco pesante. Il Lecce ha sfide sulla carta più abbordabili contro Verona e Pisa; noi, invece, affrontiamo Napoli e Lazio. Proprio per questo, la Cremonese deve provare a fare l'impresa al Maradona. Non c'è sfiducia nell'ambiente, ma c'è la consapevolezza che, se non portiamo a casa punti anche contro le big, la strada verso la salvezza diventerà una salita ripidissima."

Cosa trapela riguardo le probabili formazioni? Rientra Maleh dopo la squalifica, si va verso la conferma della squadra che ha pareggiato contro il Torino o c’è qualche ballottaggio da sciogliere nelle prossime ore?

"Il ritorno di Maleh è fondamentale: è il giocatore che più si avvicina all'idea di centrocampista di Giampaolo. C’è stata una netta inversione di tendenza rispetto alla gestione Nicola: se prima i registi non erano centrali nel progetto — tanto che molti sono stati ceduti — Giampaolo ora cerca proprio quella qualità.

La squadra si è ritrovata con molti 'incontristi' e pochi 'piedi buoni'. Maleh, arrivato a gennaio proprio per colmare questo vuoto, è il recupero chiave: garantisce geometrie e, pur essendo una mezzala naturale che ama inserirsi, sa adattarsi bene nella diga a due. Ha un ottimo mancino e credo partirà titolare accanto a Grassi, con Bondo inizialmente in panchina.

Per il resto, i dubbi sono pochi. Sulla fascia destra, nel centrocampo a quattro, Floriani Mussolini è in netto vantaggio su Zerbin e Barbieri per la sua terza maglia da titolare consecutiva. In attacco, invece, al fianco dell’inamovibile Bonazzoli, il favorito resta Sanabria. Direi un solido 70% per lui, con Okereke che insegue e Djuric pronto a subentrare a gara in corso per cambiare l'inerzia del match."

Restano 5 finali per mantenere la categoria. Cosa dovrà fare a tuo parere la Cremonese per spuntarla? Più incisività nell’approccio, ritrovare i gol degli attaccanti o il rientro di Vardy?

"La speranza è che Vardy riesca a rientrare entro la fine della stagione. Le possibilità ci sono: non si tratta di un nuovo infortunio muscolare, ma di un problema precedente che si sta cercando di risolvere in ogni modo. Sono convinto che, anche se dovesse fare solo le ultime due o tre partite, potrebbe davvero fare la differenza. Basti pensare a quando è rientrato contro il Parma: è entrato e ha subito sfornato un assist bellissimo. La sua presenza è fondamentale, soprattutto per dare ossigeno a un attacco che sta faticando troppo: i gol degli attaccanti mancano come l'aria e, con Giampaolo, non ne sono ancora arrivati su azione.

Ma, al di là dei singoli, il vero nodo è l'atteggiamento. I tifosi non contestano tanto i risultati – sapevamo tutti che sarebbe stata una stagione sofferta e che, dopo quel bell'inizio, sarebbe arrivato un calo. Quello che la piazza non accetta, e che trovo onestamente inammissibile, è il modo in cui i calciatori sono scesi in campo nelle partite decisive.

Se metti in campo grinta, sacrificio e attaccamento alla maglia, te la giochi con chiunque, anche con l’Inter o il Napoli. La qualità in questa rosa c’è, e secondo me è superiore a quella di squadre come Lecce o Cagliari. Il problema è che se scendi in campo svogliato, perdi contro chiunque. E infatti è successo.

C’è un dato che parla chiaro e che fotografa perfettamente questa mancanza di 'attributi': la Cremonese è la squadra che subisce più gol nei primi quindici minuti. Spesso le partite finiscono prima ancora di iniziare, come successo col Bologna o col Sassuolo. E il dato più allarmante è la reazione: su 18 volte che siamo andati in svantaggio, abbiamo recuperato un solo pareggio, per giunta a settembre. Una squadra che non reagisce mai, in 18 occasioni, è una squadra che purtroppo ha smesso di crederci troppo in fretta."

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