Napoli-Benevento è un derby storico, che si gioca per la prima volta in massima serie dopo il doppio trionfo azzurro nell’unico precedente in Serie C all’alba dell’era De Laurentiis. Entrambi i match si chiusero con lo stesso punteggio (2-0) a favore dei partenopei, con reti di Varricchio e Mora al San Paolo mentre Pià e Sosa decisero la gara di ritorno al Benevento. Una partita tra tifoserie che si rispettano, unite da Marco Baroni e Carmelo Imbriani. Un derby campano che torna a fare la propria apparizione dal lontano 1987/88 (Napoli-Avellino 1-0, 4-0), con i partenopei che hanno perso soltanto 1 degli 11 derby disputati tra le mura amiche (6 vittorie e 4 pari). Per analizzare più dettagliatamente i segreti della squadra sannita, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Fabio Tarallo, collega della testata OttoChannel.
Finalmente è il giorno di Napoli-Benevento: una festa dello sport tra due tifoserie che si rispettano, come dimostrano anche i due mesi in cui lo stadio sannita ha ospitato la squadra partenopea in seguito al nubifragio che colpì Napoli nell’autunno del 2001. Dispiace che la Questura abbia deciso di non aprire l’anello superiore del settore ospiti per vivere una grande atmosfera di suoni e colori.
“Inutile nascondere che la decisione della Questura rappresenterà l’unica nota dolente di una giornata che si preannuncia fantastica. La capienza ridotta del San Paolo ha indispettito non poco i tifosi sanniti, che già si preparavano a muoversi in massa verso l’impianto di Fuorigrotta. I 1.100 biglietti relativi all’anello inferiore del settore ospiti sono andati polverizzati in pochissimo tempo, ed è un peccato che tantissime altre richieste non potranno essere esaudite. C’è grande rispetto tra le tifoserie, tanto che i supporters partenopei hanno subito accolto con grande simpatia la storica promozione del Benevento nella massima serie, per cui non è da escludere che tanti sanniti riempiranno settori normalmente destinati al pubblico di fede azzurra. Ci sono tutti i presupposti per vivere uno splendido pomeriggio di sport: nemici per 90 minuti, anche se la città di Benevento vive il derby contro il Napoli come un autentico regalo, considerato il nettissimo divario tecnico esistente tra le due compagini”.
Una doppia cavalcata che ha portato il Benevento dalla Lega Pro alla Serie A premiando gli sforzi notevoli del presidente Vigorito. Pur avendo cambiato guida tecnica, fin dai primi mesi si è vista una squadra unita e compatta con tante analogie con quel Carpi che aveva compiuto la stessa grande impresa. Quando c’è stata la convinzione che quel sogno poteva diventare realtà?
“A detta anche dei protagonisti, la convinzione di poter trasformare il sogno in realtà c’è stata dopo la partita persa a Cesena, che ha rappresentato il momento più basso della stagione sannita in Serie B. A fine gara i calciatori si sono fermati un attimo, e guardandosi negli occhi hanno capito che quel periodo nerissimo con soli 12 punti raccolti in 13 gare doveva essere assolutamente messo alle spalle. L’1-4 di Cesena portò anche ad una piccola rottura con la tifoseria, che chiese a gran voce la vittoria nel derby della giornata successiva contro l’Avellino. Il successo contro gli irpini è stato uno spartiacque, perché da quel momento la squadra di Baroni non ha più perso una partita. Ai play-off è stato fondamentale tornare indenni dalla semifinale di ritorno a Perugia, ma soprattutto ritrovare calciatori che nei mesi precedenti per motivi diversi non avevano potuto rendere al massimo dei propri standard. Il caso più eclatante è quello di Puscas: out 6 mesi per infortunio, torna nel momento clou della stagione diventando un cecchino infallibile in grado di trascinare la squadra nell’ultimo atto contro il Carpi”
Acquisti importanti uniti alla conferma di diversi elementi giunti in prestito da diversi top-club italiani. Quali quelli che a tuo parere potrebbero essere determinanti per la permanenza in massima serie?
“Per conquistare la salvezza non servono soltanto le individualità, bensì coesione di gruppo ed una squadra che corra dal primo all’ultimo secondo nella stessa direzione. In questo momento il Benevento se la gioca con 3/4 squadre per la conquista di un posto utile per mantenere la categoria. Voglia e fame non dovranno mai mancare per raggiungere gli obiettivi prefissi, poi la cerniera relativamente insuperabile formata da Lucioni ed Antei, unita ai gol di Iemmello potranno fare la differenza. Salvarsi in questo campionato non sarà facile, perché i 34 punti bastati al Crotone in seguito al suicidio dell’Empoli rappresentano un’eccezione difficilmente ripetibile. L’unità di intenti sarà la base di una stagione in cui togliersi importanti soddisfazioni”.
Il Benevento ha espresso un buon calcio nelle prime 3 gare di campionato, pur ritrovandosi relegato all’ultimo posto con 0 punti. Si può dire che l’inesperienza abbia giocato un ruolo fondamentale nei momenti chiave di ogni singolo match?
“È indubbio che la fortuna non ha girato dalla parte del Benevento, così com’è mancato un pizzico di lucidità nel match contro il Torino, dove i sanniti hanno creato molto di più rispetto alla squadra di Mihajlovic ritrovandosi con 0 punti in cascina al termine di una gara dove anche il pari sarebbe stato piuttosto stretto. L’inesperienza ha giocato brutti scherzi, perché perdere 2 gare in extremis ti fa capire che in Serie A non si può mai abbassare la tensione e fino al triplice fischio finale non puoi mai essere certo di aver portato a casa la partita. Finora tanti complimenti, ma nessun punto. La partita contro il Torino è stata a dir poco strana: il mister Baroni schiera ben 3 nuovi calciatori subito in campo (Antei, Memushaj e Iemmello), a rappresentare l’ossatura di una squadra che ha cambiato volto riuscendo a creare almeno 6 palle gol limpidissime senza riuscire a concretizzarne alcuna. Poi al 93’ la beffa più atroce. Ljajic e Belotti erano stati contenuti perfettamente, ma l’unica sbavatura si rivela fatale con Ljajic che trova un corridoio per Iago Falque approfittando del ritardo di Letizia in chiusura e contestualmente dell’errore dei due centrali che si staccano completamente verso la palla”.
Diversi calciatori a riposo precauzionale , mentre Ciceretti non è stato neanche convocato. Qual è la situazione in casa sannita e quali sono i ballottaggi sui quali sarà costretto a lavorare fino all’ultimo il mister Baroni?
“I principali ballottaggi riguardano gli esterni di fascia dove il mister dovrà fare di necessità virtù: D’Alessandro non si è allenato per buona parte di questa settimana, così come Ciceretti che ha saltato qualche seduta. Entrambi non rientrano nella lista dei convocati. Potrebbe esserci perciò l’opportunità di vedere Lazaar dal primo minuto, a destra o sinistra in base al calciatore che dovrà rimpiazzare. Memushaj e Iemmello hanno qualche acciacco ma dovrebbero essere entrambi recuperabili. Per il resto la squadra rispecchierà quella scesa in campo contro il Torino, con il duttile Armenteros che scalpita alle spalle di Iemmello alle prese con un problema al tallone di non gravissima entità. In assenza di entrambi gli esterni titolari sono pronti Lazaar e Parigini (piuttosto che Lombardi ancora in ritardo di condizione), anche se non va escluso a priori l’avanzamento di Letizia sulla linea dei centrocampisti”
La sconfitta di Kharkhiv potrebbe portare a un contraccolpo psicologico o spingerà la squadra di Sarri a scendere in campo con ulteriore rabbia e cattiveria agonistica?
“Mi aspetto la solita partita del Napoli, fatta di tantissimo possesso palla ed occasioni in quantità industriale. La sconfitta in Ucraina porterà la squadra di Maurizio Sarri ad essere ancora più cattiva e determinata a continuare la striscia positiva in campionato. Negli anni scorsi gli azzurri erano soliti incappare in qualche incidente di percorso al momento di incontrare le cosiddette piccole: così non è più, perciò credo che il Benevento dovrà provare a vincere quei duelli dove gli azzurri presentano qualche individualità con il fiato corto a causa dei tanti impegni ravvicinati. I sanniti dovranno provare a sfruttare la propria velocità per mantenere bassi i dirimpettai in maglia azzurra, ma è chiaro che si parte da un divario tecnico importante, e mi aspetto un Napoli molto propositivo con il Benevento pronto a sfruttare gli spazi per creare pericoli a una corazzata come quella partenopea”.
Si può dire che uno dei duelli più interessanti sarà quello sulla sinistra tra Callejon e Letizia?
“Sicuramente quello tra Callejon e Letizia è un duello che promette scintille, ma non vanno sottovalutati anche quelli in mediana con Cataldi che dovrà occuparsi di contenere Jorginho. Callejon è un calciatore fondamentale nello scacchiere tattico di Maurizio Sarri, tanto che il tecnico toscano non si priva praticamente mai dell’attaccante ex Real Madrid. Pur non segnando tantissimo, sa spaccare la partita creando tantissime difficoltà a qualsiasi avversario. Chi giocherà da quella parte (Letizia o Di Chiara) dovrà prestare grandissima attenzione, provando a tenerlo basso attaccandolo con continuità”.
Napoli e Benevento unite da un filo conduttore che non si spezzerà mai. Da Marco Baroni autore del gol vittoria contro la Lazio per il secondo Scudetto partenopeo, a Carmelo Imbriani compianto attaccante che all’ombra del Vesuvio ha trascorso stagioni importanti
“Il mister Baroni ricorda sempre con grande affetto l’esperienza da calciatore all’ombra del Vesuvio. Rievoca la rete decisiva per la conquista del secondo Scudetto, così come il calcio di rigore fallito a Mosca in Coppa dei Campioni contro lo Spartak, che ancora attribuisce al terreno di gioco ghiacciato. Per quanto riguarda invece Imbriani, ha mosso i primi passa importanti tra le fila del Napoli: non è mai stato dimenticato come dimostrano le tantissime manifestazioni d’affetto alla sua morte da parte della tifoseria partenopea. C’è un legame forte tra Napoli e Benevento, anche se è ovvio che Baroni cercherà di mettere i bastoni tra le ruote alla compagine azzurra per tentare di strappare un prestigioso risultato positivo”.
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