Scende di nuovo in campo il Napoli di Ancelotti, dopo aver archiviato la parentesi in Champions League con la beffa clamorosa subita in quel di Anfield, e pronto a voltare pagina in campionato in una sfida tutt’altro che agevole alla Sardegna Arena contro il Cagliari. Gli isolani sono infatti ancora imbattuti nel proprio fortino, dove hanno conquistato 2 vittorie (Bologna e Chievo) e 5 pareggi. L’ambiente è carico, forte dell’impresa consumata proprio la scorsa settimana, strappando un pari a tempo scaduto contro la Roma grazie alla griffe in contropiede di Sau nonostante la doppia inferiorità numerica. Maran è costretto a fare i conti con diverse assenze, partendo dal cannoniere Pavoletti out per infortunio, per poi risistemare mezzo pacchetto arretrato con Srna e Ceppitelli appiedati dal giudice sportivo.
Il Napoli vuole continuare lungo la scia di una striscia positiva giunta a ben 8 risultati utili consecutivi, con l’occhio rivolto alla capolista Juventus scappata via dopo il successo nell’anticipo serale sul campo dei cugini del Toro non senza qualche polemica per il rigore negato a Zaza con il risultato ancora inchiodato sullo 0-0. Le statistiche sorridono ai partenopei, che han vinto 9 degli ultimi 11 scontro diretti contro il Cagliari, e conquistato i 3 punti nelle ultime 3 uscite in Sardegna mettendo a segno complessivamente 13 reti.
Per analizzare i segreti della compagine rossoblù, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni Serafino Ghisu, giornalista per la testata www.tuttocagliari.net
Campionato quasi al giro di boa: Cagliari con 17 punti in 15 gare (+6 sulla zona retrocessione) e ottavi di finale raggiunti in Coppa Italia dopo aver vinto in gara secca sul campo del Chievo. Che giudizio dai sulla prima parte di questa stagione?
“Credo che il Cagliari abbia disputato finora un ottimo campionato in linea con le aspettative, visto che l’obiettivo societario è quello di raggiungere una salvezza tranquilla. Il grave infortunio rimediato da Castro ha purtroppo scombussolato un po’ i piani, dal momento che il trequartista argentino rappresentava una pedina fondamentale nello scacchiere tattico di Maran. La sua assenza ha determinato un andamento più lento per quanto riguarda i ritmi di gioco, ma gli isolani restano comunque ampiamente in linea con gli obiettivi prefissi”
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Il Cagliari arriva alla sfida contro il Napoli forte di una striscia positiva che annovera ben 4 risultati utili consecutivi, ed 1 sola sconfitta nelle ultime 8 gare. C’è forse un po’ di rammarico per qualche scontro diretto iniziato subito ad handicap?
“C’è sicuramente qualche rimpianto per non aver raccolto quanto seminato in diverse partite. Partendo dalla gara di esordio sul campo dell’Empoli, per poi proseguire con le sfide salvezza terminate in parità lontano dalla Sardegna Arena contro Spal e Frosinone. È un Cagliari che riesce a conquistare punti soprattutto in casa, e questa può essere definita come la grande novità visto che nella scorsa stagione la squadra faticava tantissimo ad imporsi davanti al proprio pubblico. La Sardegna Arena si è trasformata in un fortino, e questo può rappresentare un autentico valore aggiunto perché la salvezza passa inevitabilmente per un rendimento interno ben oltre la sufficienza”.
Il Cagliari è la squadra che ha realizzato più gol di testa in Serie A (7), ma allo stesso tempo si trova tra quelle che tirano meno nello specchio della porta. Solo 57 conclusioni in 15 gare, meglio soltanto del Chievo fanalino di coda in questa speciale classifica. Cosa andrebbe registrato, al di là di un Pavoletti che continua a fare reparto da solo?
“Pavoletti è sicuramente l’uomo in più per la squadra di Maran, e d’altra parte i numeri parlano da soli. L’ex Napoli può definirsi croce e delizia per il sodalizio isolano, perché il Cagliari fatica maledettamente a trovare la via della porta quando l’ex Napoli resta a secco. In questo momento manca un uomo che possa agire da seconda punta, facendo da spalla a Pavoletti, e capace di offrire soluzioni alternative alle incornate vincenti del possente centravanti rossoblù”.
Il presidente Giulini ha parlato di grande adrenalina in città per la gara di domenica pomeriggio contro il Napoli. Quanto il pari ottenuto in rimonta e addirittura in doppia inferiorità numerica contro la Roma, potrebbe dare una spinta in più in termini di fiducia?
“Gli isolani dovranno senz’altro cavalcare l’onda dell’entusiasmo scatenatasi dopo il gol di Sau in extremis che regalava al pubblico un pareggio ormai insperato. Per i cagliaritani è molto importante la sfida contro il Napoli, perché viene vissuta quasi come se fosse un derby. Il presidente sogna di portare a casa un risultato pieno contro gli azzurri: sarà senz’altro complicatissimo, ma i ragazzi sanno di poter vendere cara la pelle in qualsiasi momento contro ogni avversario”
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Ceppitelli e Srna dovranno guardare la partita in tribuna perché squalificati. Punti fermi della squadra guidata da Maran, come saranno sostituiti sul terreno di gioco? Resta ancora qualche ballottaggio da sciogliere?
“Si tratta senza alcun dubbio di due calciatori importanti, soprattutto Srna che ha conferito grande esperienza sulla fascia destra del campo. Al posto del difensore croato quasi sicuramente giocherà Faragò, invece il posto di Ceppitelli al centro della difesa sarà preso da Pisacane o Romagna, con il primo leggermente favorito. La coppia centrale sarà completata da Klavan, sulla sinistra ci sarà Padoin, con Cragno a difesa della porta. Quindi Bradaric in cabina di regia con Barella e Ionita mezzali, Joao Pedro agirà da trequartista, mentre in attacco Cerri raccoglierà il testimone lasciato dall’infortunato Pavoletti, affiancato da uno tra Farias e Sau con il brasiliano favorito”
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Negli ultimi tre scontri diretti disputati in Sardegna, il Napoli ha sempre fatto bottino pieno mettendo a segno ben 13 reti. Che tipo di partita dovranno fare gli uomini di Maran per invertire la rotta?
“Il Cagliari dovrà disputare la classica partita perfetta, cercando di limitare al massimo gli errori e mettendo in campo il cuore come nell’ultimo match contro la Roma. Soltanto dando il 101% e gettando il cuore oltre l’ostacolo, la squadra potrà andare oltre le proprie possibilità tentando di sovvertire il pronostico. Bisognerà inoltre sperare in una giornata no del Napoli, auspicandosi che gli azzurri non siano troppo arrabbiati dopo l’eliminazione in Champions League patita ad Anfield”.
Finora Mertens è l’uomo che ha fatto più male al Cagliari con ben 8 reti messe a segno contro i rossoblù. È lui il pericolo principale?
“Non credo che il Cagliari tema un singolo calciatore, perché il Napoli è una squadra fortissima in ogni singolo interprete. Al di là di Mertens, bisognerà fare attenzione alla manovra avvolgente della squadra di Ancelotti che sa essere molto pericolosa".
Si parla tantissimo del centrocampista classe ’97 Nicolò Barella, accostato al Napoli ma anche a tante big della Premier League. Ritieni che il calciatore sia già pronto per il grande salto?
"A mio parere Barella è al momento il centrocampista italiano più forte, nonostante abbia ancora ampi margini di miglioramento. Per il momento resta un calciatore del Cagliari, rappresentando un elemento insostituibile per la manovra isolana. È normale che mostrando sempre altissimi standard di rendimento, Barella abbia attirato su di sé l’apprezzamento di tante squadra, tra cui ultimamente anche il Chelsea di Maurizio Sarri. Il giovane talento isolano è sicuramente pronto per una grande squadra, ma per il momento la grande squadra per Barella si chiama Cagliari. Questo perché il Cagliari è una squadra in grado di rappresentare in maniera identitaria un intero popolo come quello sardo. Giocare per gli isolani è come giocare per una nazionale per i sardi”.
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