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100 di questi gol. È l’augurio più bello da poter fare all’attaccante tascabile Dries Mertens, arrivato in sordina 5 estati fa proveniente dal Psv Eindhoven, e diventato uno dei punti cardine del nuovo Napoli di Carlo Ancelotti. Attaccante esterno per vocazione. Centravanti (falso?) per necessità, ma diventato ben presto il ruolo più consono a sprigionare fantasia e rapacità. Il folletto belga è un leader silenzioso: testa bassa e lavorare, il motto da mandar giù a memoria per farsi trovare pronto al momento opportuno. Dal primo minuto o a gara in corso, senza soluzione di continuità. Gli incidenti di percorso non scalfiscono la tempra dura del folletto di Leuven, che dopo essere partito indietro nelle gerarchie rispetto allo strapotere fisico di Arek Milik, ha saputo aspettare e poi prendersi con fermezza la maglia da titolare a suon di gol e giocate d’alta scuola.
Tra i pochissimi eletti ad aver disputato tutte le 18 gare ufficiali disputate finora dal Napoli, l’artista belga ha messo in cascina 1.132 minuti, e con una doppietta d’autore nel palcoscenico calcistico più prestigioso è andato in doppia cifra raggiungendo il compagno di reparto Lorenzo Insigne come principe azzurro del gol. Esterno felpato, e bordata all’incrocio. C’è tutta la classe di Dries Mertens nel perentorio successo sulla Stella Rossa: un destro educato che dipinge su tela sfumature d’azzurro in tutte le sue sfaccettature. 10 in stagione, e 100 complessivi in 6 anni di Napoli destinati a diventare sempre di più per lo scugnizzo ormai ribattezzato Ciro dalla tifoseria partenopea. “A Napoli sono felice. La gente mi dimostra enorme affetto anche quando non segno”. Parole e musica del numero 14. Sempre disponibile con tutti i tifosi fuori dal campo, adrenalinico e letale sul terreno di gioco. Dove nascono i record destinati ad entrare nella storia. Soltanto pochi mesi fa capitan Marek Hamsik superava Diego Maradona come miglior realizzatore all-time, rimpinguando proprio contro i serbi il bottino issandosi a quota 121 dopo un tap-in per mettere subito in discesa una gara piuttosto insidiosa alla vigilia. Neanche il tempo di godersi la gloria eterna, che si fa sempre più caldo il fiato sul collo del folletto belga. 100 esultanze per Ciro Mertens: sesto alle spalle di Vojak (103), Cavani (104), Sallustro (108), Maradona (115) e Marek Hamsik (121). La salita è sempre più dura, ma il panorama al di là di Fuorigrotta è semplicemente magnifico. 3 gol in Champions sono il miglior biglietto da visita per presentarsi ad Anfield con personalità, portando a caso un risultato positivo e qualificazione tra le top 16 d’Europa. L’Europa è però una sbornia da assorbire in fretta: tra appena 3 giorni è di nuovo campionato con il Monday night sul campo di un’Atalanta che storicamente ha sempre creato più di qualche grattacapo alla truppa partenopea. Soltanto 9 successi in 47 gare disputate su terreno orobico, con un’inversione di tendenza evidenziata da ben 2 risultati pieni nelle ultime 3 sfide dirette. La scorsa stagione il Napoli si è imposto per 1-0 alla prima uscita dopo la sosta per le festività natalizie. Il match-winner? Dries Mertens. Pronto a riprendere da dove ha terminato mercoledì sera.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.