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Napoli - La rivincita dei gregari: Maksimovic 19° calciatore impiegato da Ancelotti in 4 gare di campionato

Duttilità tattica ed aggiustamenti in corso d'opera. Dal 4-3-3 al 4-4-2 con Insigne che va a segno da prima punta

tempo di lettura: 5 min
di Giovanni Minieri
17/09/2018 20:15:14
Napoli - La rivincita dei gregari: Maksimovic 19° calciatore impiegato da Ancelotti in 4 gare di campionato

Foto: Ssc Napoli

La rivincita dei gregari. Può riassumersi così l’avvio di campionato firmato Re Carlo I da Correggio, che dopo 4 giornate sistema il Napoli al secondo posto alle spalle della Juventus con 9 punti conquistati sui 12 disponibili. Il tecnico più vincente al mondo sta plasmando un gruppo già ben fornito di nozioni tecnico-tattiche di primissimo livello grazie all’ottimo lavoro svolto da Maurizio Sarri in 3 anni di tiki-taka entusiasmante, inculcando quel “quid” in più necessario per compiere quell’ultimo salto da squadra incompiuta a vincente. Il carattere c’è, così come quella voglia di non arrendersi mai, che ha portato a ben 2 rimonte nelle prime 2 gare di campionato contro Lazio e Milan. Ciò che colpisce di più, è invece il diverso vestito che Ancelotti sa cucire addosso alla squadra in base alle caratteristiche dei calciatori, nonché alle imprevedibili difficoltà pronte a presentarsi sotto qualsiasi forma anche a gara in corso. Il 4-3-3 di partenza è stato inizialmente preso come modello, e poi riveduto e corretto grazie ad una filosofia di gioco più orientata a cambi di gioco ed aperture a lunga gittata, portando ad un’evoluzione 2.0 delle ali che agiscono più centralmente accorciando il campo per favorire le spinte più frequenti dei terzini per creare ulteriori situazioni di pericolo. Sabato scorso contro la Fiorentina il Napoli è partito a sorpresa con quel 4-4-2 visto soltanto a gara in corso nella ripresa di Marassi, ma con interpreti diversi e con un match già piuttosto compromesso a causa della doppia sberla di Defrel. Per sfidare la bestia nera in maglia viola Callejon e Zielinski si prendono le corsie esterne, con Mertens ad agire da seconda punta alle spalle di Lorenzo Insigne in versione falso 9. Lo scugnizzo di Frattamaggiore aveva il compito di svariare prevalentemente sul lato destro, posizione a lui meno congeniale ma da cui sa far male senza badare a troppi fronzoli. Non a caso il gol da 3 punti nasce da un perfetto movimento a tagliare la difesa viola da sinistra a destra, andando a raccogliere un passaggio al bacio di Arek Milik, che sveste i panni del corazziere per mettere su quelli del delicato rifinitore nell’insolito ruolo di trequartista. La panchina che cambia il volto alla gara. Una consuetudine al San Paolo, come quando il 3-2 al Milan portava la firma di Dries Mertens (subentrato a capitan Hamsik), abile a capitalizzare l’assist di Allan lanciato da un delizioso esterno di Amadou Diawara, a sua volta partito dalla panchina per far rifiatare Piotr Zielinski autore della doppietta che aveva riportato il Napoli sulla rotta giusta.
I rincalzi non sono più semplici panchinari di lusso, ma partecipano attivamente alla vita del gruppo mettendo definitivamente la parola fine al termine “titolarissimi”. Nikola Maksimovic è stato il 19° uomo a scendere in campo dall’inizio del campionato, rivitalizzato ma soprattutto motivato a pallettoni dal nuovo tecnico. Il centralone serbo, pagato profumatamente nella bottega carissima di Cairo in quel di Torino, aveva raccolto soltanto le briciole nelle ultime 2 stagioni. Soltanto 7 gare da titolare in Serie A nella sua prima stagione in maglia azzurra, e soltanto una (a Ferrara contro la Spal, 2-3 per il Napoli) fino a gennaio 2018, quando ha poi deciso di prendere armi e bagagli partendo per la Russia nella speranza (rivelatasi purtroppo vana) di guadagnarsi un posto per la spedizione di Russia con la maglia della “sua” Serbia. Al San Paolo non giocava addirittura dal 25 febbraio 2017 contro l’Atalanta, impostasi per 0-2 grazie ad una doppietta di Caldara. Con Carlo Ancelotti il difensore classe ’91 si è fatto subito trovare pronto dopo appena 203 minuti di campionato, sfoderando una grande prestazione e sfiorando addirittura il gol con un’incornata in proiezione offensiva sugli sviluppi di un corner. Un ritorno da protagonista proprio alla vigilia dell’esordio in Champions al Marakana di Belgrado, squadra di cui Nikola Maksimovic è tifoso fin da bambino conoscendo perfettamente le insidie che un pubblico caldissimo e passionale come pochi al mondo sa creare a qualsiasi rivale. Da questa stagione niente più musi lunghi e facce tristi. Giocano tutti, a partire dai portieri: in attesa del rientro del titolare Meret, stesso minutaggio per Karnezis (192 minuti tra Lazio e Fiorentina) ed Ospina (192 minuti tra Milan e Sampdoria). Scesi in campo già sei difensori aspettando Faouzi Ghoulam. Sempre presenti Hysaj, Koulibaly e Mario Rui, ma c’è spazio per Maksimovic (95 minuti) e Luperto (21). Scalpita Malcuit, pronto a far correre la propria cresta biondo platino sulla corsia destra quando Hysaj avrà bisogno di tirare un po’ il fiato. A centrocampo c’è grande attesa per l’esordio del talento spagnolo Fabián, prelevato per una cifra importante dal Betis e messosi in luce in pre-campionato grazie a prestazioni super condite da una perla di rara bellezza incastonata all’incrocio contro il Gozzano. Messo alle spalle il piccolo problema fisico che gli ha impedito di essere tra i convocati per la partita contro il Milan, si è pienamente ristabilito ed ha fretta di agitare il ciuffo ribelle tra le linee e le maglie dei difensori avversari. Non hanno saltato una gara soltanto Zielinski ed il mastino Allan, riposo per capitan Hamsik a Genova e Diawara contro la Fiorentina, mentre Rog ha raccolto 44 minuti in 3 gare restando a guardare soltanto al San Paolo contro il Milan. In attacco il più utilizzato è Milik (327 minuti, 3 su 4 da titolare, già 1 rete e decisivo a partita in corso con l’assist per la rete da 3 punti di Insigne contro la Fiorentina), poi c’è Insigne subito dietro (305), quindi a sorpresa lo stakanovista Callejon ha già riposato alla terza giornata dopo aver saltato soltanto 3 gare ufficiali in 5 stagioni ed accumula soltanto 264 minuti precedendo ancora Mertens (154), Ounas (73) e Verdi (47). Inoltre sono soltanto 3 i calciatori ad aver giocato tutti i 384 minuti delle prime 4 gare di campionato: si tratta dei difensori Koulibaly e Hysaj, affiancati dal centrocampista Allan.  Il Napoli è dunque una cooperativa dove tutti partono alla pari, sacrificandosi per il bene del gruppo, pronti a dare il 101% in ogni allenamento perché l’opportunità di mettersi in mostra è proprio dietro l’angolo. Prossima stazione: Belgrado.

        

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