Rompe finalmente il silenzio Cristiano Giuntoli, direttore sportivo del Napoli ed autori di tanti blitz letali per mettere sotto contratto calciatori giovani, ma allo stesso tempo con esperienza da vendere per giocare a viso aperto sia in Italia che in Europa. I colpi Fabian e Milik, così come il rimpianto Tolisso, in un’intervista concessa a SkySport
FEELING CON DE LAURENTIIS: "I miei rapporti con il presidente Aurelio De Laurentiis sono ottimi, tanto da considerarmi a tutti gli effetti un membro della sua bellissima famiglia. Non è mai stato arrogante nei miei riguardi. Il primo approccio con il patron azzurro? Beh, mi stavo recando a vedere una gara dei play-off del campionato cadetto, nell’anno in cui salimmo di categoria con il Carpi. L’amministratore delegato Andrea Chiavelli mi chiese un incontro, ed onestamente proposi un rinvio perché ero convinto che volessero un nostro calciatore ed in quel momento ero oberato di lavoro. Ma loro non avevano tempo da perdere, pressarono per un colloquio nel giorno successivo perché volevano portarmi all’ombra del Vesuvio. In quel preciso istante non capii più nulla, e dissi immediatamente di sì".
OSSERVATORI SUI CAMPI. "Ultimamente il Napoli mi assorbe tantissimo, ed ho pochissimo tempo per visionare calciatori dal vivo. Ma non è un problema. Il mio staff è composto da 5 uomini: ovviamente ci affidiamo ai video e solo in ultima analisi andiamo a vedere un calciatore sul campo in maniera assolutamente mirata. Quindi ci confrontiamo sulla chat di WhatsApp, per un scambio di idee lineare e veloce".
SARRI GRANDE UOMO. "Conoscevo Sarri da tantissimo tempo, fin da quando allenava i ragazzi del Sansovino. Feci carte false per portarlo al Carpi, ma non fu possibile. Veniva dall’esperienza al Perugia, ci furono continui contatti, ma alla fine non riuscimmo a trovare l’accordo con i membri del suo staff. Quando firmai per il Napoli, Sarri era tra i 2/3 candidati alla prestigiosa panchina partenopea: inutile direi che sono stato tra i suoi più grandi sponsor. Ci sentiamo ancora adesso molto spesso. Sta bene al Chelsea, gli manca soltanto una figura che possa fare da filtro con la società e lo spogliatoio. Non mi manca come tecnico, ma tantissimo come uomo".
RIMPIANTO TOLISSO. "Prendere Ancelotti è stato l’autentico coniglio dal cilindro tirato su da Aurelio De Laurentiis. Onestamente non credevo che un tecnico dal palmares così lungo, potesse accettare la piazza di Napoli con enorme entusiasmo. Invece si è già ambientato benissimo in città, si è inserito alla grande nel tessuto sociale, e sono certo che ci aiuterà a fare quel piccolo salto di qualità per continuare il progressivo percorso di crescita. Cavani non fa parte della strategia del club, che invece punta a giovani rampanti con motivazioni fortissime. Volevamo prendere Fabian già a gennaio 2018, non fu possibile, ma allo stesso tempo fu siglato un accordo sulla parola, con il trasferimento rinviato soltanto all’estate. Un mio rimpianto? Probabilmente Tolisso. Sembrava fatta, ma poi il Lione superò i preliminari qualificandosi alla fase a gironi di Champions. Volle perciò restare in Francia, e nella stagione successiva si legò al Bayern Monaco".
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