Giunto all'ombra del Vesuvio a gennaio 2018 per l'esigenza di riempire il vuoto lasciato in organico dall'infortunio di Ghoulam, anche l'esperto terzino croato Hrvoje Milic ha lasciato nel capoluogo partenopeo un pezzo di cuore, pur non avendo mai esordito in prima squadra agli ordini di Maurizio Sarri.
Esperienza e personalità al servizio di un gruppo già ben amalgamato, una Coppa di Russia vinta tra le fila del Rostov ed una carriera intera da giramondo partendo dalla natia Croazia (Hajduk Spalato e Istria) in direzione Scandinavia (Djurgardens) quindi sempre più a oriente verso la grande Russia (Rostov) e poi di corsa giù nel Mediterraneo. Appena 4 gettoni complessivi tra coppa e campionato difendendo la gloriosa casacca dell'Olympiakos: 7 titoli di fila e squadra leader in Grecia con 44 scudetti e 27 coppe nazionali al proprio attivo. Dopo il rosso rimediato a 20 minuti dal termine della seconda gara di campionato vinta in trasferta sul campo del PAS Lamia, il difensore croato non entrerà più nei piani tecnici del mister albanese Besnik Hasi, se non per due brevi comparse per un totale di 106 minuti nel girone iniziale di Coppa contro Asteras e Acharnaikos.
La conoscenza del calcio italiano si rivela un requisito fondamentale per adattarsi in maniera rapida ad un calcio dove la tattica è più importante di agonismo e intensità.
L'estate 2016 vede Milic sbarcare a Firenze, lasciando una buona impressione con 4 assist spalmati in 23 gettoni complessivi tra Serie A ed Europa League trovandosi sempre al centro di un continuo dualismo con Maxi Oliveira.
Le bellezze di Partenope sanno stregare qualsiasi forestiero, che piange di nostalgia al momento di lasciare una città calda ed accogliente come poche altre al mondo. Uno Scudetto sfilato via da situazioni esterne hanno lasciato il segno anche su chi ha guardato tutte le gare della seconda parte di stagione sulla lunga panchina a disposizione del tecnico tosco-napoletano.
"Mi spiace tantissimo di non aver vinto lo Scudetto" - rivela a Radio Crc - "Abbiamo fatto tutto quanto nelle nostre possibilità per riportare il trofeo più importante in una piazza che vive di calcio. Sarri ha un modo di vedere il calcio completamente diverso rispetto a quasi tutti i tecnici in circolazione, soprattutto per quanto riguarda i movimenti della linea difensiva. Il mio contratto con il Napoli termina il 30 giugno, ma non escludo di poter restare. Sono stato benissimo in città ed ho un rapporto splendido con la proprietà ed i compagni: il mio agente valuterà tutte le oppurtunità sul tavolo, anche se mi piacerebbe restare ancora in maglia azzurra.
Non mi spiego l'esclusione di Marko Rog dalla lista dei 23 di Zlatko Dalic in vista dei Mondiali di Russia. Ricordo ancora la sua partita strepitosa agli Europei contro la Spagna, per cui soltanto il suo utilizzo con il contagocce può aver pesato in maniera determinante.
Milan Badelj sarebbe senz'altro la pedina giusta nello scacchiere tattico di Carlo Ancelotti, soprattutto in caso di addio di Jorginho. Sa essere uomo squadra e davanti alla difesa può avere un rendimento da top-player di razza.
Con Sarri parlavo tranquillamente italiano, lingua che capisco più di quanto riesco a parlarla in maniera fluida. Ma credo che il napoletano sia ancora più difficile, anche se ascoltando più volte Insigne ho appreso tanto!
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.