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Napoli - Football Leader 2018. Il calcio incontra gli studenti: Dibattito sul VAR presso l’Università di Napoli Federico II a Monte Sant’Angelo

Tra i partecipanti il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis.«Ancelotti è un profilo importante: ha vinto tutto e non ha bisogno di usare Napoli come trampolino di lancio per approdare in altre realtà»

tempo di lettura: 5 min
di Giovanni Minieri
30/05/2018 02:38:22
Napoli - Football Leader 2018. Il calcio incontra gli studenti: Dibattito sul VAR presso l’Università di Napoli Federico II a Monte Sant’Angelo

La sesta edizione della kermesse “Football Leader” chiude i battenti con un’iniziativa molto originale. Il mondo del calcio a confronto con i giovani tifosi, vero motore portante dello sport più bello del mondo. È questo l’input che spinge il gotha del calcio italiano a sedersi intorno a un tavolo davanti ad una folta platea di studenti presso l’Aula Ciliberto dell’Università di Napoli Federico II a Monte Sant’Angelo.
Alla presenza di Aurelio De Laurentiis (Presidente SSC Napoli), Nicola Lombardo (Capo Ufficio Stampa SSC Napoli); Nicola Rizzoli (Ex arbitro e designatore per la Serie A), Renzo Ulivieri (Presidente AIAC) e Mario Sconcerti (Giornalista) va in scena un dibattito intitolato: “Generazione VAR, tra frame e diritti tv, come cambia il calcio per immagini”.

La stagione appena conclusa ha sancito una svolta epocale, con l’introduzione della tecnologia per aiutare i direttori di gara a ridurre al minimo gli errori durante lo svolgimento di una partita di calcio. Una scelta che ha diviso gli addetti ai lavori, tra chi è favorevole ad una rivoluzione del mondo della pedata sempre più al passo con i progressi dell’intelligenza artificiale, e coloro i quali restano invece fedeli ad una visione nostalgica di questo sport, all’interno di un vecchio e collaudato microcosmo dove l’effluvio emotivo dopo una segnatura non può essere in nessun caso scalfito da un’esultanza differita che ostacola la libera esternazione di emozioni profonde.

Ma come e quando può essere applicato il VAR? Se da un lato l’occhio elettronico ha permesso di ridurre sensibilmente il numero di errori arbitrali nell’arco dell’intera stagione, dall’altra si fatica a comprendere come episodi piuttosto chiari e senza alcun bisogno di interpretazioni, vengano valutati senza uniformità. Tutto è migliorabile, per cui sono già al vaglio alcuni cambiamenti per rendere lo strumento sempre più affidabile, con un margine di errore prossimo allo zero.

Il designatore Nicola Rizzoli traccia il primo bilancio di una stagione tutto sommato positiva. “Credo che attraverso confronto e dialogo si possa comprendere l’affidabilità di una tecnologia che fa passi da gigante a vista d’occhio. Siamo partiti con un anno di anticipo rispetto alla tabella di marcia: l’obiettivo è quello di far sì che il VAR interferisca in maniera minima con lo svolgimento del gioco. Il protocollo è mondiale: siamo partiti con il fine di correggere soltanto gli errori chiari, poi man mano si è passato a quelli ovvi. È perciò indispensabile l’unanimità nel prendere una decisione, altrimenti resta sempre valida la decisione presa in campo dal direttore di gara. Va inoltre sgombrato il campo da ogni dubbio relativo a quanto succede sul terreno di gioco in presenza di un episodio da valutare con maggiore attenzione grazie all’ausilio dei potenti mezzi tecnologici. L’arbitro non si comporta mai in maniera pilatesca: in campo si assume sempre le proprie responsabilità, mentre il VAR interviene soltanto in un secondo momento. Va sottolineato che anche dopo essersi appellato alla tecnologia, la decisione finale spetta sempre al direttore di gara. L’intervento scomposto di Pjanic contro l’Inter? Tecnicamente non è un episodio valutabile al VAR, perché il protocollo impedisce di andare a valutare i secondi gialli”.                   

Prende poi la parola Aurelio De Laurentiis, Presidente della SSC Napoli: “Aneddoti sull’addio di Sarri? Non ce ne sono. Gli avevo semplicemente concesso del tempo che poi è inesorabilmente scaduto. Essendo responsabile di un’azienda calcistica come il Napoli, non posso essere troppo tempo a disposizione degli altri. Ho virato subito su Ancelotti, e lunedì scorso il suo staff è stato a Castel Volturno ed insieme valuteremo dove intervenire con accorgimenti più mirati. Ho scelto l’ex tecnico del Real Madrid anche perché si è sempre comportato con estrema calma, a differenza di Conte che mi martellava continuamente con offerte da capogiro per provare a prendere Koulibaly. Mi auguro che Ancelotti possa restare qui a Napoli per 10 anni: si tratta di un profilo altissimo che ha già vinto tutto, per cui non ha quella smania di mettersi in mostra ed usare Napoli come un trampolino di lancio per approdare in altre realtà.
Balotelli? È un attaccante importante, ma non rientra nelle nostre priorità. Ho visto Hamsik dopo l’ultima partita di campionato contro il Crotone. Napoli è casa sua: se però volesse andar via ne prenderemmo atto, ed intavoleremo tutte le trattative del caso senza fare alcuno sconto.
Abbiamo concluso un ottimo campionato, anche se resta il rammarico per aver abbandonato troppo presto le competizione europee. Napoli ha 38 milioni di tifosi sparsi in tutto il mondo, ed abbiamo il dovere di non giocare soltanto al San Paolo, ma esportare il nostro calcio in ogni angolo d’Europa.
Gli arbitri? Devono restare fuori da qualsiasi tipo di guerra, anche perché con Calciopoli hanno vissuto una situazione piuttosto scomoda, e non possono essere sempre messi al centro di ogni discussione. Così come in Premier le giacchette nere non dipendono dalla Federcalcio, anche in Italia dovrebbero essere indipendenti, pagati profusamente dalla Lega Calcio e sottoposti ad un decalogo comportamentale che imponga la sospensione in caso di errori reiterati.
Ritengo il Settore Giovanile molto importante, e non a caso pur non avendo ereditato nulla a seguito del fallimento nel 2004, abbiamo già valorizzato e lanciato calciatori quali Luperto e Insigne. I problemi riguardano invece le strutture, e purtroppo non sono per niente aiutato da questa città. Il Comune è stato molto ambiguo riguardo il canone di affitto, mancano 100 ettari non inquinati e soprattutto sindaci intelligenti che lasciano lavorare perché con il burocratese non si va da nessuna parte”

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