Queste le parole del mister Maurizio Sarri, dalla sala stampa del San Paolo al termine della gara tra Napoli e Crotone.
Abbiamo tanto rammarico, perché siamo stati vicinissimi alla Juventus per tutta la durata della stagione. Sempre in crescendo, con il record di punti superato per 3 anni di fila, e fa rabbia essere i primi a superare quota 90 punti senza riuscire a vincere il campionato. A Napoli ho trovato una tifoseria fantastica che chiede legittimamente di vincere, senza pretenderlo. Dopo Firenze ci siamo resi conto che non potevamo andare oltre il secondo posto. Non so ancora riguardo il mio futuro. Voglio prendermi una piccola pausa e poi deciderò il mio futuro avendo la percezione di potermi ripetere.
Ora l’obiettivo è mangiare e ritrovare la pace dei sensi, perché se non mangio qualcosa mi innervosisco. Non so se il tempo sia finito, un giorno o due di recupero su un anno mi sembrano il minimo!
L’inchino verso i tifosi è stato un gesto istintivo di ringraziamento verso un pubblico che mi ha dato tutto sé stesso. Mi è sembrato il minimo che potessi fare. Sto avendo la fortuna di girare un po’ per tutti gli stadi italiani ed europei, ma il San Paolo ha qualcosa di speciale. Un pubblico che ci ha sempre sostenuto pur non avendo vinto nulla, ma soltanto per le emozioni che hanno vissuto.
A Napoli la mia famiglia non c’è in maniera fissa. Sinceramente se dovessi cambiare, mi piacerebbe trasferirmi all’estero e non passare direttamente dall’amore incondizionato di questa tifoseria ad un’altra squadra italiana.
Sappiamo perfettamente che i contratti di tanti calciatori del Napoli prevedono clausole rescissorie che permettono loro di liberarsi per cifre relativamente contenute. Se perdessi un attaccante da 30 gol a stagione come Mertens per soli 25 milioni, risulterebbe complicato trovare un sostituto di pari livello per la stessa cifra. Stesso discorso per Albiol che può andar via per 7-8 milioni, mentre altri calciatori potrebbero prendere altre strade per valutazioni intorno ai 70-80 milioni. In Inghilterra è tutto diverso, perché le società si dividono una fetta molto più importante dai diritti tv, per cui dispongono di un potere d’acquisto molto più ampio.
Ho avuto la fortuna di allenare la squadra per cui ho fatto il tifo fin da bambino. Sono stato amato, per cui Napoli resterà a prescindere nel mio cuore per sempre. C’è però l‘inevitabile considerazione che nella vita finisce tutto, anche le cose più belle.
Siamo riusciti sicuramente a ripetere le gesta del’Olanda del ’74, perchè abbiamo espresso un gran gioco senza riuscire a vincere. Reina è un portiere che tocca 30-35 palloni a partita, imposta da dietro e rappresenta una soluzione importante per uscire dalle pressioni delle squadre avversarie. È un ragazzo carismatico di grande personalità, un punto di riferimento importantissimo all’interno dello spogliatoio, soprattutto per i giovani. Pronti via si parte con una perdita straordinaria: non smetterò mai di ringraziarlo per quanto mi ha dato in 3 anni straordinari.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.