Gli attimi immediatamente successivi al successo interno contro la Sampdoria hanno lasciato tutti sgomenti e sbigottiti. La notizia che mai nessuno avrebbe voluto ascoltare, era come una fitta al cuore che fatica a trovare guarigione. Tanti i visi solcati di lacrime amare, cercando di trovare un senso all’addio in sordina dell’ultima bandiera del calcio italiano. Marek Hamsik, il capitano di mille battaglie, dopo aver superato tutti i record individuali nella storia del Napoli, decide di prendere baracca e burattini ed accettare la pensione d’oro cinese. Il timore di perdere il più grande calciatore della storia azzurra dopo Diego Armando Maradona si era già materializzato durante la scorsa estate, ma la volontà del fuoriclasse slovacco cozzò con le legittime esigenze societarie che non potevano neanche lontanamente prevedere una separazione dolorosa, e per di più a costo zero. Il mal di pancia sembrava ormai rientrato, ed il dodicesimo anno di matrimonio sembrava procedere a gonfie vele senza nubi grigie a rendere il futuro ambiguo ed incerto. 19 gettoni stagionali ed 1 rete in Champions League contro la Stella Rossa: la numero 121 con quella maglia azzurra tatuata addosso come una seconda pelle. Ed invece il mercato invernale miete una vittima illustre, dopo aver salvato Allan dalle grinfie degli sceicchi del Psg. Il Capitano abbandona la maglia numero 17 e prende il primo volo con destinazione Dalian Yifang. Squadra dal nome impronunciabile, ma con 10 milioni di buoni motivi per accettarne la corte serrata. Nato dalle ceneri del vecchio Dalian Shide vincitore della China Super League nel 2005, il sodalizio guidato dall’ex Real Madrid Bernd Schuster punta a spezzare l’egemonia del Guangzhou con investimenti importanti come quelli che hanno già portato in Cina campioni del calibro di Nicolas Gaitan e Yannick Ferreira- Carrasco.
Nulla sarà più come prima. Sembrerà stranissimo non veder più comparire dal sottopassaggio che conduce verso il centrocampo, quella cresta ribelle a vincere 3 trofei sul suolo nazionale portando nuovamente la città di Napoli sul tetto d’Italia, lanciandola verso una dimensione europea che prima dell’avvento di Aurelio De Laurentiis sembrava soltanto un’irraggiungibile chimera. 520 presenze in tutte le competizioni: 408 in Serie A, 30 in Coppa Italia, 80 tra Champions ed Europa League oltre alle 2 Supercoppe di Pechino e Doha. Un monumento vivente. Istituzione. Un signore del calcio. Per uno strano scherzo del destino, c’è sempre la Sampdoria nel destino della leggenda nata a Banska Bystrica. Ai blucerchiati la prima rete in Serie A, quando in un caldissimo pomeriggio di settembre del 2007 dialoga con Zalayeta e poi insacca alle spalle di Castellazzi per il 2-0 che mette in ghiaccio una gara che rischiava di diventare molto insidiosa. Il gol n°116 che lo consacra come miglior marcatore azzurro di tutti i tempi? Arriva ovviamente contro la Sampdoria il 23 dicembre del 2017, con tutto lo stadio in piedi ad applaudire il proprio idolo, abbracciando virtualmente un napoletano acquisito come Marekiaro. Contro la compagine ligure anche l’ultima gara in Serie A, davanti a pochi intimi e sciorinando la solita prestazione sontuosa, con un lancio da 50 metri per Callejon che apre la strada alla rete messa poi a segno con precisione chirurgica dall’ariete Arek Milik.
Non può essere un addio, ma soltanto un arrivederci. Perché Marek ha Napoli nel sangue, esempio di attaccamento alla maglia e modello per tanti giovani che si sono avvicinati al calcio grazie alle sue eroiche gesta. La memoria scorre veloce, e come in un flashback sono 3 i momenti più belli che balzano immediatamente agli occhi, ripercorrendo alla velocità della luce una carriera densissima di perle balistiche si straordinaria bellezza. La prima, storica tripletta in carriera, messa a segno sul campo del Bologna il 4 febbraio 2017. Un hat-trick d’autore, con il Napoli che tornò dall’Emilia con 3 punti importanti ed un 7-1 schiacciante che non ammise alcuna replica. Quindi il coast to coast del maggio 2008, quando ubriacò di finte e giocate sopraffine la difesa del Milan di Ancelotti, ed infilò Kalac in una gara che vide i partenopei trionfare per 3-1 estromettendo di fatto i rossoneri dalla qualificazione alla successiva edizione di Champions League. Infine il gol più decisivo. Quello dell’appuntamento con la storia. La finale di Coppa Italia all’Olimpico di Roma contro la Juventus: allo scadere Hamsik sigla la rete del raddoppio mettendo l’ombrellino sul long drink ad una prestazione dal livello qualitativo impressionante.
Sull’argomento è entrato inevitabilmente anche il presidente Aurelio de Laurentiis, intervenuto all’Hotel Vesuvio in occasione della conferenza stampa di presentazione del nuovo accordo con la città di Dimaro per il romitaggio estivo. “Ho già detto in passato no al suo trasferimento a Inter prima, Milan e Juventus poi. Allegri lo stimava tantissimo quando allenava il Milan, e cercò in tutti i modi di convincerlo poi a vestire la maglia della Juventus. Mi aveva già chiesto di andare in Cina la scorsa estate, ma da quelle parti il mercato è più in fermento in questi giorni. In questo momento siamo completi a centrocampo, Ancelotti ha dato il placet, per cui potrà fare questa nuova esperienza. Marek è la nostra storia, e saremo sempre felici di riaccoglierlo appena vorrà”
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.