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Pragmatico. Userei questo aggettivo per definire Luciano Spalletti. Nelle sue passate esperienze si è dimostrato capace di modellare il proprio gioco attorno a quello che ha a disposizione. Il valore della rosa azzurra è ambiguo. C'è chi dice che poteva lottare per lo Scudetto e chi che è normale sia finita fuori dalle prime quattro posizioni. In certi frangenti della passata stagione i senatori della squadra, a parte Insigne, sono sembrati meno importanti del solito, e la squadra ha migliorato in modo drastico il proprio rendimento quando i più giovani, penso a Victor Osimhen, Matteo Politano, Hirving Lozano e Fabian Ruiz, hanno giocato bene. Questi sembrano essere molto adatti a Spalletti, in particolare il nigeriano per il suo istinto a muoversi in profondità. Per rimanere competitivo il Napoli non dovrà vendere i giocatori più importanti. Chi non bisogna vendere? In primis, Koulibaly. Il tecnico ha già espresso quanto sia importante anche per lui. Sembra ci sia qualche interesse del PSG e di alcune squadre inglesi. Ma, rimpiazzare uno della sua importanza sia in campo che fuori è quasi impossibile... In difesa serve un terzino sinistro, il preferito resta Pervis Estupiñán del Villarreal. Nonostante le dolci parole dette da Emerson in queste ultime ore, l'affare sembra ormai sfumato, a meno che il Chelsea non decida di venire incontro alle richieste azzurre.
Infine, non dimentichiamoci di Lorenzo Insigne. Anche nei suoi confronti Spalletti ha già avuto parole dolci. Accanto a lui sia Lozano che Osimhen rappresentano ciò che piace al tecnico: punte molto fisiche e verticali con un istinto spiccato per i tagli senza il pallone. In carriera ha dimostrato più di saper valorizzare i giocatori di questo tipo. Politano e Petagna rappresentano alternative di alto livello.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.