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Napoli-Carpi 5-1. Partita sontuosa del Napoli che disegna il campo con geometrie perfette. In gol Allan, Inglese, Callejon, Verdi e Vinicius

Marek Hamsik straordinario direttore d'orchestra nel ruolo nuovo di play basso

tempo di lettura: 4 min
di Giovanni Minieri
23/07/2018 10:02:06
Napoli-Carpi 5-1. Partita sontuosa del Napoli che disegna il campo con geometrie perfette. In gol Allan, Inglese, Callejon, Verdi e Vinicius

Foto Ssc Napoli

Si alza il quoziente di difficoltà per il nuovo Napoli di Ancelotti, che dopo il poker rifilato al Gozzano cerca nuove certezze al cospetto del Carpi, undicesimo nell’ultimo campionato cadetto a 8 punti dalla zona play-off. Esame superato a pieni voti, con un pokerissimo reso ancor più trionfale da una prestazione corale di altissimo livello che ha visto i partenopei padroni assoluti del match con un possesso palla vicino all’80%.


Modulo che vince non si cambia. Il 4-3-3 è indice di continuità, seppur con qualche fisiologica variazione sul tema. L’ex tecnico del Real Madrid conferma per 8/11 la squadra scesa in campo nella prima amichevole stagionale. Confermata la difesa formata da Hysaj, Albiol, Maksimovic e Luperto a difesa del portiere greco Karnezis. In regia comincia Diawara (rifiata Hamsik) scortato da Rog (in luogo di Grassi) mentre Fabián è espressione di tecnica sopraffina e perciò perno insostituibile di un meccanismo che inizia già ad essere perfetto. Per il talento andaluso va registrato soltanto un cambio di latitudine, gravitando sul centrosinistra. Al centro dell’attacco c’è Inglese, con Ounas al posto del febbricitante Callejon e lo scugnizzo Lorenzo Insigne lungo la corsia sinistra. Un 4-3-3 in evoluzione verso il 4-3-2-1, con gli esterni alti in movimento più centrale tra le linee per favorire i dialoghi con la punta che si abbassa e le mezzali, ed i terzini avanzatissimi per un baricentro  costantemente alto.


Pronti-via ed il Napoli è già in vantaggio. Il direttore di gara concede il vantaggio dopo un fallo su Inglese, palla a Insigne che serve Allan: diagonale chirurgico e palla nell’angolino basso alla destra del portiere emiliano. Poco dopo Ounas è un fulmine, lascia sul posto il proprio marcatore e da posizione defilata impegnata severamente Colombi. Diawara calcia debolmente tra le braccia del portiere, poi Ancelotti cambia le carte in tavola invertendo gli esterni e provando così a disorientare la retroguardia carpigiana. Al 35’ Insigne chiude una triangolazione nello stretto con Inglese: pennellata per Fabián sulla cui bordata a colpo sicuro si immola Jelenic. Poco dopo Colombi si oppone ad un’insidiosa conclusione di Ounas dalla lunga distanza. Il Napoli domina, e per la rete del raddoppio è soltanto questione di tempo. Minuto 38. Ounas allarga sulla destra per la sovrapposizione di Hysaj, cross teso per Inglese, che da centravanti vero protegge la sfera con il corpo prima di eludere la marcatura per silurare Colombi con un potente diagonale da pochi metri. Karnezis scalda per la prima volta i guantoni al 42’ con una parata plastica su Jelenic, quindi il velo di insigne libera Diawara, il cui interno destro a giro è da dimenticare.

Nella ripresa Ancelotti sperimenta alcune varianti tattiche che potrebbero rivelarsi utili a campionato in corso. I polmoni di Allan sono talmente grandi da permettergli di disimpegnarsi da terzino destro con un moto perpetuo che non conosce fatica. Hysaj trasloca sull’out opposto mentre Tonelli va a formare con Albiol la cerniera difensiva. Capitan Hamsik va a disegnare calcio da play basso, Rog agisce da mezzala destra, mentre a turno Verdi ed Insigne si scambiano il ruolo di falso 9 con Callejón pronto sempre a tagliare in due la difesa avversaria come un coltello rovente nel burro. Rog prova a far male, mentre al 58’ inizia il Marek Hamsik show con un gioiello per il taglio di Insigne che prova a sorprendere l’estremo difensore con un delizioso tocco di esterno. 60 secondi più tardi Fabián fa la barba al palo, quindi Colombi con un magnifico colpo di reni salva sul cucchiaio di Callejon destinato in fondo al sacco. Al 66’ i partenopei calano il tris. Insigne trova a memoria il movimento di Callejon a tagliare l’area di rigore: diagonale sul palo lungo senza appello. Girandola di sostituzioni, e tante idee da studiare giorno dopo giorno. Hysaj finisce addirittura al centro della difesa, con il primavera D’Ignazio sulla sinistra a formare una catena con Grassi e Verdi mentre Vinicius si impossessa dell’area piccola con la sua mole imponente. Al 73’ Hamsik batte velocemente un calcio di punizione trovando Callejon sulla corsa: palla al centro per l’accorrente Verdi che da due passi non può fallire. Il capitano continua a dipingere calcio. Verticalizzazione improvvisa con un lancio di 40 metri per Grassi, servizio al millimetro per Vinicius che non perdona. Il Napoli allenta la tensione, e nel finale subisce il gol della bandiera con una perentoria inzuccata di Piu lasciato troppo libero di girare verso la porta di Karnezis. Tante le risposte positive nelle tiepida serata trentina, da confermare domenica 29 quando terrà banco la sfida con il Chievo, per un anticipo di Serie A a poco meno di un mese dall’inizio della nuova stagione ufficiale.

 

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