Tanti spunti di discussione interessanti nell’intervento del mister Carlo Ancelotti nell’ambito dell’evento Luiss Talk Sport 4.0 presso l’Università Luiss di Roma
IL RITORNO IN ITALIA. “Tornare in Italia è stato molto bello. La prima cosa nel lavoro di un allenatore è trasmettere emozioni attraverso il linguaggio, ed è indiscutibile che lavorare nel proprio paese è un vantaggio poiché si può avere un dialogo diretto. A livello ambientale l’Italia è purtroppo molto indietro rispetto al resto del mondo. Tuttavia ultimamente si stanno smuovendo un po’ gli animi, ci sono state sollevazioni generali e questo è un buon punto di partenza. Qualcosa è migliorato, c’è piena consapevolezza che il razzismo sia qualcosa di totalmente sciocco e vada combattuto e risolto quanto prima”
NAPOLI NEL LIMBO? "Non credo si possa affermare che il Napoli si trovi nel limbo. A parte la Juventus che sta facendo cose straordinarie negli ultimi anni, se gli azzurri occupano il limbo, cosa dovremmo dire riguardo le altre squadre? Magari sta mancando il risultato sportivo importante, ma il Napoli da 15 anni sta facendo passi da gigante: sempre ai vertici del calcio italiano, e tra le migliori compagini d’Europa. C’è una società sana, con un progetto ben delineato e che investe tenendo conto dei ricavi. Se ho scelto il Napoli è perché condivido il programma a medio-lungo termine: c’è la voglia di investire su giovani tecnicamente promettente, e sono certo che i risultati arriveranno presto".
IL RUOLO DELLA STATISTICA NEL CALCIO. "La statistica è un elemento fondamentale nel calcio. Esistono apparecchiature avanzate che ti permettono di capire cosa debba fare un calciatore sul terreno di gioco. In base ai numeri siamo in grado di scegliere i carichi di lavoro più opportuni. Sui dati legati agli aspetti tecnici nutro ancora qualche perplessità: maggior numero di possesso palla o passaggi non ti garantisce la vittoria, così come preferisco un calciatore che prova una verticalizzazione con il rischio di sbagliarla, piuttosto che un altro il 90% di passaggi riusciti, ma tutti in orizzontale".
IPOTESI NAZIONALE. "Ho avuto un contatto con la Nazionale in questo stesso periodo dell’anno scorso, ma avevo ancora voglia di lavorare tutti i giorni sul campo, ed ho quindi declinato l’invito. Il giorno dopo ho incontrato il Napoli, e l’accordo è stato trovato piuttosto in fretta".
CAMBIO TATTICO. "Ho trovato una squadra che conosceva perfettamente tante cose, tra cui una linea difensiva fatta benissimo. Non ho mai imposto nulla, ma attraverso il dialogo abbiamo deciso di cambiare qualcosa perché a mio parere con il 4-4-2 si aggredisce meglio in avanti. Ho chiesto la disponibilità dei ragazzi, soprattutto dei centrocampisti, e me l’hanno subito data perché provare qualcosa di nuovo dà sempre ulteriori motivazioni".
NUOVO RECORD DI PERMANENZA A NAPOLI "Non credo cambi tantissimo il modo di allenare all’estero. La metodologia è sempre la stessa, forse cambia semplicemente l’ambiente con la sua pressione. In questo il Real Madrid era primo per distacco. Non saprei definire l’esperienza più bella, sono state tutte bellissime, forse cambia il tempo di permanenza. A Milano sono stato 8 anni, e voglio provare a battere questo record a Napoli".
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.