Foto Ssc Napoli
Uno stadio all’altezza della squadra di calcio che sta elevando Napoli a grande potenza del calcio mondiale. È questa l’annosa questione che si ripropone ciclicamente quando gli impegni in Champions League rendono manifesta l’arretratezza italiana per quanto riguarda gli impianti sportivi. Il grande dilemma sembra essere stato finalmente risolto dal presidente Aurelio De Laurentiis, intervenuto insieme al medico sociale Alfonso De Nicola presso l’Unione Industriale per il convegno: “Andro Day: percorso di salute al maschile”. Stadio nuovo o riqualificazione dello storico impianto di Fuorigrotta? Il patron azzurro si sbilancia, e vira verso la seconda soluzione strizzando l’occhio sia alla casa comunale che ad una tifoseria storicamente affezionata a quel tempio dove Diego Armando Maradona ha vinto due Scudetti ed una Coppa Uefa. “Impiegherei pochissimo tempo ad acquisire un terreno, e non più di un anno e mezzo per mettere su un nuovo stadio. Ma il San Paolo è il tempio di Maradona, emblema di un passato glorioso che non ho alcuna voglia di dimenticare”. Parole non banali. Una mano virtualmente allungata per coordinare un progetto congiunto mirato a rendere l’impianto di Fuorigrotta fruibile 24 ore su 24 e non solo nel corso di gare ufficiali. I lavori procedono (seppur a rilento) secondo la tabella di marcia stilata dal commissario per le Universiadi, interessando inizialmente l’illuminazione ed i servizi igienici. Poi toccherà alla pista di atletica, e successivamente un restyling dei sediolini ormai vecchi e obsoleti. “Il problema stadio è piuttosto complesso. La Regione voleva finanziare soltanto la pista, ma poi ho chiesto al Governatore di aumentare la portata dell’investimento installando dei sediolini totalmente nuovi. Non vorrei però che si procedesse ai lavori nel corso della stagione sportiva, perché ci auguriamo di prolungare notevolmente la nostra permanenza europea e non abbiamo bisogno di altri tipi di ostacoli extra-sportivi. Il Comune non fa nulla per il San Paolo dal 1990, quando sono stati effettuati diversi lavori e tanti miliardi sono spariti senza che nessuno abbia pagato alcuna conseguenza. Siamo lontani ad esempio dal fatturato di un Psg perché all’interno dello stadio non è al momento possibile predisporre alcun tipo di attività”.
Immancabile una considerazione sul mercato, pur senza sbottonarsi: “Interverrò sul mercato a gennaio, ma non posso rivelare in quale reparto". Per la corsa al titolo è una lotta impari: il Napoli ha scalato tutte le classifiche posizionandosi al 19° posto tra le squadre di tutto il mondo, tuttavia la distanza in termini di fatturato con la Juventus resta difficilissima da colmare. “Non so se a fine campionato saremo davanti a bianconeri. Il fatturato incide troppo sui risultati, e probabilmente se potessi contare su tali numeri avrei vinto anch’io una decina di Scudetti di fila. Napoli rappresenta un modello virtuoso, non ha debiti con le banche, ed è già un ottimo risultato essere andati vicini ad un risultato storico”. Svelato un progetto per il futuro. “Probabilmente comprerò una squadra inglese, ma tutto è ancora da definirsi”
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