FIGC
E' in corso presso il Tribunale Federale Nazionale della Figc il processo sportivo sul caso plusvalenze. Undici sono i club tra Serie A, Serie B, Lega Pro e anche alcuni club falliti e sessantuno dirigenti. Tra i club di massima serie ci sono Juve, Napoli, Genoa e Sampdoria.
Per il Napoli sono stati chiesti 11 mesi e 5 giorni per il presidente De Laurentiis, 6 mesi e 10 per la moglie, il figlio Edoardo e la figlia Valentina, per Chiavelli 9 mesi e 15 giorni, mentre per il club 329 mila euro di ammenda. Per la Juve, invece, sono stati chiesti 16 mesi e 10 giorni di inibizione per Paratici, firmatario di 32 contratti con valutazioni giudicate gonfiate, 6 mesi e 20 giorni per Cherubini, 12 mesi per Agnelli, 8 mesi sia per Nedved che per Arrivabene. Per la società chiesta invece una multa da 800 mila euro.
Tra le società coinvolte ci sono anche i due club liguri: Genoa e Sampdoria. Per la prima è stata richiesta un'ammenda di 320.000 a cui si aggiunge la squalifica per 6 mesi e 10 giorni dell'ex patron Enrico Preziosi, Giovanni Blondet e Diodato Abagnara, 10 mesi e 15 per l'ex Zarbano. Mentre, per la seconda si chiede una multa di 195.000 euro e inibizioni per 12 mesi l'ex presidente Massimo Ferrero, 8 mesi e 20 giorni per Massimo Ienca, 7 mesi per Antonio Romei e a seguire 8 mesi per Paolo Repetto, Gianluca Tognozzi, Giovanni invernizzi, Paolo Fiorentino e 6 mesi e 20 giorni per Giuseppe Profiti, Enrico Castanini, Gianluca Vidal, Adolfo Praga. Richiesta di sanzione da 42.000 per l'Empoli e di squalifiche per 11 mesi e 5 giorni per il presidente Fabrizio Corsi, 7 mesi e 20 giorni per la figlia Rebecca, 6 mesi e 10 giorni per il ds Pietro Accardi, 11 mesi e 25 giorni per Francesco Ghelfi.
Il processo andrà avanti giovedì e venerdì con le sentenze che arriveranno probabilmente subito dopo Pasqua. I tempi sono particolarmente veloci, anche grazie al nuovo Codice di giustizia sportiva varato dalla Federcalcio. Dopo il primo grado, la sentenza della Corte sportiva d’appello è attesa già per metà maggio o comunque prima della fine della stagione agonistica, per poi attendere l’ultimo grado sportivo, davanti al Collegio di garanzia presso il Coni.
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