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Venezuela, Rodriguez a Trump: 'Lavoriamo insieme per la pace e il dialogo'

La presidente ad interim venezuelana presiede la sua prima riunione di gabinetto e risponde al presidente Usa. Il presidente colombiano Petro: 'Io narcotrafficante? Accusa falsa'

tempo di lettura: 6 min
di Ansa
05/01/2026 09:51:23

Maduro atteso oggi davanti a un giudice federale a New York, per le accuse formali Usa a suo carico. Rodríguez nominata presidente ad interim, già avvertita da Trump: "Siamo noi ad avere il controllo del Venezuela" e ci sarà un secondo attacco se Caracas non si comporterà come richiesto, dice il tycoon. E minaccia anche Colombia e Messico. Poi insiste: "Abbiamo bisogno della Groenlandia" per la sicurezza degli Usa. E per l'Iran ci sarà un "colpo durissimo" se Teheran ucciderà i manifestanti. Trump sentirà oggi Erdogan.

Conversazione telefonica tra la Meloni e la leader dell'opposizione e premio Nobel per la pace Machado sulle prospettive di una transizione pacifica e democratica in Venezuela. "È stato condiviso come l'uscita di scena di Maduro apra una nuova pagina di speranza per la popolazione", afferma Palazzo Chigi. "Nessuno avrà nostalgia di Maduro ma per la Lega la strada maestra per deve tornare a essere la diplomazia", interviene Salvini.
09:25

Sanchez, 'la situazione in Venezuela va risolta per via pacifica'
 "La situazione in Venezuela deve risolversi esclusivamente per vie pacifiche, mediante il dialogo, il negoziato e il rispetto della volontà del popolo venezuelano in tutte le sue espressioni, senza ingerenze esterne e nel rispetto del diritto internazionale". E' il messaggio postato su X dal premier spagnolo Pedro Sanchez .
Il leader socialista ricorda che "il Governo della Spagna, assieme ai Governi di Brasile, Cile, Colombia, Uruguay e Messico, hanno espresso in un comunicato congiunto la preoccupazione rispetto ai fatti avvenuti in Venezuela".
Nella nota, i sei Paesi hanno respinto "le azioni militari eseguite unilateralmente nel territorio del Venezuela", che "contravvengono principi fondamentali del diritto internazionale, in particolare il divieto dell'uso e la minaccia della forza, il rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale degli Stati". 
09:18

Tajani, 'per Trentini stiamo tentando il possibile e l'impossibile'
 Sulla liberazione di Alberto Trentini "fino a ieri sera ho parlato con il nostro ambasciatore a Caracas, stiamo lavorando e stiamo tentando il possibile e l'impossibile. Speriamo che con Rodriguez il dialogo sia più facile per riportare a casa una persona che non ha fatto del male". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato da Rtl 102.5.
"Dobbiamo garantire la nostra comunità e la liberazione dei prigionieri politici italiani, che sono una ventina, e quella di Trentini che è stato l'ultimo. Siamo fortemente impegnati per riportarli a casa. Anche gli altri sono detenuti politici - ha sottolineato il ministro - Non perché abbiano commesso alcun male". 
09:21

Tajani, 'intervento in Venezuela legittimo, emergerà dal processo'
 "Riteniamo che gli interventi militari non siano idonei a risolvere le questioni ma è legittimo l'intervento Usa in Venezuela vista la minaccia che loro intravedevano, e questo emergerà nel processo a Maduro visto anche il supertestimone dei servizi venezuelani". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervistato da Rtl 102.5.
"Il narcotraffico - ha detto ancora - è anche uno strumento per attaccare altri Paesi. Da questo punto di vista per tutelare la propria sicurezza l'intervento è legittimo. Ora si lavori per una transizione democratica, per lo stato di diritto. Sono stati pochi quelli in questi anni che hanno denunciato la dittatura di Maduro. Noi l'abbiamo sempre fatto. Altri hanno sottovalutato il regime di Maduro, oggi il Venezuela è più libero". 

Alla domanda se l'intervento militare americano in Venezuela potesse dar vita a una escalation anche su altri scenari internazionali, come la Cina su Taiwan, il ministro ha risposto che "le cose vanno nettamente tenute distinte, il narcotraffico è un fatto particolare e riguarda quella parte dell'America Latina, dal Venezuela alla Colombia, dove ci sono terroristi che si armano grazie al narcotraffico". 
09:20

Cina, 'nostri interessi in Venezuela saranno protetti dalla legge'
 La Cina ha assicurato che i suoi "interessi" in Venezuela "saranno protetti dalla legge", in merito al robusto export di petrolio dal Paese caraibico verso il Dragone dopo il blitz militare Usa che nel weekend ha portato all'arresto del presidente Nicolas Maduro.
el briefing quotidiano, il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian ha ribadito la contrarietà di Pechino "all'uso della forza nelle relazioni internazionali" da parte degli Usa che allo stato rischia di minare la pace in America Latina. Lin ha inoltre espresso il pieno sostegno cinese alla riunione odierna del Consiglio di Sicurezza dell'Onu dedicata al Venezuela. 
08:57

Il presidente colombiano Petro: 'Io narcotrafficante? Da Trump accusa falsa'
 Il presidente colombiano Gustavo Petro ha respinto le parole del suo omologo americano Donald Trump, che lo aveva avvertito di "guardarsi le spalle" dopo l'operazione militare a Caracas con la quale è stato catturato Nicolás Maduro.
"La sua punizione è quella di accusarmi falsamente di essere un narcotrafficante e di possedere fabbriche di cocaina", ha scritto Petro su X, in un messaggio in cui afferma di non essere mai stato menzionato in alcuna indagine giudiziaria relativa al narcotraffico.  Petro è stato uno dei primi leader della regione a parlare dopo l'operazione a Caracas. Il presidente progressista colombiano ha dichiarato che il suo governo "respinge l'aggressione alla sovranità del Venezuela e dell'America Latina" e ha chiesto pace e dialogo. "I conflitti interni tra i popoli vengono risolti dai popoli stessi in pace", ha aggiunto. 
08:44

Rodriguez a Trump, 'lavoriamo insieme per la pace e il dialogo'
Nel suo primo messaggio da presidente ad interim del Venezuela dopo la cattura di Nicolás Maduro, Delcy Rodríguez si è rivolta al presidente degli Stati Uniti Donald Trump invitandolo a "lavorare insieme" e invocando un rapporto rispettoso tra i due Paesi, caratterizzato da "pace e dialogo, non guerra". Rodríguez ha lanciato questo appello dopo aver presieduto la sua prima riunione di gabinetto.
    "Presidente Donald Trump - ha affermato Rodríguez nel suo messaggio, trasmesso sul suo canale Telegram ufficiale - il nostro popolo e la nostra regione meritano pace e dialogo, non guerra. Questa è sempre stata la posizione del presidente Nicolás Maduro, ed è la posizione di tutto il Venezuela in questo momento".
    "Il nostro Paese aspira a vivere senza minacce esterne, in un clima di rispetto e cooperazione internazionale - ha detto ancora - Crediamo che la pace globale si costruisca garantendo innanzitutto la pace di ogni nazione. Invitiamo il governo degli Stati Uniti a lavorare insieme su un programma di cooperazione, orientato allo sviluppo condiviso, nel quadro del diritto internazionale, e a rafforzare una duratura convivenza comunitaria", ha dichiarato la presidente ad interim. 

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