La manovra economica per il 2027 accende subito lo scontro politico e sindacale. A poche ore dalla pubblicazione del testo ufficiale, le critiche si concentrano soprattutto sulla riduzione degli organici della scuola, sulle pensioni e sulle risorse destinate alla sanità.
Il provvedimento prevede 4.925 posti in meno per il personale docente e 2.049 per il personale Ata, per un totale di 6.974 unità a partire dall’anno scolastico 2027/2028. La misura dovrebbe produrre risparmi pari a circa 84 milioni di euro nel 2027 e quasi 252 milioni annui dal 2028.
Una scelta contestata da opposizioni e sindacati, che chiedono al governo di ritirare il provvedimento e di aprire un confronto. Il Partito Democratico denuncia una manovra che, per fare cassa, colpisce l’istruzione pubblica. Il Movimento 5 Stelle parla di una «vergogna assoluta», mentre Alleanza Verdi e Sinistra definisce la legge di bilancio «la finanziaria dei ricchi».
Anche la Cisl esprime netta contrarietà ai tagli e sollecita un confronto immediato con l’esecutivo. La segretaria generale Daniela Fumarola sottolinea la necessità di investimenti e personale, soprattutto di fronte alle difficoltà delle scuole e alle crescenti povertà educative.
La Cgil estende invece la critica all’intero impianto della manovra, giudicandola insufficiente rispetto all’inflazione, alla perdita di potere d’acquisto e all’emergenza energetica. Il sindacato conferma la mobilitazione e lo sciopero del 20 novembre.
Asili nido e pensioni, altre misure contestate
Nel dibattito entra anche la revisione del riparto dei fondi per gli asili nido. La manovra introduce per il 2027 la possibilità di riassegnare eventuali risorse eccedenti, sulla base della riduzione della popolazione nella fascia d’età interessata. Secondo la relazione tecnica, il calo delle nascite potrebbe consentire di raggiungere gli obiettivi di copertura con una quantità inferiore di risorse.
Le opposizioni contestano però l’impostazione complessiva delle politiche per l’infanzia, accusando il governo di intervenire sui finanziamenti invece di rafforzare i servizi.
Sul fronte previdenziale, il testo prevede una stretta sulla rivalutazione delle pensioni. L’indicizzazione piena all’inflazione resterebbe riconosciuta agli assegni fino a quattro volte il trattamento minimo Inps, mentre per quelli superiori si applicherebbero percentuali progressivamente ridotte.
La relazione tecnica stima risparmi lordi per 14,2 miliardi di euro nell’arco di dieci anni, pari a 8,5 miliardi al netto degli effetti fiscali. Nel triennio 2027-2029 il risparmio sarebbe di circa 1,476 miliardi l’anno al lordo delle imposte.
Una misura che alimenta le critiche delle opposizioni, secondo cui la manovra riduce il sostegno a lavoratori e pensionati in una fase caratterizzata da prezzi elevati e salari sotto pressione.
Irpef e banche, il governo difende le scelte
Tra le misure principali della legge di bilancio c’è il taglio dell’Irpef per il ceto medio. La seconda aliquota scende al 33% e viene estesa fino a 55mila euro di reddito, coinvolgendo circa 3,2 milioni di contribuenti. L’intervento, tuttavia, è previsto soltanto per il 2027.
Per gli autonomi viene confermata l’estensione della flat tax fino a 100mila euro, con l’applicazione dell’Iva oltre la soglia degli 85mila euro.
Resta centrale anche il contributo richiesto al settore finanziario. Secondo le stime della relazione tecnica, banche e assicurazioni dovrebbero garantire circa 5,8 miliardi di euro nel 2027, attraverso diverse misure fiscali, tra cui l’aumento dell’addizionale Ires, modifiche al regime delle imposte differite attive e il raddoppio della Tobin Tax.
Il vicepremier Matteo Salvini mantiene alta la pressione sul comparto bancario e non esclude ulteriori interventi durante l’esame parlamentare. «Se il Parlamento riterrà che si possa chiedere, fare, ottenere anche qualcosa in più, il Parlamento è sovrano», è la posizione espressa dal leader della Lega, che propone di destinare eventuali maggiori entrate a famiglie, lavoratori e pensionati.
La manovra prevede inoltre un aumento di cinque punti dell’aliquota Irap per le società energetiche per due anni.
Sanità e Regioni chiedono più risorse
Tra i fronti di tensione c’è anche quello della sanità. Le Regioni ritengono insufficienti le risorse previste e chiedono garanzie sulla sostenibilità dei servizi, mentre il confronto con il governo si prepara a entrare nel vivo durante la sessione di bilancio.
Il testo contempla inoltre una revisione della spesa dei ministeri, con tagli complessivi stimati in circa 4,7 miliardi nel triennio 2027-2029. Le riduzioni previste ammontano a 1,62 miliardi nel 2027, 1,23 miliardi nel 2028 e 1,84 miliardi nel 2029.
Il Parlamento prepara le modifiche
Con l’avvio della sessione di bilancio, il confronto si sposta ora nelle Camere. Per le modifiche parlamentari è previsto un fondo di 120 milioni di euro per il 2027 e altrettanti per il 2028.
Salvini difende il lavoro svolto dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, ma lascia aperta la possibilità di interventi correttivi. Anche altri temi, dalla previdenza dedicata per le forze dell’ordine alle misure fiscali, potrebbero essere oggetto di emendamenti.
La manovra si presenta dunque al Parlamento con un quadro già segnato da forti contrapposizioni: da una parte il governo rivendica gli interventi fiscali e il contributo chiesto ai grandi comparti economici, dall’altra opposizioni e sindacati contestano i risparmi su scuola e pensioni e chiedono maggiori investimenti nei servizi pubblici.
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