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Incidente mortale con auto a targa polacca e senza assicurazione: dovrà risarcire 2,4 milioni di euro

Il sinistro è avvenuto in Italia. L'automobilista era alla guida di una BMW immatricolata in Polonia ma priva di copertura assicurativa. Il PBUK ha risarcito i danneggiati e ora chiede al responsabile la restituzione della somma

tempo di lettura: 3 min
25/09/2026 12:09:38
Incidente mortale con auto a targa polacca e senza assicurazione: dovrà risarcire 2,4 milioni di euro

ph pixabay free use non associata alla notizia

Un incidente mortale avvenuto in Italia si è trasformato in una richiesta di risarcimento da 2,4 milioni di euro nei confronti dell'automobilista responsabile del sinistro. Al momento si tratta della più alta azione di rivalsa mai gestita dal PBUK, l'Ufficio degli assicuratori polacchi, chiamato a intervenire perché il veicolo coinvolto, immatricolato in Polonia, era privo di una copertura assicurativa valida.
La vicenda, riportata da Fanpage sulla base delle informazioni diffuse dal PBUK e dalla stampa polacca, riguarda un incidente avvenuto oltre cinque anni fa in Italia. L'automobilista era alla guida di una BMW 320d del 1999 con targa polacca quando investì un pedone, provocandone la morte.

Il risarcimento e la rivalsa
La cifra richiesta dal PBUK ammonta a 10,22 milioni di zloty, equivalenti a poco meno di 2,4 milioni di euro. L'importo comprende il risarcimento corrisposto alle persone aventi diritto in relazione all'incidente.
Il meccanismo previsto per questo tipo di situazioni è particolarmente rilevante: quando un veicolo immatricolato in Polonia provoca un incidente in un altro Paese e risulta privo di assicurazione, il sistema assicurativo polacco può intervenire per garantire il risarcimento alle vittime. Successivamente, però, l'ente può rivalersi direttamente sul responsabile del sinistro per recuperare quanto pagato.
In altre parole, l'assenza di una polizza non elimina l'obbligo di risarcire i danni: il costo può ricadere direttamente sull'automobilista responsabile.

Il caso si inserisce nel fenomeno delle targhe polacche
La vicenda riaccende i riflettori sul fenomeno delle auto con targa polacca utilizzate in Italia, particolarmente diffuso nell'area di Napoli e provincia.
Secondo quanto riferito dal PBUK, in Italia sono state avviate oltre 500 azioni di rivalsa nei confronti di automobilisti coinvolti in incidenti con veicoli immatricolati in Polonia.
Il sistema, in molti casi, nasce dal trasferimento formale della proprietà del veicolo a società polacche. L'automobile viene quindi utilizzata in Italia attraverso formule di noleggio. Una soluzione che, secondo le ricostruzioni riportate dalla stampa, consente di ridurre alcuni costi legati alla gestione del veicolo e soprattutto alla polizza assicurativa.
Il fenomeno ha assunto dimensioni significative soprattutto nell'area napoletana, tanto da attirare l'attenzione anche delle autorità polacche.

Il problema della copertura assicurativa
Uno degli aspetti più delicati riguarda proprio la validità della polizza. Secondo il PBUK, può accadere che l'assicurazione venga stipulata inizialmente ma non venga rinnovata negli anni successivi, lasciando il proprietario o utilizzatore del veicolo privo di copertura.
Il conducente potrebbe quindi continuare a utilizzare l'automobile ritenendo di essere regolarmente assicurato, salvo scoprire la mancanza della copertura soltanto dopo un incidente.
In questi casi, il sistema di garanzia consente comunque di tutelare le vittime, ma il responsabile può successivamente essere chiamato a restituire integralmente le somme versate.

Un precedente da 1,3 milioni di euro
Quello dei 2,4 milioni non è l'unico caso di maxi-rivalsa legato a un veicolo con targa polacca.
Nei giorni scorsi era emersa un'altra vicenda relativa a un incidente mortale provocato in Italia da una Fiat Panda con targa polacca e senza assicurazione. In quel caso il PBUK aveva liquidato circa 1,3 milioni di euro, chiedendo poi il rimborso al responsabile.
Il nuovo caso porta dunque a un livello ancora più elevato le somme richieste e, secondo quanto riportato dal PBUK, rappresenta il record per un'azione di rivalsa.

La vicenda mette così in evidenza le conseguenze economiche che possono derivare dall'utilizzo di un veicolo privo di assicurazione: dietro il risparmio ottenuto evitando il pagamento della polizza può infatti nascondersi un'esposizione economica potenzialmente milionaria in caso di incidente grave.

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