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'Hamas ha accettato la proposta degli Usa per il cessate il fuoco'

Annuncio dell'Egitto, 'ora aspettiamo la risposta di Israele'. Netanyahu: 'Cessate il fuoco temporaneo per il rilascio degli ostaggi'

tempo di lettura: 7 min
di Ansa
03/06/2024 14:54:25

"Hamas ha accolto positivamente la proposta di cessate il fuoco a Gaza e ora aspettiamo la risposta di Israele". Lo ha detto il ministro egiziano degli Esteri Sameh Shoukry, oggi in visita a Madrid. 
"La proposta di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e di scambio di prigionieri e detenuti deve essere accettata. Le prime dichiarazioni di Hamas indicano che ha accolto positivamente la proposta di accordo e ora aspettiamo la risposta israeliana", ha detto Shoukry durante una conferenza stampa con il suo omologo spagnolo, José Manuel Albares, sottolineando che "la guerra nella Striscia di Gaza espone la regione al caos e le pratiche di Israele violano il diritto internazionale".

Il ministro egiziano ha apprezzato "la posizione della Spagna a favore della causa palestinese, soprattutto dopo il riconoscimento dello Stato di Palestina". "Dobbiamo rispettare le regole del diritto internazionale, rispettare le decisioni della Corte internazionale di giustizia e preservare il sistema di azione multilaterale internazionale", ha aggiunto, nella consapevolezza che "la guerra nella Striscia di Gaza ha avuto ripercussioni catastrofiche sul popolo palestinese" fino a rendere il territorio "invivibile".

    "Speriamo di risolvere la causa palestinese sulla base della soluzione dei due Stati e della creazione di uno Stato palestinese ai confini del 1967 con Gerusalemme-Est come capitale". "La posizione egiziana è chiara nel respingere la presenza israeliana sul lato palestinese del valico di Rafah", ha proseguito, precisando che "il trattato di pace con Israele è importante e va rispettato" e che "è difficile ripristinare il valico di Rafah senza un'amministrazione palestinese dall'altra parte". 

    Il ministro egiziano ha anche ribadito che il Cairo si oppone a una presenza israeliana alla frontiera di Rafah, fra la penisola egiziana del Sinai e la Striscia di Gaza. "E' difficile che il passo di Rafah continui a funzionare senza un'amministrazione palestinese", ha rilevato Shoukry. 

     "Spagna ed Egitto lavorano assieme per aprire tutti i passaggi terrestri per fare entrare gli aiuti umanitari alla popolazione di Gaza", ha sottolineato da parte sua Albares, rilevando "la delicata situazione in cui si trova l'Egitto come conseguenza dell'offensiva di Israele su Rafah, dove deve cessare il fuoco, come esige la Corte Internazionale di Giustizia", ha osservato.

    Il capo della diplomazia spagnola ha ringraziato il governo del Cairo per "gli sforzi per arrivare a un accordo sul cessate il fuoco immediato, la liberazione degli ostaggi" nella mani di Hamas, e "per fare arrivare gli aiuti a Gaza e porre fine a una sofferenza insopportabile, della popolazione". Albares ribadito che Madrid appoggia "la proposta del presidente Biden" e ha assicurato che la Spagna, che ha riconosciuto lo Stato di Palestina, "lavora con l'Egitto per una pace duratura" nella regione.

    Il premier israeliano Benyamin Netanyhau, da parte sua, ha confermato che "l'accordo proposto include un cessate il fuoco temporaneo per il rilascio degli ostaggi". Poi, citato dai media, ha aggiunto che lo schema presentato da Biden "è parziale perché ci sono altri dettagli che non sono stati pubblicati". "La guerra - ha tuttavia precisato - verrà fermata allo scopo di restituire i sequestrati e poi discuteremo".

    Il premier israeliano Benyamin Netanyahu, secondo quanto riportato Israele Ha-Yom,  avrebbe convocato il ministro della sicurezza nazionale - e leader di destra radicale - Itamar Ben Gvir per spiegargli il possibile accordo con Hamas. Israele Ha-Yom (considerato vicino a Netanyahu) cita fonti dell'ufficio del premier secondo cui l'incontro dovrebbe avvenire nelle prossime ore.

   Le stesse fonti hanno fatto sapere che intanto è stato spiegato a Ben Gvir - decisamente contrario all'intesa - che nell'eventuale accordo "non c'è la fine della guerra". Sia Ben Gvir sia l'altro ministro di destra radicale Bezalel Smotrich hanno minacciato una possibile uscita dalla maggioranza di governo. 

Madrid non intende 'cadere nelle provocazioni' di Israele
      Il governo di Spagna "non cade nelle provocazioni" di Israele, che non lascerà senza risposta, per cui sta coordinando con Irlanda e Norvegia, alle quali si è unita anche la Slovenia, quale sia quella più "adeguata" al governo di Benyamin Netanyahu. Lo ha affermato Albares, nella conferenza stampa a Madrid assieme all'omologo egiziano Shoukry, nei riferirsi alla crisi diplomatica aperta con Israele dopo il riconoscimento congiunto dello Stato di Palestina da parte dei tre Paesi, lo scorso 28 maggio.

   "Ci sono cortesia e usi diplomatici che non si possono violentare", ha sostenuto Albares, riferendosi alla convocazione a Gerusalemme da parte del ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz, degli ambasciatori dei tre Paesi, filmati mentre venivano loro mostrate immagini degli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas. "Filmare gli ambasciatori ed esporli pubblicamente quando sono stati convocati dal ministero degli Affari esteri non è rispettare le relazioni diplomatiche che dobbiamo avere fra Paesi amici", ha sostenuto Albares, assicurando che i tre Paesi "non si lasceranno intimidire da questa campagna".

    "Non cadremo nemmeno nelle provocazioni e agiremo con calma, con tranquillità ma daremo la risposta corretta", ha insistito Albares. Per quanto riguarda il divieto imposto da Israele al Consolato generale spagnolo a Gerusalemme di prestare assistenza ai palestinesi, pena la chiusura dello stesso, il ministro degli Esteri ha di nuovo ricordato "lo statuto storico molto particolare" della delegazione diplomatica creata nel 1853, "molto prima dell'esistenza dello Stato di Israele" e ha assicurato che "sta funzionando con totale normalità".

Gantz a Blinken, la restituzione degli ostaggi è la priorità
   Benny Gantz, membro del gabinetto di guerra israeliano, afferma su X di aver avuto ieri sera un colloquio con il segretario di stato americano, Antony Blinken, e di aver chiarito che considera la restituzione degli ostaggi come una "priorità nella cronologia della guerra". "Ho parlato ieri - afferma Gantz - con il Segretario di Stato americano Blinken sugli sforzi per garantire un accordo per la restituzione degli ostaggi. Gli ho sottolineato che lo Stato di Israele è impegnato nella restituzione degli ostaggi e la considera non solo una responsabilità morale superiore, ma anche una priorità nel calendario della guerra. Intendiamo fare tutto il necessario per esaurire ogni opportunità di raggiungere l'obiettivo. Ho ribadito al segretario l'imperativo della pressione americana sui negoziatori per garantire l'attuazione dell'accordo proposto da Israele".

   Il ministro israeliano della Difesa Yoav Gallant, in una telefonata con Blinken, ha detto a sua volta al segretario di Stato americano che Israele è determinato a smantellare Hamas e a trovare un'alternativa per governare Gaza. Lo riporta il Times of Israel.    

   "Nel quadro di qualsiasi processo di sviluppo, Gallant ha sottolineato l'impegno di Israele a smantellare Hamas come autorità governativa e militare. A questo proposito, ha discusso la questione di identificare e consentire l'emergere di un'alternativa di governo locale", si legge nel comunicato diffuso dal suo ufficio. 

L'Egitto prosegue i suoi contatti per arrivare ad un accordo
     "L'Egitto continua i contatti con tutte le parti per raggiungere un accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza" ed è "pronto a fornire tutto il sostegno ai cittadini palestinesi e lavora per alleviare la crisi umanitaria a Gaza". Lo ha ribadito una fonte di alto livello all'emittente statale egiziana Al Qahera.

     Prosegue intanto una guerra di cifre tra Egitto e Israele sul numero di camion effettivamente entrati nella Striscia da Kerem Shalom, mentre Rafah resta chiuso dalla parte palestinese occupata. Secondo la fonte, la scorsa settimana sarebbero riusciti ad oltrepassare il confine oltre 950 camion di aiuti umanitari e, secondo la Mezzaluna rossa egiziana, altri 800 sono pronti per entrare subito a Gaza non appena potrà aprire Rafah. Israele ha fatto sapere ieri che in una settimana sarebbero entrati nella Striscia 1.858 camion di aiuti, il doppio di quelli dichiarati dall'Egitto.

Tajani, sosteniamo la mediazione Usa per Gaza
   "Noi sosteniamo con grande convinzione" il piano per il cessate il fuoco a Gaza annunciato dal presidente degli Stati Uniti, "perchè è tempo di arrivare finalmente a questo cessate il fuoco che permetta la liberazione degli ostaggi e portare aiuti alla popolazione civile palestinese". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonmio Tajani in studio a Sky News 24. "Noi sosteniamo questa mediazione e speriamo che Israele e Hamas si trovino d'accordo almeno su questo primo tentativo di sospendere la guerra", ha aggiunto Tajani. 

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