La Juve Stabia dura per soli 45 minuti al Pinto di Caserta: a nulla è servito il gol nel primo tempo di Simeri realizzato su rigore e il Trapani è riuscito a rimontare la gara nella ripresa con tre gol, che sono stati l’uno la fotocopia dell’altro. Difficile giustificare la difesa gialloblù, che si è dimostrata impreparata in diverse occasioni e nulla ha potuto Branduani sulle tre reti granata. Allo stesso modo difficile ammettere di chi sia la colpa: la retroguardia stabiese non si è dimostrata attenta e mister Caserta ha pagato la sua inesperienza, ammettendo con onestà i propri sbagli. «Un buonissimo primo tempo, ma nella ripresa la squadra non è scesa in campo ed è rimasta con la testa negli spogliatoi: c’è poco da commentare e c’è rammarico, abbiamo sbagliato anche il calcio d’inizio -afferma mister Fabio Caserta-. I ragazzi hanno giocato contro quella che secondo me è la squadra più forte del campionato ed nel secondo tempo è andata meritatamente in vantaggio. Nella ripresa non puoi scendere in campo senza giocarti le tue carte ed io in primis me ne assumo le responsabilità come allenatore. Dobbiamo cambiare parecchio: vogliamo fare un campionato dignitoso al di là della vittoria e della sconfitta. Il risultato è importante, ma a mio avviso viene valutato successivamente. Abbiamo cercato di cambiare qualcosa rispetto all’ultima gara, ma abbiamo subito tre gol che sono l’uno la fotocopia dell’altro e questa la dice lunga sugli errori che abbiamo commesso. Bisogna migliorare tanto, ma la mia rabbia rimane la poca grinta dei ragazzi nel secondo tempo. Bisogna lottare per 90 minuti e non per 45. Cercheremo di capire cosa sia successo, cosa abbiamo sbagliato e lavoreremo a testa bassa, senza esaltarci, né abbatterci. I fischi dei tifosi fanno sicuramente male, ma non possiamo dire loro nulla: se perdi e giochi come si deve potresti anche non riceverli, ma se non tiri fuori la grinta hanno tutte le ragioni per protestare». Simone Simeri realizza la sua prima rete stagionale in maglia gialloblù: il suo gol dal dischetto ha fatto di lui il migliore tra le file dei campani in questa partita, probabilmente l’unico più aggressivo, ed è stato bravo a procurarsi un secondo fallo, presunto rigore non concesso dall’arbitro. Tuttavia, la rete numero 51 in carriera dell’attaccante napoletano non è bastata per regalare una gioia ai tifosi presenti che hanno percorso 56 km da Castellammare. «Sono contento di aver realizzato il primo gol stagionale con la maglia della Juve Stabia, ma dispiace perché non è servito -spiega il giocatore classe 93’ a fine partita-. Purtroppo quando segni e non vinci è come se non avessi fatto nulla. Il rigore? Non è stato stabilito il rigorista: mi sono procurato il fallo ed ero in vena di calciare da fermo. La discussione con Canotto non è stata nulla di rilevante a riguardo: da ex voleva batterlo lui, ma era giusto che lo tirassi io. Il nostro approccio alla gara è stato completamente sbagliato e i granata sono partiti con la voglia di vincere sin dall’inizio. Il rapporto con Paponi? Daniele ha avuto problemi al piede sinistro e per questo non ci siamo allenati insieme, ma mi trovo bene a giocare sia con lui che da solo. Con la Paganese dobbiamo dare continuità ai risultati positivi che stiamo ottenendo in trasferta, lavorando con la testa bassa».
Mister Calori si è dimostrato consapevole degli errori commessi dai suoi, ma ha allo stesso tempo sottolineato il motivo per cui è rimasto in terra siciliana: la squadra granata ha vissuto momenti d’oro negli anni precedenti, sfiorando addirittura la promozione in massima serie con Serse Cosmi. Il tecnico del Trapani intende portare a termine il progetto che la società ha cominciato, lavorando e sperando in un desiderato ritorno tra i cadetti.
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