Il Romeo Menti si veste a festa nel giorno dei 106 anni delle vespe. Rispettata la regola del 19
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La tifoseria festeggia i 106 anni della Juve Stabia
Lo stadio Romeo Menti si veste a festa nel giorno del 106simo anniversario della nascita del calcio stabiese. Il match contro la capolista Sassuolo si è tramutato nell'appuntamento ideale per celebrare una ricorrenza che la tifoseria locale ha onorato con una coreografia da brividi che ha anticipato il calcio di inizio fischiato dal signor Di Bello di Brindisi, uno che di soddisfazioni gialloblù se ne intende avendo diretto nell'anno della promozione in B sia la finale di andata della Coppa Italia Lega Pro vinta a Carpi sia la semifinale di ritorno dei Play-Off pareggiata in quel di Benevento. "Mani al cielo e bandiere al vento, 106 e non me ne pento" recita uno striscione che fa da cornice alla Curva San Marco. Una storia iniziata il 19 marzo 1907, data in cui i fratelli Romano e Pauzano Weiss fondarono lo Stabia Sporting Club optando per una divisa gialloblù in onore dei colori imperanti sullo stemma cittadino. Dopo una lunga militanza nelle serie minori ed un titolo di campione dell'Italia liberata ancor oggi al centro di una querelle con la Figc, la Castellammare calcistica festeggia la prima promozione in serie B nella stagione 1950/51 dopo lo spareggio con il Foggia vinto 2-0 a Firenze grazie ad una doppietta di Cereseto. La militanza tra i cadetti dura però solo un anno, la neonata Ac Stabia retrocede mestamente classificandosi ultima con appena 18 punti in campionato. Nel 1953, causa fallimento, le subentra nel ruolo di primo club cittadino la Juve Stabia, fondata già nell'immediato secondo dopoguerra. La nuova società si destreggia su un'altalena tra calcio dilettantistico e serie C sino agli anni '90, quando viene acquistata dall'ex presidente del Napoli Roberto Fiore. Il nuovo patron sfiora per due volte la B perdendo due finali play-off: la prima nel 1994 al San Paolo contro la Salernitana, la seconda nel 1999 al Partenio contro il Savoia. Dal paradiso all'inferno, in due anni la Juve Stabia retrocede in serie C2 per poi sparire mestamente nell'estate 2001. Dopo un anno privo di calcio, l'imprenditore stabiese Paolo D'Arco rileva il titolo del Comprensorio Nola ripartendo dalla serie D. In pochi anni i gialloblù, vincitori anche della Coppa Italia dilettanti, tornano in C1 battendo tra l'altro il Napoli 3-1 al Menti il 19 febbraio 2006. Seguono anni bui sino all'avvento, nell'estate 2008, dei presidenti Giglio e Manniello. Dopo la mesta retrocessione al primo torneo, le vespe si rendono protagoniste di una splendida scalata dalla Seconda divisione, con alla guida Massimo Rastelli, alla serie B firmata Piero Braglia. Dopo la salvezza da incorniciare della scorsa stagione, i campani stanno ora confermando di meritare la cadetteria come confermato dal pareggio 1-1 di ieri con la capolista Sassuolo di Squinzi, presidente di Confindustria. "Dedico il mio gol alla Juve Stabia - afferma William Jidayi, autore della rete gialloblù -, non potevo scegliere un giorno migliore per il mio primo sigillo con questa maglia. Segnare in questo stadio rappresenta un'emozione straordinaria, sentire il proprio nome gridato dai tifosi mette i brividi. Sono felice di aver ripagato Braglia recuperando un match delicatissimo. Peccato per il risultato finale, avremmo meritato qualcosa in più". La conferma, di fatto, di come il 19 sia un giorno storico per le vespe a prescindere dall'anno e dal mese di appartenenza: al 19 marzo 1907, data della fondazione, sono seguiti il successo sul Napoli del 19 febbraio 2006, la vittoria sulla Salernitana nel giorno del centenario il 19 marzo 2007, la promozione in serie B contro l'Atletico Roma del 19 giugno 2011 e la vittoria della Juve Stabia Primavera contro la Juventus alla Viareggio Cup il 19 febbraio 2013. Cento di questi 19...
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