La Juve Stabia rappresenta la sua grande occasione. Nicholas Allievi, 25enne difensore varesino, è tornato in campo contro la Sicula Leonzio dimostrando all'ambiente di aver definitivamente superato i problemi fisici che lo hanno frenato durante il girone di andata. «Ritengo di aver sostituito degnamente l'infortunato Marzorati – ammette il centrale –, con grande concentrazione ho aiutato i miei compagni a raggiungere una vittoria preziosissima soprattutto per il morale. Il gruppo è unito, di questo passo potremo davvero ambire ad un quarto posto tutto sommato ancora alla portata contrariamente alle prime tre piazze». L'ex Feralpi è giunto a fari spenti nel gennaio di un anno fa. «A Salò, come anche nell'AlbinoLeffe, ho trovato una società tanto piccola quanto organizzata che mi ha sempre fatto sentire a casa concedendomi l'opportunità di esprimermi su buoni livelli. Quando arrivai a Castellammare trovai una situazione non semplice, dopo gli splendidi risultati del girone di andata la squadra faticava a ritrovare la giusta quadratura finendo per perdere terreno dalla vetta. Il rammarico più grande è essermi infortunato contro il Taranto, di fatto persi l'opportunità di disputare i playoff proprio nel frangente in cui ero diventato titolare. Della gara con la Reggiana si è poi già detto tutto, quel gol di Ripa grida ancora vendetta. Rispetto a quello di un anno fa, questo è un organico più giovane con caratteristiche diverse sia tecnicamente che tatticamente. Da par mio mi auguro di ritagliarmi alla lunga uno spazio tra i titolari anche se non sarà semplice aver la meglio di Bachini e Marzorati. Il mio idolo? Sergio Ramos, un difensore moderno in grado di essere decisivo anche in fase offensiva. Un mio difetto? Devo migliorare sul piano della rapidità, talvolta soffro i movimenti di attaccanti di piccola statura e rapidi. Solo riuscendoci potrò conquistare quei palcoscenici che mi piacerebbe calcare con le maglie di Juve Stabia ed Inter, squadra di cui sono tifoso». E cbissà che un giorno Allievi non possa davvero calcare palcoscenici più ambiziosi.
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