Un derby dalle radici profonde. Il match tra Juve Stabia e Casertana vanta ben 14 precedenti nella città delle acque, il primo dei quali risalente al campionato di Prima Divisione 1925/26 che vide i falchetti imporsi 2-1. Per brindare al successo ai gialloblù toccò attendere il secondo dopoguerra, in particolare il torneo di Serie C 1947/48 che registrò l’affermazione interna per 1-0. Di lì in poi una serie di 12 partite sino ai giorni nostri che hanno portato il bilancio a 6 vittorie delle vespe, 4 pareggi e 4 blitz rossoblù. Sostanziale parità per gli ultimi tre precedenti che tra Lega Pro e ritorno alla denominazione serie C narrano di un successo per 1-0 targato Jidayi degli allora uomini di Pancaro tre anni or sono, un’affermazione ospite per 2-1 firmata dall’ex De Angelis durante la gestione Zavettieri ed un rocambolesco pari per 2-2 lo scorso campionato. Gara, quest’ultima, contrassegnata dalle polemiche sia sul fronte rossoblù per un gol in mischia convalidato a Ripa tra le proteste della Casertana che invocò un fallo dell’attaccante sul portiere Ginestra, sia su quello di casa per un rigore netto negato a Marotta, all’epoca tra le fila gialloblù e domenica tra gli ex più attesi. Particolare non di poco conto dato che nelle scorse annate i falchetti hanno spesso attinto a piene mani dalle fila stabiesi andando da De Angelis ad Agyei passando per i vari Fumagalli, Murolo, Ciotola, Polak e, appunto, Marotta. E se questi ultimi due domenica indosseranno i colori rossoblù, sarà Matute l’ex di turno oggi beniamino del Menti. Molteplici spunti che renderanno ancor più interessante un derby che dovrà dire moltissimo in chiave classifica e non solo poiché la Juve Stabia ha ottenuto solo 4 punti sui 9 disponibili da quando ha riabbracciato il tanto atteso stadio di casa. Ed anche se le decisioni arbitrali hanno inciso irrimediabilmente su questo bottino, l’imperativo è guardare avanti con l’obiettivo di migliorarlo per rincorrere il tanto ambito sogno playoff.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.