Giorni di meditazione in casa gialloblù. Il pari interno con la Fidelis Andria ottenuto in occasione dell’ultimo match dell’anno solare rappresenta l’istantanea perfetta di una Juve Stabia inconsistente che dovrà sfruttare la sosta per ritrovare uomini, energie e motivazioni in attesa che il ds Rubino piazzi quei colpi inevitabili per cercare di raddrizzare una stagione sin qui deludente. Se dal punto di vista del gioco l’avvicendamento tra Novellino e Sottili aveva fatto intravedere segnali positivi, su quello dei risultati il ruolino si è rivelato essere migliore ma comunque al di sotto delle aspettative al netto dei soli 26 punti in classifica inanellati in 20 partite. Alla luce dell’incapacità di questa rosa di vincere 2 partite consecutive e di un rendimento in trasferta deficitario che ha registrato l’ultimo blitz a Latina lo scorso 29 settembre, oggi appare d’obbligo guardarsi indietro e non concentrarsi solo su quella zona playoff lontana 3 lunghezze. Il calderone incandescente dei playout è lì a 5 punti e al ritorno in campo si andrà a far visita all’Avellino di Piero Braglia, non certo una passeggiata di salute in questo frangente. I fratelli Langella e il ds Rubino sono consapevoli di dover intervenire sul mercato. In difesa mancano le alternative ai terzini Rizzo e Donati, dalla cintola in su c’è carenza di qualità e concretezza al netto di qualche lampo regalato da Bentivegna e dell’esplosione di Stoppa. Eusepi cerca di fare il suo con sacrificio e dedizione, ma lì davanti, con Panico che sin qui porta sulla coscienza punti a grappoli, è troppo solo. I tifosi invocano la rivoluzione, vedremo cosa accadrà in tempi di inevitabile spending review a tutti i livelli.
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