La Juve Stabia si aggiudica la prima edizione del Memorial Catello Mari, superando la Cavese per 1-0 allo stadio "Simonetta Lamberti". A decidere un test precampionato equilibrato, soprattutto nella ripresa, è stata una splendida punizione di Romeo Sandrucci, che ha regalato alle Vespe il successo al termine di una gara intensa e ricca di spunti in vista degli impegni ufficiali.
Nel post partita, il tecnico gialloblù Pietro De Giorgio ha voluto innanzitutto rendere omaggio alla figura di Catello Mari, al quale era dedicata la manifestazione.
«Partirei dallo spettacolo e dal significato della serata, perché credo sia stata la cosa più importante. È stato emozionante ricordare una persona che ha unito due tifoserie e due città. Non ho avuto il piacere di conoscerlo personalmente, perché arrivai a Cava l'anno successivo alla promozione dalla C2 alla C1, ma è come se lo avessi conosciuto per tutto ciò che ho sentito raccontare su di lui. Ho avuto modo di conoscere bene la famiglia Mari e questa è stata davvero una bellissima serata nel ricordo di una persona benvoluta da tutti. Sono eventi che fanno bene allo sport».
Passando all'analisi tecnica, De Giorgio ha evidenziato i progressi della squadra, pur ricordando che il gruppo è ancora nel pieno della preparazione atletica.
«Dal punto di vista tecnico e fisico abbiamo fatto un passo avanti rispetto alla precedente amichevole. Siamo alla terza settimana di lavoro e abbiamo concluso il ciclo di carichi appena due giorni fa. La squadra ha mostrato qualcosa in più, soprattutto nella gestione degli spazi e delle distanze, anche se non siamo riusciti a mantenerle per tutta la partita. A tratti si sono viste buone cose sia tatticamente sia tecnicamente, ma dobbiamo ancora crescere molto. Eravamo pesanti nelle gambe e abbiamo affrontato un avversario che ci è venuto a prendere uomo contro uomo. Mi è piaciuta la personalità nel cercare sempre di costruire dal basso, anche nei momenti di difficoltà».
L'allenatore ha poi spiegato come il differente stato di condizione abbia inciso sulla prestazione.
«Loro erano più brillanti, arrivavano prima sulle seconde palle e si vedeva che erano più freschi. Noi siamo ancora appesantiti dal lavoro, quindi è normale soffrire in queste amichevoli. Non essere arrivati per primi su tanti palloni non è positivo, ma è una conseguenza del periodo della preparazione».
De Giorgio ha quindi affrontato il tema del mercato.
«La cosa che mi preoccupa maggiormente è avere ancora il mercato aperto all'inizio della stagione. È una situazione che può creare qualche distrazione a tutti, non solo alla Juve Stabia. Serve ancora un po' di tempo affinché società e giocatori trovino il giusto equilibrio. Dopo l'inizio della Coppa Italia dovremo pensare esclusivamente al campo».
Sul piano tattico il tecnico ha ribadito come il proprio calcio richieda brillantezza atletica.
«Siamo ancora lontani dalla condizione migliore. Il mio è un calcio molto dinamico e senza gamba, freschezza e rapidità si fa fatica, soprattutto nella fase di non possesso. Se non si va a pressare forte e in avanti, si concede troppo tempo agli avversari e poi diventa difficile mantenere le giuste distanze».
Parole di apprezzamento anche per i tanti giovani arrivati durante l'estate.
«I ragazzi stanno crescendo velocemente e questo per noi è fondamentale. Abbiamo inserito giovani come Caccavo, Patanè e Scuderi, che devono farsi trovare pronti quando inizieranno le gare ufficiali. I calciatori più esperti stanno invece assimilando nuove idee di gioco rispetto a quelle a cui erano abituati. È un processo naturale, ma vedo disponibilità, entusiasmo e tanta voglia di migliorare. Quando un allenatore conquista la fiducia del gruppo, il lavoro diventa più semplice. Siamo perfettamente in linea con il programma».
Il tecnico ha poi confermato il continuo confronto con la società sul completamento dell'organico.
«C'è una condivisione quotidiana con il presidente, la dirigenza e tutto lo staff. È uno degli aspetti che più mi ha colpito da quando sono arrivato. Stiamo lavorando per completare la rosa con altri innesti, ma ci saranno anche alcune uscite. Il quadro è chiaro e stiamo valutando ogni operazione insieme».
Infine, De Giorgio ha sottolineato lo spirito mostrato dal gruppo nonostante le difficoltà della preparazione.
«Non posso essere pienamente soddisfatto dei risultati di queste prime uscite, ma conosco bene le dinamiche delle mie squadre durante la preparazione. Abbiamo svolto un lavoro molto intenso e i ragazzi stanno rispondendo con grande sacrificio. Oggi, nei minuti finali, la squadra ha difeso con determinazione, dimostrando di non voler subire gol. Questo atteggiamento è il primo vero valore aggiunto. La rosa non è ancora completa: abbiamo puntato subito sui giovani, che erano i profili più difficili da assicurarsi, e credo siano ragazzi di valore. Adesso dovremo inserire anche elementi di categoria che possano garantire esperienza e personalità».
A decidere l'incontro è stato Romeo Sandrucci, autore della splendida punizione che ha regalato il successo alle Vespe.
«Sono felice di essere qui e vivo ogni giorno con l'obiettivo di migliorarmi e mettermi in gioco. Dal primo giorno il mister ci ha trasmesso l'importanza dello spirito di sacrificio e io sono pronto a dare tutto, sia in allenamento sia in partita. Non vedo l'ora che inizino la Coppa Italia e il campionato. Con i compagni mi trovo molto bene, stiamo costruendo una buona intesa e spero che il nostro tridente possa regalare soddisfazioni».
Il tecnico gialloblù dopo la sconfitta nell’ultimo test precampionato: «Non abbiamo vinto un contrasto. Chi ha voglia di andare in battaglia venga con noi a Frosinone, chi ha la pancia piena non fa parte della mentalità Juve Stabia»