Foto SS Juve Stabia
Pietro De Giorgio prende ufficialmente le redini della Juve Stabia. Nella prestigiosa cornice dello Yacht Club Marina di Stabia si è svolta oggi la conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore delle Vespe. Al suo fianco il neo vicepresidente Antonello Amabile, il responsabile del progetto e dell'area tecnica Vincenzo De Vito e il direttore sportivo Stefano Stefanelli.
Il tecnico ha esordito ringraziando la società per la fiducia accordatagli.
«Ringrazio la proprietà, il direttore generale e il direttore sportivo. Seguo la Juve Stabia da diversi anni e mi ha sempre colpito. A Castellammare hanno lavorato allenatori che hanno proposto un calcio moderno e questa è una piazza con una forte tradizione calcistica. Tutto questo mi ha entusiasmato e oggi mi ritengo uno degli allenatori più fortunati. Il direttore sportivo mi ha seguito in questi anni e non posso che ringraziarlo. Da parte mia c'è soltanto tanta voglia di iniziare e mettermi subito al lavoro».
Inevitabile il riferimento all'eredità lasciata dai suoi predecessori e alla volontà di dare continuità al percorso tecnico intrapreso dal club.
«Mi piace essere ottimista. Sono fortemente convinto del percorso che ho fatto finora e partirò dalle mie idee, basate su un calcio molto verticale. Non sono però un integralista: se sarà necessario, adatterò il sistema alle caratteristiche dei calciatori che avrò a disposizione. Il mio credo resta quello che mi ha dato forza in questi anni».
Tra i concetti più volte ribaditi dal nuovo tecnico ci sono coraggio e spirito di sacrificio.
«La Juve Stabia ha ottenuto risultati importanti proprio grazie a queste qualità, che hanno valorizzato il collettivo. I valori sono fondamentali, ma devono essere sempre legati agli obiettivi. Questo è un patrimonio che non va disperso, anzi deve essere alimentato. Dal punto di vista del gioco proverò a dare ancora più verticalità, senza rinunciare al palleggio e alla costruzione di occasioni da gol».
De Giorgio ha poi allargato il discorso al momento che sta vivendo il calcio italiano.
«Stiamo attraversando una fase importante. Non dimentichiamo che ci sono bambini che non hanno ancora visto l'Italia disputare un Mondiale. Tutto il movimento deve accelerare il processo di crescita e migliorare ciò che non ha funzionato. Il fatto che ci siano tanti allenatori giovani è un segnale positivo: sono tecnici che hanno dimostrato il loro valore. L'ultimo è stato Ignazio Abate e gli auguro di proseguire il suo percorso perché lo merita».
Sul suo arrivo a Castellammare e sugli obiettivi personali ha aggiunto:
«Non ho creato plusvalenze con il Potenza, ma vorrei restare qui qualche anno. Castellammare rappresenta per me un punto di partenza. Condivido la visione della società: vogliamo costruire un progetto importante e duraturo».
L'ex calciatore ha poi spiegato come il suo passato influenzi il modo di intendere il calcio.
«Quando smetti di giocare ti porti dietro le tue caratteristiche. Ero un calciatore che amava l'uno contro uno e credo che chi ama il calcio voglia vedere giocatori capaci di saltare l'uomo. Voglio valorizzare questo tipo di qualità. Dal mercato mi aspetto innesti con tecnica e fantasia, calciatori in grado di fare la differenza negli ultimi 25 metri. Più giocatori di qualità avremo, più sarò grato al direttore sportivo. Sono convinto che arriverà anche uno specialista per quel reparto».
Il tecnico ha quindi annunciato l'ingresso di Gerardo Alfano nel proprio staff.
«Gerardo Alfano è un ragazzo che conosco da tanti anni e che faceva già parte del gruppo. Andrà ad arricchire uno staff molto competente, che lavorerà in maniera specifica sulla crescita di ogni singolo calciatore».
Infine, De Giorgio ha parlato degli obiettivi della nuova stagione e del ruolo dello staff tecnico.
«Per quanto riguarda Petrazzuolo, era importante dare continuità al lavoro svolto. La sua presenza è fondamentale: è una persona preparata, un valore aggiunto per la Juve Stabia. È stata una scelta condivisa e dettata dalla meritocrazia. Per quanto riguarda l'ambiente, ho trovato grande entusiasmo. Negli ultimi due anni la Juve Stabia ha ottenuto risultati importanti e, come si dice, l'appetito vien mangiando. Cercheremo di fare anche meglio, ma nel calcio nessuno può garantire i risultati perché è uno sport imprevedibile. Quello che posso garantire è che la mia Juve Stabia avrà un'identità precisa e proporrà il mio modo di interpretare il calcio».
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