Un pareggio prezioso, che sa di vittoria e che dà continuità alla striscia positiva dei gialloblù, in una cornice purtroppo sporcata dall’eccessivo nervosismo e dall’antisportività, sia in campo che sugli spalti. Al gol dell’ex Castaldo, dopo aver lottato con le unghie e con i denti, le vespe rispondo al 90’ con un gol su punizione di Giacomo Calò, ormai divenuto il re delle reti impossibili, dopo quella messa a segno direttamente da calcio d’angolo nella precedente partita contro il Rende.
«E’ stato un match caratterizzato dall’eccessivo nervosismo, specialmente negli ultimi venti minuti della gara, ma noi siamo stati padroni del campo dall’inizio fino alla fine -spiega il centrocampista ai nostri microfoni-. Abbiamo sbagliato solo in alcuni casi, quali il momento del gol di Castaldo, della rete annullata per fuorigioco e dell’azione pericolosa di Padovan. Siamo stati insuperabili nei calci da fermo e nelle palle cross. Il gol sarebbe arrivato ugualmente: che fossi stato io o qualcun altro, meritavamo il pareggio. Per come si è conclusa la partita, abbiamo dato una grande lezione da grande squadra ai nostri avversari. Nonostante nella ripresa abbiano perso due uomini per espulsione, abbiamo sfruttato poco la superiorità numerica: Canotto si è infortunato ed El Ouazni è stato anche lui cacciato direttamente fuori, anche se non ne ho compreso il motivo. I trequartisti avversari pressavano molto e mi veniva concesso poco spazio. Invece, posizionati a due insieme a Mastalli avevamo più possibilità di coordinarci. C’è molto rammarico, perché credo che questa partita poteva essere vinta.» Archiviato il pari con la compagine di Fontana, i gialloblù lavoreranno sodo in settimana per un altro derby: quello del Simonetta Lamberti contro la Cavese, reduce dalla sconfitta contro il Siracusa. Un derby assai discusso, che manca da sette anni. «Ci attende una partita difficile. Ma come in tutte le partite occorre partire con l’atteggiamento giusto. Da lunedì constateremo quali e quante siano le assenze, considerato che Canotto è uscito dal campo con la caviglia dolente. Abbiamo fatto il possibile, non è arrivato il secondo gol, ma la tifoseria ha sempre creduto in noi. È stato veramente bello, perché stiamo dando loro un buon motivo per crederci sempre di più. Speriamo che questo sia il primo di una lunga serie di gol. Quello di stasera lo dedico alla mia famiglia e alla mia ragazza».
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